Style Press at Work, la nuova collezione di Matteo Pressamariti
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Press at Work, la nuova collezione di Matteo Pressamariti

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Giulia Guido
Press at Work Matteo Pressamariti | Collater.al

Siamo andati a scoprire Press at Work, la nuova collezione di Matteo Pressamariti, giovane designer, che oltre ad avercela spiegata, ci ha raccontato il suo percorso e ci ha parlato dei suoi obiettivi futuri. Scopri di più nella nostra intervista! 

Raccontaci di te, del tuo background e di ciò che hai fatto prima di avviare il tuo brand. 

Press at Work Matteo Pressamariti | Collater.al

Io vengo da Imperia, in Liguria, una piccola città di provincia, un posto molto chiuso dove nessuno parla di moda. Nonostante questo però puoi arrivare a fare un lavoro in quest’ambito. Io, personalmente, ci sono arrivato grazie alla mia ex ragazza che mi ha informato dell’esistenza dello IED. Così, finito le superiori, mi sono trasferito, iscritto e, dopo tre anni, mi sono laureato con uno dei migliori progetti, sfilando all’evento finale. 
Successivamente, mentre lavoravo per un brand di scarpe, ho vinto un concorso nazionale che permetteva a sette ragazzi di sviluppare il proprio brand. Così ho iniziato, sono andato in giro per l’Italia a cercare qualcuno che producesse le mie creazioni.

Sfortunatamente con gli organizzatori non è andata bene, ma a quel punto avevo già tutto ben avviato e ho deciso di continuare da solo e avviare il brand.
Oggi sono alla mia terza stagione.

Siamo qui in occasione del lancio della tua collezione “Press at work”. Raccontaci di cosa si tratta e a cosa deve questo nome. 

Più che una nuova collezione è un progetto che ormai continua da tre stagioni. Sono partito con l’idea di fare una scarpa in cuoio ma dandogli un volto più avant-garde che qualche anno fa andava molto. L’idea alla base prendeva ispirazione dal concetto di lavoro, ma se all’inizio era quello del contadino, questa volta mi sono ispirato al lavoro in fabbrica. 
In pratica prendo spunto da tutto ciò che mi circonda e una città come Milano, piena di costruzioni e cantieri mi ispira moltissimo. 

Con Press at Work ho voluto fare un progetto più giovane, riprendendo gli anni ’90 e il primo approccio che ho avuto con il design, quando truccavo i motorini cercando di renderli speciali. Da ragazzo avevo un garage dove lavoravo con tutti i miei amici e di fianco mio padre faceva il ferramenta, lavorando con l’alluminio. Quest’ultimo è un materiale ricorrente nelle mie creazioni odierne, per me simbolo del lavoro manuale. Inoltre mi ispiro anche alle scarpe da lavoro che all’interno hanno il puntalino in acciaio, ecco io questo elemento l’ho portato all’esterno. 
Dalla SS20 la collezione ha preso un altro punto di vista, focalizzato sulla rivisitazione delle scarpe antiche, prendendo le forme del 1930 riadattandole a quelle moderne, utilizzando materiali come il nylon e la pelle.

Press at Work Matteo Pressamariti | Collater.al

Ho voluto giocare con questi contrasti: la pelle mixata con il nylon, che si incontrano e fondono nella mia visione di scarpa.

È passato più di un anno dalla tua prima collezione “Madre Terra”. È cambiato qualcosa da allora? Il tuo gusto, la tua ricerca o, anche, il tuo processo creativo? 

Certamente, in meglio cerco di migliorarmi, di continuare a imparare qualsiasi cosa. Inoltre è un lavoro che ti porta ad avere molti rapporti umani e ti insegna a gestirli. 

Hai 28 anni e sei stato incoronato da Vogue Italia una delle next big things del settore. Quale consiglio daresti a tutti coloro che vogliono intraprendere o hanno già intrapreso un percorso nel mondo della moda? 

Di fare questo lavoro solo se si è innamorati. Se no non credo chi si possono avere le forze per andare avanti ogni stagione perché è un lavoro che ti cambia che ti forma e bisogna essere disposti a cambiare con lui. Anche perché, nel campo della moda, rimanere sulle proprie idee non è la mossa giusta. 
La chiave è essere capace di mutare nel tempo. 

Siamo molto curiosi di scoprire questa collezione, ma lo siamo altrettanto di sapere quali saranno i tuoi progetti futuri e dove vuoi arrivare. 

L’obiettivo è quello di affermarmi con un marchio di footwear italiano, come, ad esempio, può essere Diadora. 
In futuro continuerò questo discorso del classico mettendo un po’ le sneaker e quel mondo lì da parte, perché sebbene sia un mondo che mi da gli stimoli giusti per andare avanti dopo un po’ ti annoi solo di sneaker. 
Inoltre, io sono un tipo che vuole sempre fare qualcosa di diverso e per questo la mia ricerca consiste nel guardare tutto ciò che c’è già e fare ciò che manca.

Press at Work Matteo Pressamariti | Collater.al

 

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Scritto da Giulia Guido
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