Il 28 ottobre 1964 da Cape Canaveral veniva lanciata la sonda Mariner 4, quella che diventerà la prima a raggiungere con successo Marte, dopo i cinque tentativi sovietici e uno statunitense falliti negli anni precedenti. La missione di Mariner 4 sarà anche la prima a inviare alla Terra l’immagine ravvicinata di un altro pianeta, in un’epoca pre-tecnologica (almeno rispetto ai prodotti fotografici e digitali) che festeggiava come grande successo tecnologico di quell’anno la prima trasmissione TV a colori.
La storia della prima immagine ravvicinata di Marte ha però una storia complessa, che riguarda l’arte e una scatola di pastelli colorati Rembrandt.

La sonda della NASA era la prima ad aver a bordo la strumentazione fotografica necessaria per scattare immagini raccogliendo i segnali dallo spazio, dal momento che la Mariner 2 che aveva come missione l’esplorazione di Venere non era dotata di nessuna fotocamera.
Il 15 luglio 1965, a 42 minuti di volo dal punto di massimo avvicinamento al pianeta (13mila km), l’equipaggio attivò la fotocamera che realizzò 21 immagini in un arco di tempo di 25 minuti. La sonda venne portata presto fuori orbita e furono necessarie otto ore per ciascuna immagine e più di dieci giorni per trasmettere i dati a Washington, ripentendo tutto due volte per evitare errori di trasmissione. Queste difficoltà di trasmissione portarono lo scienziato Richard Grumm a scegliere un metodo più veloce per interpretare i segnali binari rilevati dalla sonda. Grumm compra così una scatola di pastelli colorati Rembrandt e assegna a ogni impulso una tonalità cromatica nella scala del rosso-giallo-arancione. incolla vicine diverse strisce di nastro adesivo e in concomitanza con ciascun codice colora seguendo la legenda cromatica.


Affiancando così tutti i colori è stato quindi possibile ricostruire le variazioni di terreno di Marte, con la scelta dei toni che è stata casuale, scelta tra quella più pratica per mostrare le variazioni di tono.
La NASA a quel punto non voleva mostrare il risultato ottenuto, preferendo trasmettere in TV le fotografia e non il disegno. Nonostante l’opposizione il disegno venne trasmesso dai media, diventando così la prima immagine di Marte in TV.
Una delle più importanti scoperte astronomiche della storia è quindi stata divulgata grazie a quella che a tutti gli effetti è un’illustrazione astratta a pastello, che come poche altre opere d’arte è riuscita a far immaginare un nuovo mondo, pieno di mistero e poesia. Sul sito della NASA, è ancora presente il blog di Dan Goods nel quale sono disponibili spiegazioni della missione e dello sviluppo nella costruzione dell’immagine.


