Negli ultimi anni stiamo vivendo un progressivo ritorno della ceramica, sia come hobby, sia tra gli oggetti di design più desiderati, ma anche come mezzo espressivo. Tra questi ultimi spicca sicuramente il nome di Rapiditas Studio, laboratorio contemporaneo che ha fatto della ceramica una lingua viva per raccontare la cultura pop, i miti contemporanei e l’identità urbana.
Nato a Granada, Rapiditas Studio è un progetto fondato da Layla Sierra Iglesias e David Galindo Paredes che fonde arte, design e un’estetica dichiaratamente influenzata dalla street culture, dal graphic design degli anni ’90 e da brand iconici della contemporaneità.
Le loro creazioni in ceramica sono sculture, oggetti d’arredo e piccoli feticci che sembrano usciti da una capsule collection che si posiziona tra arte e moda. Alcuni pezzi richiamano loghi di brand famosi, altri remixano elementi della cultura rave, delle sottoculture metropolitane o della pubblicità vintage. Non è solo una questione di estetica: ogni opera è un discorso critico e affettuoso verso la cultura visuale che ci circonda.


Il lavoro di Rapiditas Studio è emblematico di questa nuova passione per la ceramica. Le sue opere si pongono a metà tra l’ironia e il culto: una tazza può avere il logo di un brand leggendario degli anni 2000, ma reinterpretato come se fosse una reliquia archeologica del presente. Una scultura può richiamare un giocattolo retrò, ma fatta con la cura e la solidità di un manufatto destinato a durare.
C’è un senso di nostalgia, ma anche di sovversione. La cultura pop non viene solo citata: viene assorbita, destrutturata e ricostruita in chiave artigianale. Ed è proprio questa fusione, tra sacro e profano, tra l’imperfetto dell’handmade e l’immaginario massificato dei brand, che rende il lavoro di Rapiditas così potente e attuale.






