Roger Minick – Sightseer

Roger Minick – Sightseer

Elena Fortunati · 9 anni fa · Art, Photography

L’estate sta finendo e quello che ci resta sono le sue modeste foto. Mai come nell’ era dei social network siamo stati invasi dalla visione di momenti di intimità di persone con cui non abbiamo mai vissuto momenti neanche vagamente vicini a quell’intimità.

Roger Minick - Sightseer - Progetto fotografico sui turisti americani tra gli anni '80 e il 2000

C’erano una volta le cene tra parenti e/o amici, quando, finito il dessert e raccontate le esperienze appena passate, ci si metteva in salotto a vedere gli scatti realizzati in vacanza o i vecchi filmini casalinghi di chi aveva dimestichezza (quanto bastava) nell’utilizzare le telecamere modello famiglia. E mentre sfogliavo le bacheche di Facebook per capire come è cambiata la fotografia turistica in questi anni di upload su Instagram, sono tornata nostalgicamente a ricercar foto degli anni ’80, quando le famiglie, in viaggio nelle loro station wagon, realizzavano scatti panoramici vicino ai loro gioiellini a quattro ruote.

Roger Minick ha capito che questo tipo di fotografia non era affascinante solo negli album di famiglia già dal lontano 1976 quando fu invitato ad insegnare all’Ansel Adams workshop allo Yosemite National Park. Gli studenti erano concentrati con le loro camere e i loro treppiedi per realizzare lo scatto perfetto, mentre folle di turisti non contemplavano il paesaggio ma si mettevano in posa per essere immortalati e provare che erano stati lì. Da allora ha cominciato a studiare questi soggetti inconsapevoli, a classificarli, a notare le caratteristiche del loro vestiario, le loro pose, i loro accessori, i loro animali domestici per fotografarli e realizzare il progetto oggi conosciuto con il nome di “Sightseer”.

La raccolta di queste immagini non si è fermata al solo boom economico degli anni ’80, ma è proseguita fino agli anni 2000, sempre con camera provvista di rullino da 400 asa e un bel flash pronto a lavorare. Ma poco sembra esser cambiato tra gli esemplari di questo genere di umani. Abbracciati tra di loro, vestiti comodi ma senza tralasciare il loro look personale a tratti discutibile, con i loro binocoli, le loro camere, nei luoghi troppo assolati con i loro cappelli stravaganti e le loro infradito di plastica, con zaini e marsupi, con indosso capi comprati per l’occasione, con prole stretta a loro, ma soprattutto sempre sorridenti. Un ricordo di felicità (e poi si sa, queste foto andranno mostrate, e nulla fa più invidia di un bel momento di serenità).

Ma secondo Roger non è tutto qui.

Dopo aver visto queste scene innumerevoli volte, egli afferma che il turista (in questo caso americano) è paragonabile al pellegrino del Medio Oriente che non è in viaggio solo per il viaggio, ma per cercare qualcosa di più profondo. Una volta arrivati alla meta sperimentano il momento di riconoscimento del luogo che hanno prima solo immaginato, arrivano allo stadio di affermazione, che porta il passato e il presente a stare sullo stesso piano e poi inevitabilmente pensano ad un ipotetico futuro. Quindi non prendeteli troppo in giro per la loro apparenza un po’ comica, ognuno di noi è o è stato turista nella vita.

Roger Minick - Sightseer - Progetto fotografico sui turisti americani tra gli anni '80 e il 2000
Roger Minick - Sightseer - Progetto fotografico sui turisti americani tra gli anni '80 e il 2000
Roger Minick - Sightseer - Progetto fotografico sui turisti americani tra gli anni '80 e il 2000
Roger Minick - Sightseer - Progetto fotografico sui turisti americani tra gli anni '80 e il 2000
Roger Minick - Sightseer - Progetto fotografico sui turisti americani tra gli anni '80 e il 2000
Roger Minick - Sightseer - Progetto fotografico sui turisti americani tra gli anni '80 e il 2000
Roger Minick - Sightseer - Progetto fotografico sui turisti americani tra gli anni '80 e il 2000
Roger Minick - Sightseer - Progetto fotografico sui turisti americani tra gli anni '80 e il 2000
Roger Minick - Sightseer - Progetto fotografico sui turisti americani tra gli anni '80 e il 2000
Roger Minick - Sightseer - Progetto fotografico sui turisti americani tra gli anni '80 e il 2000
Roger Minick - Sightseer - Progetto fotografico sui turisti americani tra gli anni '80 e il 2000
Roger Minick - Sightseer - Progetto fotografico sui turisti americani tra gli anni '80 e il 2000
Roger Minick - Sightseer - Progetto fotografico sui turisti americani tra gli anni '80 e il 2000
Roger Minick - Sightseer - Progetto fotografico sui turisti americani tra gli anni '80 e il 2000
Roger Minick - Sightseer - Progetto fotografico sui turisti americani tra gli anni '80 e il 2000
Roger Minick - Sightseer - Progetto fotografico sui turisti americani tra gli anni '80 e il 2000
Roger Minick - Sightseer - Progetto fotografico sui turisti americani tra gli anni '80 e il 2000
Roger Minick - Sightseer - Progetto fotografico sui turisti americani tra gli anni '80 e il 2000
Roger Minick - Sightseer - Progetto fotografico sui turisti americani tra gli anni '80 e il 2000
Roger Minick - Sightseer - Progetto fotografico sui turisti americani tra gli anni '80 e il 2000
Roger Minick - Sightseer - Progetto fotografico sui turisti americani tra gli anni '80 e il 2000
Roger Minick - Sightseer - Progetto fotografico sui turisti americani tra gli anni '80 e il 2000
Roger Minick - Sightseer - Progetto fotografico sui turisti americani tra gli anni '80 e il 2000
Roger Minick - Sightseer - Progetto fotografico sui turisti americani tra gli anni '80 e il 2000
Roger Minick - Sightseer - Progetto fotografico sui turisti americani tra gli anni '80 e il 2000
Roger Minick - Sightseer - Progetto fotografico sui turisti americani tra gli anni '80 e il 2000
Roger Minick - Sightseer - Progetto fotografico sui turisti americani tra gli anni '80 e il 2000
Roger Minick - Sightseer - Progetto fotografico sui turisti americani tra gli anni '80 e il 2000
Roger Minick - Sightseer - Progetto fotografico sui turisti americani tra gli anni '80 e il 2000
Roger Minick - Sightseer - Progetto fotografico sui turisti americani tra gli anni '80 e il 2000
Roger Minick - Sightseer - Progetto fotografico sui turisti americani tra gli anni '80 e il 2000
Roger Minick - Sightseer - Progetto fotografico sui turisti americani tra gli anni '80 e il 2000
Roger Minick - Sightseer - Progetto fotografico sui turisti americani tra gli anni '80 e il 2000
Roger Minick - Sightseer - Progetto fotografico sui turisti americani tra gli anni '80 e il 2000

 Roger Minick

Roger Minick – Sightseer
Art
Roger Minick – Sightseer
Roger Minick – Sightseer
1 · 36
2 · 36
3 · 36
4 · 36
5 · 36
6 · 36
7 · 36
8 · 36
9 · 36
10 · 36
11 · 36
12 · 36
13 · 36
14 · 36
15 · 36
16 · 36
17 · 36
18 · 36
19 · 36
20 · 36
21 · 36
22 · 36
23 · 36
24 · 36
25 · 36
26 · 36
27 · 36
28 · 36
29 · 36
30 · 36
31 · 36
32 · 36
33 · 36
34 · 36
35 · 36
36 · 36
Luci e ombre negli scatti di Irene Gittarelli

Luci e ombre negli scatti di Irene Gittarelli

Giulia Guido · 3 settimane fa · Photography

Un velo di mistero ricopre gli scatti di Irene Gittarelli, fotografa e artista visiva di Torino con base a Padova. La fotografia è sempre stata all’interno dei suoi piani, prima diplomandosi all’Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino e poi frequentando il Master di fotografia all’Accademia di Brera a Milano. 

La sua produzione artistica affronta temi come la fragilità umana e il rapporto tra l’uomo e il paesaggio che lo circonda, non a caso è spesso influenzata dalle scienze umane, dall’arte e dal cinema. 

Le fotografie di Irene Gittarelli sono delle composizioni in cui eleganza e mistero si fondono grazie a un calibrato equilibrio di luci e ombre. Questi contrasti tra chiaro e scuro si sposano alla perfezione con la luce del tramonto, elemento ricorrente nelle sue composizioni, che simboleggia un profondo senso di speranza. 

Dalle immagini si percepisce la capacità della fotografa di entrare in connessione con il soggetto che sta scattando, legame che viene in qualche modo impresso nella foto. Scopri il lavoro di Irene Gittarelli sul suo sito e sul suo profilo Instagram

Irene Gittarelli
Irene Gittarelli
Irene Gittarelli
Irene Gittarelli
Irene Gittarelli
Luci e ombre negli scatti di Irene Gittarelli
Photography
Luci e ombre negli scatti di Irene Gittarelli
Luci e ombre negli scatti di Irene Gittarelli
1 · 9
2 · 9
3 · 9
4 · 9
5 · 9
6 · 9
7 · 9
8 · 9
9 · 9
Anastasia Mihaylova: “il nudo è l’arte più bella”

Anastasia Mihaylova: “il nudo è l’arte più bella”

Tommaso Berra · 2 settimane fa · Photography

“Nude is the most beautiful art form”

Come ci si può sentire davvero vicini ai soggetti rappresentati nelle opere d’arte? Sarebbe troppo bello pensare che i quadri nei musei possano parlarci, raccontarci ciò che vogliono trasmettere e quello che i personaggi stanno vivendo, molte volte descritto solo attraverso la penna di qualche storico dell’arte. Una cosa però ce l’abbiamo in comune con veneri, cavalieri o religiosi, il corpo. I grandi maestri dell’arte hanno rappresentato i sentimenti attraverso il corpo, descritto per quello che era, secoli fa come oggi.
Gli scatti di Anastasia Mihaylova mettono in contatto questa unione tra il corpo nudo del presente e il passato descritto nelle opere d’arte. È una relazione stretta che non prevede timidezza, in cui la complicità è racchiusa nella bellezza nuda dei corpi, la più alta forma di bellezza secondo la fotografa.
Quella di Anastasia Mihaylova è un’operazione che attraverso la fotografia vuole anche denunciare la censura nell’arte contemporanea per mano degli algoritmi di internet, che di recente hanno cancellato all’artista i suoi profili social. La discriminazione di Instagram nei confronti di alcuni creativi è un tema centrale della produzione recente di Mihaylova. Con “Nude is the most beautiful art form” la fotografa vuole mettere in luce la bellezza dell’arte e del corpo come ispirazione e armonia di forme. Il corpo nudo è un aspetto importante lungo tutta la storia della pittura e della scultura, un modello da copiare in atelier o per rappresentare la purezza divina.
Tre donne condividono la scena e il rapporto con le opere appesi alle pareti di un museo, una coreografia, un atto di corteggiamento ma anche uno specchio incorniciato dentro al quale vedere se stessi.

Anastasia Mihaylova | Collater.al
Anastasia Mihaylova | Collater.al
Anastasia Mihaylova | Collater.al
Anastasia Mihaylova | Collater.al
Anastasia Mihaylova | Collater.al
Anastasia Mihaylova | Collater.al
Anastasia Mihaylova | Collater.al
Anastasia Mihaylova | Collater.al
Anastasia Mihaylova | Collater.al

Uno scatto di Anastasia Mihaylova sarà in mostra a Collater.al Photography 2022.

Anastasia Mihaylova: “il nudo è l’arte più bella”
Photography
Anastasia Mihaylova: “il nudo è l’arte più bella”
Anastasia Mihaylova: “il nudo è l’arte più bella”
1 · 16
2 · 16
3 · 16
4 · 16
5 · 16
6 · 16
7 · 16
8 · 16
9 · 16
10 · 16
11 · 16
12 · 16
13 · 16
14 · 16
15 · 16
16 · 16
Il mondo distorto visto con il fish-eye

Il mondo distorto visto con il fish-eye

Tommaso Berra · 2 settimane fa · Photography

Chiuso nel suo laboratorio della John Hopkins University a Baltimora, nel Meryland, il professore di fisica ottica Robert W. Wood stava lavorando a un esperimento che aveva l’obiettivo di replicare il modo in cui i pesci vedevano sott’acqua. È il 1906 e gli strumenti che ha a disposizione sono un secchio pieno d’acqua, una fotocamera stenopeica, un vetro a specchio e molta luce, un armamentario essenziale, che non impediranno a Wood di scoprire e inventare quello che verrà conosciuto nella storia della fotografia con il nome di fish-eye.
Dopo i primi utilizzi in ambito scientifico la distorsione dell’immagine creata con il fish-eye diventerà perfetta per rappresentare in fotografia la psichedelia hippie degli anni ’60 e la ribellione del rock negli anni a seguire. L’hip-hop utilizzerà l’estetica del fish-eye per cover e video dei suoi album, così come lo sport, facendo leva sulla capacità di catturare al meglio l’energia delle discipline freestyle e outdoor.

Nel 1911 Robert W. Wood riuscirà a pubblicare “Phisical Optics“, il libro che raccoglie le sue ricerche in campo ottico, ma il fish-eye rimase ancora per molto tempo un’esclusiva per scienziati chini su provette e microrganismi.
Solo nel 1935 viene depositato il brevetto per una lente circolare che utilizzava come superficie distorcente il vetro e non l’acqua. Il brevetto venne presentato il condivisione con l’azienda giapponese Nikon, ma anche in questo caso ci vollero più di vent’anni prima che la scoperta divenne alla portata di tutti. Forse è eccessivo dire “alla portata di tutti”, dal momento che il primo obiettivo messo in vendita nel 1957 aveva un costo di 27000$.
Il definitivo arrivo nei negozi cinque anni più tardi consegnò il fish-eye alla cultura artistica, musicale, sportiva e giornalistica del ‘900, ora che finalmente anche i fotografi amatoriali o semiprofessionisti potevano realizzare foto con quella particolare visione a 180°.

Fish-eye | Collater.al

Subito a partire dagli anni ’60 i fotografi realizzarono importanti ritratti e reportage politici e artistici, testimoniando eventi storici come le elezioni americane o gli album di grandi artisti come Beatles e Rolling Stone, è del ’66 la copertina di Big Hits (High Tide and Green Grass) nella quale Mick Jagger e Keith Richards dei Rolling Stones sono scattati con il fish-eye.
Ad incrociare la storia del fish-eye non c’è solo il rock. Gli psichedelici anni ’60 e gli hippie potevano replicare con il grandangolo la distorsione della realtà provocata dagli allucinogeni, mentre l’hip-hop, a partire dagli anni ’90, quella capacità di avere un punto di vista più street, irriverente e all’occorrenza divertente, in cui venivano esaltati ancora di più gli sguardi in camera di artisti come Notorius B.I.G., Beastie Boys e Busta Rhymes.
Panoramiche di luoghi mozzafiato e persino le prime foto scattate su Marte, il fish-eye ha una storia che lo ha portato ad essere da prodigio della scienza a spioncino attraverso il quale guardare la storia artistica e culturale di più di mezzo secolo di storia.

Fish-eye | Collater.al

Il mondo distorto visto con il fish-eye
Photography
Il mondo distorto visto con il fish-eye
Il mondo distorto visto con il fish-eye
1 · 11
2 · 11
3 · 11
4 · 11
5 · 11
6 · 11
7 · 11
8 · 11
9 · 11
10 · 11
11 · 11
Rob Woodcox sfida la forza di gravità nelle sue immagini

Rob Woodcox sfida la forza di gravità nelle sue immagini

Claudia Fuggetti · 2 settimane fa · Photography

Rob Woodcox è un fotografo d’arte e di moda nato a Houston che ha realizzato una serie di immagini sfidando la forza di gravità. A metà strada tra una danza ed un’installazione fatta di corpi umani, che un po’ ci fa pensare al celebre video di Kylie Minogue “All the Lovers”, il progetto fotografico di Rob è un gioco fatto di armonie.

Il corpo è moltiplicato, curvato, manipolato digitalmente per ottenere il risultato sperato: annullare la forza di gravità, annullare le costrizioni e le regole della società, gli schemi e i preconcetti. Movimenti fluidi, sessualità fluida. Paradossalmente il corpo viene annullato per trasformarsi in qualcosa di più: uno strumento di libertà.
Voglia di libertà che ci ricorda molto Ryan McGinley, del quale trovi un approfondimento qui.

I suoi soggetti ritrovano la pace con l’ambiente circostante, con la natura, tornando un po’ primitivi anche quando sono collocati all’interno di un edificio. Se vuoi saperne di più puoi visitare la pagina Instagram di Rob qui.

Rob Woodcox sfida la forza di gravità nelle sue immagini | Collater.al
Rob Woodcox sfida la forza di gravità nelle sue immagini | Collater.al
Rob Woodcox sfida la forza di gravità nelle sue immagini | Collater.al
Rob Woodcox sfida la forza di gravità nelle sue immagini | Collater.al
Rob Woodcox sfida la forza di gravità nelle sue immagini | Collater.al
Rob Woodcox sfida la forza di gravità nelle sue immagini | Collater.al
Rob Woodcox sfida la forza di gravità nelle sue immagini | Collater.al
Rob Woodcox sfida la forza di gravità nelle sue immagini | Collater.al
Rob Woodcox sfida la forza di gravità nelle sue immagini | Collater.al
Rob Woodcox sfida la forza di gravità nelle sue immagini | Collater.al

Uno scatto di Rob Woodcox sarà esposto a Collater.al Photography 2022.

Rob Woodcox sfida la forza di gravità nelle sue immagini
Photography
Rob Woodcox sfida la forza di gravità nelle sue immagini
Rob Woodcox sfida la forza di gravità nelle sue immagini
1 · 13
2 · 13
3 · 13
4 · 13
5 · 13
6 · 13
7 · 13
8 · 13
9 · 13
10 · 13
11 · 13
12 · 13
13 · 13