Fra tutte le collaborazioni che rileggono l’outdoor contemporaneo con uno sguardo colto e consapevole, la Salomon XT-Quest OAMC si inserisce come un oggetto che guarda indietro per parlare al presente. Un omaggio dichiarato all’epoca della trail tech vintage, quando le scarpe da trekking nascevano per resistere, durare e accompagnare il corpo in un rapporto diretto con la natura, senza filtri superflui.

La collaborazione tra OAMC e Salomon prende forma a partire dalla XT-Quest, silhouette iconica del brand francese, qui riletta attraverso il linguaggio estetico e concettuale di OAMC. Il risultato è una scarpa stratificata, fatta di pannellature sovrapposte, materiali misti e hardware deciso, che conserva un’anima rugged ma si affida alle costruzioni tecniche e ai tessuti avanzati di Salomon per adattarsi a un uso contemporaneo. La nostalgia non è mai fine a se stessa: è piuttosto un ponte tra l’autenticità del passato e l’attuale desiderio di riconnettersi con l’ambiente naturale.

Alla base del progetto c’è la visione di OAMC, brand nato dalla volontà di sviluppare idee e prodotti senza compromessi, mettendo al centro l’espressione personale e la qualità come valori fondanti. Ogni collezione diventa così una riflessione sul tempo in cui viviamo, tradotta in capi e oggetti pensati per durare, sia sul piano estetico che funzionale. Un approccio che si riflette anche nella XT-Quest OAMC, dove l’innovazione tecnica incontra una sensibilità quasi artigianale, capace di dare profondità e carattere a un oggetto pensato per l’uso reale.

Fondamentale, in questo equilibrio, è il ruolo del direttore creativo Luke Meier, che continua a spingere OAMC verso una visione moderna e leggermente ribelle, nutrita da riferimenti che spaziano tra musica, arte, cinema e fotografia. La scarpa diventa così non solo un prodotto funzionale, ma un’estensione di un immaginario più ampio, dove il trail running, l’escursionismo e la vita urbana si contaminano continuamente.
