Skepta, al secolo Joseph Junior Adenuga, non è solo una delle voci più influenti del grime britannico, ma anche un’icona di stile che ha saputo fondere l’estetica street con l’alta moda. Il suo approccio alla moda è viscerale, mai forzato: è lo stile che si adatta alla sua identità, non il contrario. Ma perché ci piace così tanto? Quali sono le componenti del suo stile che lo fanno brillare anche come style icon oltre che come musicista?

Uno dei momenti chiave che hanno segnato il suo ingresso nel mondo della moda è stata la sfilata per Nasir Mazhar nel 2015, in cui Skepta ha portato in passerella l’attitudine delle strade di Londra con un completo tecnico nero. Un altro look interessante è quello sfoggiato al Met Gala 2018, firmato Burberry: un outfit blu e nero con un mantello oversize che sembrava uscito da un incrocio tra un film di fantascienza e un romanzo gotico. Un’eleganza scura e teatrale che solo lui poteva rendere naturale.



La moda, per Skepta, non è solo immagine, ma linguaggio. Nei suoi testi compaiono spesso riferimenti a brand e icone della cultura pop. Frasi come «How you mix the Chanel with the Preme» in Text Me Back raccontano un’estetica che vive tanto nelle barre quanto nei look. Alla fine, il modo in cui unisce Supreme e Chanel – due brand tanto famosi quanto lontani – in una rima è lo stesso con cui fonde tailoring sartoriale e tracksuit.
Nel 2023, ha rilanciato il suo brand MAINS con una sfilata alla London Fashion Week che sembrava una lettera d’amore agli anni Novanta. Denim slavati, salopette da motociclista, camicie oversize e pantaloni tecnici, tutto con una palette polverosa e nostalgica. MAINS è l’esempio più diretto della sua visione: un luogo in cui la cultura urban incontra la precisione della moda.

Anche le collaborazioni parlano chiaro. Con Puma (di Nike ne parleremo più avanti) ha lanciato Skope Forever, una collezione che reinterpreta il DNA sportivo del brand in chiave grime. Le sneakers riprendono quindi questa estetica: sono grintose, i materiali tecnici e i colori saturi evocano l’energia di un sound system.
Tra i look più iconici degli ultimi anni: il completo Diesel total denim con cappotto marrone e stivali rossi alla Milano Fashion Week 2022; il trench verde foresta con mocassini borchiati visto durante la sfilata Burberry AW24; o ancora l’abito doppiopetto di MAINS indossato al GQ Men of the Year, perfetto equilibrio tra minimalismo e statement grafico.
La collaborazione di Skepta con Nike

Una delle collaborazioni più iconiche di Skepta è sicuramente quella con Nike, che lo ha visto reinterpretare alcuni dei modelli più celebri del brand attraverso la lente della sua esperienza personale e culturale. Tutto è iniziato nel 2017 con la Air Max 97 Ultra SK, ispirata ai suoi viaggi a Marrakech e alla sua prima sneaker da ragazzo, la Air Tuned Max del 1999. Con una tomaia iridescente e dettagli che richiamano i mercati marocchini, questa scarpa ha segnato l’inizio di una serie di release sempre più audaci. Nel 2018, Skepta ha firmato la Air Max 97/BW, una fusione inedita tra due silhouette cult, omaggio al suo legame con Parigi.

L’anno successivo è stata la volta della Nike Shox TL, completamente nera con dettagli cromati, simbolo della sua estetica futuristica. Ma è nel 2021 che la collaborazione ha raggiunto nuove vette con le Air Max Tailwind V: due colorazioni, Bright Blue e Bloody Chrome, caratterizzate da motivi ispirati alle ali di farfalla, simbolo di trasformazione, e riflessi cangianti che richiamano la copertina del suo album Ignorance Is Bliss. Ogni sneaker non è solo un oggetto di design, ma un’estensione narrativa del suo universo creativo, in cui musica, stile e identità si fondono in modo organico.
Insomma, Skepta non segue le tendenze ma rimane uno di quei creativi in grado di dettarle. È uno di quegli artisti in cui stile e musica sono due lati della stessa medaglia. Ogni suo outfit racconta qualcosa, non solo di sé, ma di una cultura che ha imparato a camminare sulle passerelle senza dimenticare da dove viene.
