Music “Solito posto, Soliti guai”, il nuovo album autobiografico di Tredici Pietro
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“Solito posto, Soliti guai”, il nuovo album autobiografico di Tredici Pietro

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Cristiano Di Capua

“Mica pizza e fichi mica pizza e fichi” è quello che canticchiavamo tutti nel 2018. Da quando è uscito, quel pezzo è rimasto nella testa di chiunque come un tormentone. Questo fu l’ingresso a gamba tesa di Tredici Pietro, classe ’97 e made in Bologna, nella scena rap italiana. Negli anni successivi, dopo aver ottenuto una buona attenzione mediatica, è maturato molto e a dimostrarlo c’è il suo nuovo album “Solito posto, Soliti guai”, disponibile da venerdì 22 aprile su tutti gli store digitali.
Collater.al quindi ha deciso di intervistarlo, per capire come sta vivendo questo periodo di musica, live che ricominciano, pubblico e forti emozioni.

Ciao Pietro, come stai? Raccontami cosa sta succedendo nella tua testa in questi giorni post-release.

Ti rigiro la domanda: se stessi male te lo direi? Scherzi a parte – ride – sto bene, davvero bene. Giustamente tra ansia e felicità sono su delle montagne russe. Sicuramente il fatto che sia la terza release ufficiale mi aiuta, ormai sono abbastanza abituato a queste dinamiche, non sono in un limbo di attesa come per le release precedenti, anzi, per questa uscita sto toccando tutto con mano. La fanbase si fa sentire, l’attenzione sui pezzi è palpabile. Diciamo che con questa domanda mi hai fatto ragionare su come sto effettivamente, quindi diciamo che sto da dio – ride -.

Sei nato e cresciuto a Bologna. Solitamente si ha un rapporto complesso con la propria città, anche se nei tuoi lavori discografici si riconosce che sei legato alle tue radici. Raccontami un po’ che tipo di legame c’è ad oggi con la tua città e come la vivi.

Ti rispondo facilmente, questo progetto potrebbe chiamarsi “Bologna”. È un album fatto proprio per onorare le mie radici. Mi piace pensare di riuscire dare voce alle persone che mi sono vicine, provo a raccontare quello che ho vissuto con i miei amici, che da sempre sono un aspetto fondamentale della mia vita. Ho sempre vissuto fuori casa la mia crescita, mai tra 4 mura. Ora che invece vivo a Milano e sono fisso qui, Bologna ha paradossalmente ottenuto ancora più attenzione. “Solito posto, Soliti guai” è questo, siamo noi, il nostro bar, i nostri casini, raccontare quindi quello che è accaduto. Un tributo.

Molte tracce presenti nell’album sono curate da Andry The Hitmaker. Che tipo di rapporto si è instaurato col producer?

Lui ha prodotto praticamente tutto. Nasce tutto durante un freestyle fatto con Roshelle e su una base di Andry. Non per vantarmi o altro, ma ricordo che quei beat li ho spaccati, Andry lo ha notato, gli sono piaciuto e dopo ci siamo beccati un paio di volte. Vedevo anche altri produttori, ma un giorno in particolare durante una session in studio, Andry nel pieno del flusso lavorativo mi ha guardato e mi ha detto, un po’ a caso, “dovremmo fare un EP insieme”. Nato quindi il tutto da dinamiche lavorative comuni, ma con la fortuna che ci siamo trovati davvero bene. Bello pensare che dal lavoro possano nascere rapporti sinceri.

Mecna, Nayt e Giaime sono i 3 featuring presenti nell’album, si sente da subito che sono entrati in punta di piedi sulle rispettive tracce, senza strafare e valorizzando alla grande ogni brano. Com’è stato collaborare con questi artisti?

Rispondo subito dicendo che tutti e 3 hanno fatto esattamente quello che mi aspettavo: hanno spaccato. Con Giaime, che lavora da sempre con Andry, è nata in studio la cosa. Con Mecna e Nayt invece è successo tutto durante la quarantena con un semplice messaggio su Instagram. Sentivo che a quei pezzi mancava qualcosa, ed era proprio la loro presenza. C’è un grande rispetto artistico e umano, davvero bello. Le cose sono più belle quando sono vere, che non nascono da un bisogno. Non c’è stato nessun filtro, anche se inizialmente ci siamo sentiti su Instagram c’è stato un bel legame umano.

Parliamo un po’ di live show adesso. Da un mesetto a questa parte si sta ricominciando a pieno regime e l’intero settore sta vivendo una rinascita. Dal 29 aprile in poi sarai in giro per portare il tuo album in giro per l’Italia. Come ti relazioni con la dimensione live?

Posso farti uno spoiler? Posso già dirti che dalla data di Milano in poi, location permettendo, avremo una band durante il live. È un bel level up, siamo a lavoro su tantissimi aspetti: stiamo risistemando i pezzi, riarrangiando tutto, studiando uno spettacolo appunto. Stiamo lavorando molto molto, poi lo vedremo ai live se bene – ride -. Sono assolutamente carico, poi l’ultima parola spetta al pubblico. Saranno loro che diranno se abbiamo spaccato o meno.

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Scritto da Cristiano Di Capua

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