Photography Il diario fotografico a due di Sophie Hornard e Mathieu Martin
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Il diario fotografico a due di Sophie Hornard e Mathieu Martin

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Anna Frattini

Non è facile definire il lavoro dei fotografi belgi Sophie Hornard e Mathieu Martin senza ridurlo a una formula che, inevitabilmente, tradirebbe la sua natura. Più che un progetto artistico nel senso tradizionale, il loro è un modo di stare al mondo insieme, macchina fotografica alla mano, lasciando che siano i luoghi, gli incontri e le giornate a dettare il ritmo e la direzione delle immagini.

Mathieu Martin, Berlin

Coppia nella vita e nella pratica artistica, i due fotografi condividono un approccio istintivo all’immagine, fatto di occasioni colte al volo, di traiettorie impreviste e di una fiducia quasi totale nel caso.

Il loro lavoro non si sviluppa attorno a progetti strutturati o narrazioni predefinite. Al contrario, prende forma nel flusso delle giornate: un viaggio a Berlino, un incontro fortuito, una passeggiata nel bosco o una giornata al mare diventano pretesti naturali per scattare. La fotografia, per loro, non è un atto pianificato ma una conseguenza, qualcosa che accade quando lo sguardo si allinea con il momento.

due scatti di Sophie Hornard: da sinistra Norma e Olga

Nel tempo, questa attitudine ha costruito un linguaggio coerente proprio grazie alla sua apparente dispersione. Le immagini che producono – eterogenee per soggetti e contesti – trovano un punto d’incontro in una sensibilità comune: quella di riconoscere e amplificare frammenti di bellezza all’interno di una realtà spesso ordinaria, se non addirittura mediocre. È in questa tensione, tra banalità e intuizione, che il loro lavoro acquista forza.

due scatti di Mathieu Martin, Comporta

Il loro archivio fotografico cresce così, senza forzature, come una raccolta organica di situazioni e atmosfere. Anche il loro profilo Instagram segue questa logica, funzionando non tanto come vetrina quanto come estensione naturale del loro processo creativo: un diario visivo che riflette fedelmente il loro modo di osservare il mondo.

Sophie Hornard, Parigi

A rendere ancora più interessante il dialogo tra i due è l’approccio tecnico, volutamente non uniforme. Sophie sperimenta senza limiti, utilizzando qualsiasi mezzo le permetta di tradurre un’intuizione in immagine. Mathieu, invece, rimane fedele alla fotografia analogica, abbracciandone i tempi, i vincoli e le imperfezioni. Due visioni diverse che non si scontrano, ma si completano, arricchendo ulteriormente la stratificazione del loro lavoro.

Mathieu Martin, Amsterdam

Quella di Sophie e Mathieu è una pratica che rifiuta l’urgenza della produzione e della definizione, per lasciare spazio a qualcosa di più sottile: l’attenzione. Un modo di fotografare che non cerca di imporre uno sguardo sul mondo, ma di scoprirlo, un frammento alla volta.

Sophie Hornard, Lamb

in cover, a sinistra Sophie Hornard, Metzert e destra Mathieu Martin, Sure

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Scritto da Anna Frattini

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