La nightlife è probabilmente una delle cose più fotografate al mondo. Ogni weekend migliaia di immagini raccontano rave, club e corpi sudati, ma quasi tutte finiscono per assomigliarsi.
Spyros Rennt, invece, è riuscito a fare qualcosa di diverso: usare la notte non come sfondo, ma come luogo in cui una comunità prende forma, dandole un senso di appartenenza.
Greco di nascita, berlinese d’adozione, Rennt ha trasformato anni di feste, after, darkroom e appartamenti condivisi in un archivio visivo della nuova cultura queer europea. Le sue fotografie non sembrano mai costruite perché sono troppo vicine, troppo sincere, troppo coinvolte. Si ha l’impressione che la macchina fotografica appartenga alla stanza tanto quanto le persone che la abitano.

Flash sparato in faccia, pelle lucida, sigarette, tatuaggi, mani che si cercano e corpi che si intrecciano. A un primo sguardo sembrano immagini che parlano di sesso. In realtà parlano di fiducia. Rennt fotografa quasi esclusivamente persone con cui condivide tempo, amicizie e relazioni. È proprio questa vicinanza a eliminare qualsiasi sensazione di voyeurismo. Chi guarda non sta spiando una scena privata: è come se fosse stato invitato a entrarci.
Il paragone con Nan Goldin arriva inevitabile, ma si ferma all’intimità. Goldin raccontava una generazione ferita dall’AIDS, dalle dipendenze e dalla perdita. Rennt fotografa una comunità diversa, cresciuta nella possibilità di reinventare identità, desiderio e famiglia. I suoi libri – Intertwined, Lust Surrender e Corporeal – non celebrano l’eccesso, ma la libertà di esistere senza dover spiegare chi si è.

Forse è questo il motivo per cui le sue immagini resistono allo scroll compulsivo. In un momento storico in cui la fotografia di club viene prodotta per diventare contenuto, Spyros Rennt continua a costruire memoria. Perché, quando le luci si accendono e la musica finisce, ciò che resta non è la festa. Sono le persone che l’hanno resa possibile.





Questo articolo è stato realizzato in collaborazione con Luigi Falanga e Gaia Forlin aka @super8otto.