Style La nuova installazione di Stone Island al Fuorisalone
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La nuova installazione di Stone Island al Fuorisalone

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Collater.al Contributors
Stone Island | Collater.al

Gli appassionati di design hanno finalmente riabbracciato il Fuorisalone e un clima di entusiasmo creativo che mancava a Milano da qualche tempo. Tra i progetti che ogni anno attirano gli appassionati di moda durante questo evento c’è la presentazione dei nuovi progetti di Stone Island, che per questa edizione ha pensato a un esercito di trench, sospesi e illuminati in un’ambientazione molto scenografica.

All’interno della sede nel distretto di Via Tortona, il brand emiliano ha presentato la quinta Prototype Research Series, la collezione di pezzi unici nata all’interno del laboratorio di ricerca sui materiali di Stone Island. I capi sono realizzati con il tipico cotone Raso, incollato a uno strato di rame, un materiale insolito dal quale partire per una sperimentazione su un abito, per un’operazione che conserva un gusto quasi artigianale, la varietà delle texture e l’imprevedibilità del colore.
Stone Island ha studiato in particolare le reazioni fisiche del rame e la sua ossidazione nelle diverse condizioni ambientali. Non è la prima volta che il brand progetta i suoi capi partendo dalle fibre e dai tessuti, così come non è la prima volta che un dettaglio non prevedibile o controllabile diventa una possibilità dal quale far partire nuove sperimentazioni, proprio così infatti era nato il brand, fondato da Massimo Osti come costola di C.P. Company.

Se doveste visitare l’installazione potreste persino incontrare Carlo Rivetti, Presidente e Direttore Creativo del brand, solito presentare di persona le novità, che ha commentato così il progetto:

“Questo studio è iniziato nel 2019 con l’intenzione di farlo sfilare alla Milano Design Week di aprile 2020, poi annullata. Quando i capi ci sono stati restituiti nella primavera del 2021, il loro aspetto ossidato era magnifico ma l’adesivo tra il tessuto non tessuto e il raso di cotone era imprevedibilmente “andato”, “mangiato” dall’ossidazione. Il risultato non raggiungeva il nostro obiettivo di resistenza e solidità. Racconto spesso degli “errori” che vengono fuori quando si osa andare oltre il conosciuto, il testato, il convenzionale. Questa è la storia non filtrata di un processo di ricerca non finito, un arricchimento dell’esperienza e della cultura aziendale. Ogni passo ci ha insegnato cose importanti che saranno importanti per il futuro, indipendentemente dall’obiettivo raggiunto”.

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Scritto da Collater.al Contributors

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