Street football jersey, la maglia dell’Inter secondo OTLN Studio

Abbiamo intervistato i due founder di OTLN Studio per farci raccontare tutto ciò che c’è da sapere sul loro ultimo progetto Street football jersey.

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21 Marzo 2019

OTLN Studio nasce dalle menti di Alessio e Matteo, entrambi milanesi, entrambi laureati in design e con in comune anche la passione per i graffiti.
Fortemente legati alla loro città e alle due squadre simbolo, Inter e Milan, hanno voluto cominciare dalla prima per dare vita ad un progetto fondato su uno dei trend degli ultimi anni, il connubio calcio-moda.

Street football jersey però non è solo una maglia, è lo stravolgimento grafico della tradizione, è il racconto di campi storici, campi improvvisati e di tutte le sfumature che caratterizzano questo sport e la città in cui in cui i due ragazzi se ne sono innamorati.
Noi abbiamo fatto due chiacchiere con loro, siamo partiti dal principio fino ad arrivare al loro ultimo progetto.
Leggete qui per saperne di più e date un occhio all’editoriale e al video.

Come e da chi nasce OTLN Studio?

Nasce da Alessio e Matteo e dalla prima foto pubblicata per gioco su Instagram. Ma in realtà la storia inizia molto tempo prima.
Eravamo un gruppo di amici che scrivevano sui muri. Sempre insieme, sempre in giro.
Ed è li che è iniziato il percorso che ci ha portato fino ad OTLN. I graffiti ci hanno insegnano tanto, ci hanno dato quella marcia in più, quella fame e quella voglia di migliorarsi che penso nientʼaltro possa darti.
Poi negli anni, per vari motivi ognuno ha iniziato a prendere la sua strada lavorativa.
Noi due abbiamo fatto un percorso più simile laureandoci entrambi in design all’Università.
Durante questo periodo abbiamo deciso di concentrare le nostre energie ufficialmente sotto il nome di OTLN aprendo quasi per gioco il nostro profilo Instagram.
Dopo un poʼ di tempo sono arrivati i primi risultati, fino a che nel giro di due anni, finiti gli studi è diventato il nostro lavoro effettivo, e siamo passati da lavorare in casa a prenderci lo studio a San Siro. Siamo contenti e soddisfatti di quello che siamo riusciti ad ottenere fino ad oggi ma non ci basta: abbiamo ancora molta fame, vogliamo crescere e speriamo un giorno di riunire tutta la squadra in questa realtà.

Il progetto di cui siete più fieri, quello che non rifareste come avete fatto e quello che vorresteassolutamente fare?

Sinceramente non cʼè un progetto in particolare, siamo molto fieri del nostro percorso, ogni anno ci siamo migliorati e abbiamo puntato ad alzare il livello, anche perché ci stufiamo presto di quasi tutto quello che facciamo, oggi viviamo in un mondo in cui tutto dura molto poco, le novità e le mode sono veloci, in continuo cambiamento, così lo siamo anche noi.
Dovendo scegliere però, quelli che ci hanno gasato di più ultimamente sono state le collaborazioni che abbiamo fatto con Google, Durex e adidas.
Arrivare a grandi marchi è la conferma che stiamo lavorando bene.
Penso che rifaremmo tutto nello stesso modo, perché ci abbiamo sempre messo il massimo impegno e siamo sempre stati convinti delle nostre idee, poi gli errori e le sconfitte fanno parte del gioco, anzi sono quelle che ti fanno fare la differenza, a furia di sbagliare arriva il giorno che trovi la soluzione giusta, lʼimportante è imparare dagli errori e non aver paura di sperimentare e di uscire dagli standard.
“Quando sbagli sei sulla strada giusta”.
Che assolutamente vorremmo fare?
In questo momento vorremmo disegnare lʼintera collezione streetwear targata solo Inter e portarla a essere allo stesso livello di hype del Paris Saint Germain. Ma una fissa che ci portiamo dietro da anni è realizzare un campetto da calcio con le nostre grafiche, come Pigalle a Parigi, Otln a Milano.

Cosa vuole raccontare il vostro ultimo progetto “street football jersey”?

Racconta dellʼInter, della nostra città e di noi.
Lʼobiettivo era realizzare una maglietta da calcio che fosse “figa” da indossare tutti i giorni, in piazza o in serata con gli amici.
Volevamo fare qualcosa di unico che permettesse di mettere in mostra la propria fede in maniera diversa e più fashion. Con questo progetto volevamo realizzare qualcosa di mai visto, una maglietta che esprimesse il fascino e la storia dei colori nerazzuri, che seguisse la moda e allo stesso tempo raccontasse di Milano, delle sue strade e delle sue tradizioni.
Da qui abbiamo voluto stravolgere le regole grafiche di una maglia da calcio.
Quello che ci ha influenzato di più è la passione e la fantasia che si celebrano dietro al calcio di strada, dove ogni zona, ogni campo, ha le sue regole. A volte il fuori non esiste, si fa sponda con il muro del condominio. A volte per segnare bisogna colpire un palo della luce, oppure la porta è la vecchia saracinesca di un negozio abbandonato. Non conta il risultato, conta umiliare lʼavversario e inventare nuove giocate, sognando un giorno di farle in un stadio vero. Zero schemi, solo talento e fantasia.

Da qualche anno a questa parte le maglie da calcio stanno vivendo una nuova vita molto legata allo streetwear. Perché avete voluto puntare su questo item?

Prima di tutto siamo appassionati di calcio e ci giochiamo praticamente entrambi da quando siamo piccoli. Per cui il primo motivo è sicuramente la passione e lʼemozione che ci lega a questo mondo.
Per noi il calcio non è una moda di passaggio è sempre stato lifestyle, finivi la partita di domenica e ti presentavi in piazza con la tuta di rappresentanza.
Pensiamo anche che la maglia da calcio sia una degli accessori più iconici che sia mai stato inventato. Perché si porta dietro più storie, come quelle dei club e dei giocatori che le hanno indossate.
Oltre tutto questo, da un paio di anni ormai abbiamo notato come la maglie da calcio fossero diventate un accessorio di moda, non venivano più indossate solo in campo, ma sempre più spesso comparivano nei video rap/trap, per strada o perfino nelle sfilate.
Noi avevamo già questa idea in testa da parecchio, nellʼultimo anno ne abbiamo progettate tante, ma nessuna ci ha mai convinto fino in fondo, da dire ok facciamolo sul serio.
Fino a che questʼestate non abbiamo disegnato questa e abbiamo subito capito che era quella su cui puntare.

In cosa si differenzia la vostra maglia da quelle che abbiamo visto sfilare o che troviamo sul mercato?

Pensiamo di aver portato qualcosa di completamente nuovo, sia per idea che per design.
Abbiamo cambiato le regole e stravolto il posizionamento dei vari elementi che compongono una maglia da calcio.
Per esempio abbiamo spostano lo stemma del club sul retro in basso a destra in modo che si veda quando impenni sul motorino o che esca fuori dal giubbotto quando la tua tipa la indossa.
Questa è forse una delle caratteristiche più distintive di tutto il progetto. Unʼaltra idea ci è venuta in mente guardando tutte le divise storiche dellʼInter, quella pensata per la coppa UEFA del ʼ98 ci ha colpito subito, da quella abbiamo preso ispirazione per inserire le strisce orizzontali sul fronte.
In generale volevamo realizzare qualcosa di figo che rappresentasse il nostro stile e la nostra visione, abbiamo rischiato e siamo contenti di averlo fatto.

Siete entrambi milanesi, in che modo la città ha inspirato il vostro lavoro?

Siamo di Milano, più precisamente di Niguarda e di Gorla. San Siro, invece è la zona dove da due anni abbiamo lo studio grafico e fin da subito ci ha coinvolto e ispirato tantissimo come luogo, è un quartiere dalle diverse sfumature, dove si sfidano e contrastano zone più popolari a luoghi piùaltolocati, ma tutto passa in secondo piano quando arrivi nello spiazzo dello stadio.
Quando non siamo in studio siamo sempre in giro, e posso dirti che la strada ci ispira tantissimo, osserviamo tutto, vie, palazzi, negozi, persone e scritte sui muri, tutto può farci trovare lʼispirazione giusta.
In generale siamo molto legati alla nostra città e direttamente o indirettamente influenza ogni nostro lavoro. Tornando al quartiere San Siro, pensiamo che lo stadio sia il vero valore aggiunto, qualcosa di unico al mondo, è in grado di emozionarti anche solo guardandolo da fuori.

Avete cominciato dalla maglia dellʼInter, un progetto che avete intenzione di estendere ad altre squadre?Allora partiamo dal fatto che tifiamo uno Milan e uno Inter, ma cʼera una scelta da fare e questa volta è finita sui colori nerazzurri. Di sicuro, volevamo conoscere la città, i tifosi e le tradizioni che ruotano attorno al club che avremmo scelto. Lʼimmaginario nerazzurro è qualcosa di affascinante come penso tutte le storie che si celebrano dietro ai più grandi club del mondo.
Ci piacerebbe estendere il progetto ad altre squadre, riuscendo a rappresentare i tratti distintivi di ogni piazza e le storie delle varie squadre, creando una collezione street della divisa di ogni club, tutte diverse e imprevedibili, sarebbe una collezione devastante.
È sicuramente un progetto stimolante, e qualche sorpresa in realtà è già pronta.

Domanda che sorgerà spontanea, si potrà acquistare?

Questi sono due pezzi unici, ma non sono stati pensati per la vendita, anche perché sinceramente non ne abbiamo i diritti.
Abbiamo pensato a questo progetto per metterci in gioco e dimostrare quello
che sappiamo fare. Per noi sarebbe un sogno vederle indossate per strada, quindi speriamo un giorno di poter collaborare con i brand interessati e riuscire cosi a realizzarle per una possibile vendita. Infine vogliamo ringraziare tutti i ragazzi che hanno preso parte a questo progetto, senza questa super squadra non ce lʼavremmo fatta.

Credits:

Concept/Production/Creative Direction: @outline_studio
Photography: @southfreshboy, @marcoaemme
Models: @carla___martin, @donatellobono, @sauvagemiliardo.r, @carolgugliuzzo, @agatagrzeczny, @fuckingfrancis

VIDEO: 
Nicolò De Vecchi
Donatello Bono
Lorenzo Montanari


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