Raccontare la California, il nuovo numero di The Passenger

Raccontare la California, il nuovo numero di The Passenger

Tommaso Berra · 3 mesi fa · Design

Cosa si è rotto nel sogno americano? Questa è una delle tante domande alla quale si prova a dare una risposta nel nuovo numero di The Passenger, rivista “per esploratori del mondo” pubblicata dalla casa editrice Iperborea. Nelle librerie a partire dal 16 febbraio, il nuovo numero di The Passenger è un racconto monografico della California, stato capace di ingigantire le storture del modello economico e ambientale americano. I racconti contenuti all’interno fanno risaltare i paradossi della Silicon Valley e le ragioni per le quali è ancora lecito pensare che la California sia un’anteprima di ciò che arriverà da noi tra qualche anno.
Non è solo gentrificazione e costo della vita insostenibile, la California attraversa un momento di grandi cambiamenti, favoriti dalla spinta tecnologica e da minoranze che stanno rivendicando il loro ruolo sociale, partendo dalla comunità afroamericana fino a quella asiatica, rappresentata da una nuova generazione di scrittori e dalle loro opere letterarie.

Il paradosso di questo stato si manifesta negli studenti delle grandi università, costretti a vivere in tenda o in case comuni per potersi pagare la retta, così come dalle startup milionarie che convincono gli stessi studenti a lasciare gli atenei prima di finire gli studi, anticipando la concorrenza delle grandi aziende della valley. Manager di Apple e Google che vivono in camper, mentre i nativi stanno riappropriandosi di territori dai quali sono stati cacciati decenni fa.
Raccontare la California significa anche raccontare dello stato che ospita le sei città più inquinate degli Stati Uniti, ma anche del parco nazionale di Yosemite, simbolo per eccellenza del paesaggio naturale americano e del suo rapporto con l’uomo. La baia e gli incendi, come quello di Paradise che ha divorato i boschi della zona nel 2018 e causato ancora una volta dalla negligenza dell’uomo, tutto raccontato da grandi firme come Francesco Costa, Michele Masneri, Anna Wiener e Francisco Cantù.

Il nuovo numero di The Passenger verrà presentato il 24 febbraio al teatro Franco Parenti di Milano.

The Passenger | Collater.al
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PH: Josh Edelson

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Collater.al & Brillo. Insieme in nome dell’amore per illustrazione

Collater.al & Brillo. Insieme in nome dell’amore per illustrazione

Giulia Guido · 5 giorni fa · Art

Abbiamo bisogno di nuovi immaginari, creati a matita, a penna, in bianco e nero o a colori, disegnati su un foglio di carta o in digitale. Abbiamo anche bisogno di un luogo dove ammirare e immergerci in questi immaginari.
E se questo luogo in realtà fossero due? 
Collater.al e Brillo hanno unito e loro forze in nome dell’amore per l’illustrazione, dando spazio ad artisti e artiste.

Per i prossimi mesi sui profili Instagram di @collater.al e @brillo_magazine verranno presentati i lavori di questi giovani talenti, che hanno prontamente risposto alla open call lanciata dai due magazine, e che potrete rivedere sempre qui sotto!

DANIELE MORGANTI

 
 
 
 
 
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LORENA SPURIO aka WABISABI

 
 
 
 
 
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SOFIA ROMAGNOLO aka AZZURROSCURO

MARIANNA POGGIONI

CHARLOTTE LE BLEU

BERTRAND AZNAR

ANTONIO COLOMBONI aka SCOMBINATO

SHUT UP CLAUDIA

EDOARDO MARCONI aka RADIOCOMANDERO

Cover by Carlotte Le Bleu

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“Okja” in dieci inquadrature 

“Okja” in dieci inquadrature 

Giulia Guido · 4 giorni fa · Art

Okja” è un film del 2017 diretto da Bong Joon-ho. Sebbene non abbia fatto incetta di premi come il successivo “Parasite”, “Okja” rientra tra i lavori meglio riusciti del regista sudcoreano e vede un cast corale che comprende Tilda Swinton, Paul Dano, Lily Collins, Giancarlo Esposito e Jake Gyllenhaal.

Il film racconta le vicende di una giovane ragazza che per quasi tutta la sua vita ha allevato un “supermaiale” geneticamente modificato, costruendo con lui un legame di affetto reciproco. Ma la loro vita è destinata a cambiare drasticamente, visto che l’industria che ha effettivamente creato l’animale deve riprenderselo per cominciare la fase di macellazione.
Si tratta di un film di denuncia contro i maltrattamenti nei confronti degli animali all’interno dell’industria della carne che riesce a trattare l’argomento puntando sull’empatia e l’amicizia. Proprio per questo motivo nel 2019 è stato nominato dal New York Times uno dei film più influenti del decennio. 

In “Okja” lo stato d’animo della protagonista e del suo animale si riflettono nei colori delle scenografie e nelle scelte legate alla fotografia, curata da Darius Khondji (Seven, Midnight in Paris, Diamanti Grezzi), che riescono a catturare completamente lo spettatore. 

Okja
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“Okja” in dieci inquadrature 
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“Okja” in dieci inquadrature 
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L’illusione della calma nelle illustrazioni di Kento IIDA

L’illusione della calma nelle illustrazioni di Kento IIDA

Tommaso Berra · 4 giorni fa · Art

Avete presente il cielo di certi giorni di estate, quando non si riuscirebbe a trovare una nuvola a chilometri di distanza e tutto ciò che è sopra la nostra testa è di un azzurro delicato, colore del più dolce degli zuccheri filati? L’illustratore Kento IIDA trova in questo clima di calma l’ispirazione per le sue opere, immagini di paesaggi tranquilli ma che lasciano un clima di sospetto, come se da li a poco succederà qualcosa di imprevisto, o come se qualcosa di imprevisto sia appena successo, lontano dagli occhi di possibili testimoni.
In queste vignette ci sono sempre elementi o segni che suggeriscono un movimento che rompe la qiuete, qualche volta il movimento è già avvenuto o in corso, come nel caso delle macchine che si lanciano dai ponti o di missili spaziali che alzano al cielo nuvole spigolose come sculture in marmo.

Kento IIDA (che ha base a Tokyo) riprende nelle sue illustrazioni elementi della tradizione giapponese, compaiono così in queste scene ambigue palazzi tradizionali e vedute di cime innevate che rimandano al monte Fuji, ma anche giocatori di baseball, sport nazionale in Giappone e probabilmente il preferito dall’artista.
Nelle vedute non ci sono solo cieli limpidi però, la poesia è data anche da nuvole, spesso singole e isolate, o da cieli cupi che suonano come un presagio, in un tempo sempre più sospeso e incerto.

Kento IIDA | Collater.al
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L’illusione della calma nelle illustrazioni di Kento IIDA
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Le opere auto generate di Vickie Vainionpää

Le opere auto generate di Vickie Vainionpää

Tommaso Berra · 1 giorno fa · Art

L’espressione artistica ormai non è più vincolata solamente al gesto manuale, e in alcuni casi nemmeno alla scelta dell’artista. Le opere di Vickie Vainionpää seguono infatti quel filone artistico in cui le opere sono il risultato di codici, di un’algoritmo che crea soluzioni imprevedibili rielaborando informazioni di base. L’artista di Montreal realizza le sue opere attraverso un codice generativo, il quale traccia un certo numero di punti posizionati in un piano cartesiano.
Il risultato è quello di forme attorcigliate come budelli o creature organiche extraterrestri, nelle quali anche il colore e le sfumature sono dettate dal codice generativo.

Le forme sono poi la base di partenza di dipinti ad olio su tela, nelle quali le forme digitali acquistano una presenza e una materia attraverso la trama del supporto, le ombre e la stesura del colore. Alcune di queste tele sono da poco esposte a New York, all’interno della galleria The Hole NYC per la personale dell’artista intitolata “Software”.
Nelle opere di Vickie Vainionpää il rapporto tra uomo e macchina si fonde, l’esperienza fisica e quella virtuale diventano interconnesse fino a confondere la genesi di tutto. Chi crea? Chi è creato da chi? Una serie di domande che aiutano a leggere e complicare il presente.

Vickie Vainionpää | Collater.al
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Le opere auto generate di Vickie Vainionpää
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