Ho passato 20 minuti sul titolo di questo post, a chiedermi che definizione potesse essere data al lavoro di Thomas Allen. Come vedete alla fine nel titolo non ho messo nient’altro che il suo nome.

In passato Christopher Jobson le aveva definite Cut Book Illustration, appropriato ma forse in un certo senso limitante. Allen è un illustratore e un designer, un esperto di collage e un fotografo. Le sue opere hanno spesso l’aspetto di immagini cinematografiche realizzate utilizzando le illustrazioni di vecchi libri che ritaglia e assembla creando un effetto tridimensionale. Altre volte sono piccoli diorami di carta minimali e concettuali.
I suoi lavori portano i libri alla vita con figure di carta che emergono dal testo, dinamiche e poetiche. Allen taglia le figure da tascabili d’epoca, enciclopedie e libri di scienza, romanzi pulp, libri gialli e western degli anni ’40 e ’50, per creare capolavori pop-up di avventure hitchcockiane e femmes fatales, stringati scenari romantici e ironici, melodrammi autoconclusivi e paesaggi surreali.
Come per Guy Laramee, i libri smettono di raccontare semplicemente per trasformarsi in microcosmi capaci di mostrarci realmente altri luoghi.
















