Per Mehrdad Mosaferi il mare non è mai stato un paesaggio da osservare a distanza. Nato e cresciuto a Bandar Abbas, sulle sponde settentrionali del Golfo Persico, il fotografo lo ha vissuto fin da bambino come parte della vita di ogni giorno e della propria memoria. Da questo legame nasce Tide, un progetto fotografico che racconta il rapporto tra le persone e il Golfo Persico dall’interno.
Nuotare, pescare, attraversare l’acqua, restare a guardare l’orizzonte. Sono gesti semplici, condivisi da chi è cresciuto lungo la costa, ed è proprio su questi incontri familiari che si concentrano le fotografie di Mosaferi, intrecciando i suoi ricordi con quelli degli altri.


Il Golfo Persico è spesso al centro di notizie legate alla politica e al commercio di energia. Mehrdad Mosaferi sceglie un’altra direzione e guarda alle vite quotidiane, alle aspettative e ai sogni che prendono forma nella quiete della riva. Le grandi forze politiche ed economiche non vengono ignorate, ma restano sullo sfondo, presenze spesso invisibili che hanno plasmato l’esperienza e la memoria collettiva di chi abita questo litorale.
Al centro del progetto c’è la marea, che diventa metafora di arrivo e partenza, speranza e assenza, permanenza e passaggio. Come il mare ridisegna di continuo la riva, così la vita su questa costa si muove tra cambiamento e continuità, tra attesa e speranza.

Tide fa parte del più ampio Persian Gulf project, concepito come un archivio visivo vivo delle storie, dei paesaggi, delle tradizioni e delle esperienze umane della regione. Più che una ricognizione conclusa, un lavoro che continua a crescere attraverso nuovi capitoli e nuovi incontri.

















