Photography F.R.T.B. il progetto fotografico di Federico Radaelli e Toni Brugnoli
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F.R.T.B. il progetto fotografico di Federico Radaelli e Toni Brugnoli

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Giulia Guido

Ben 9.714 chilometri separano Milano da Tokyo, eppure Toni Brugnoli e Federico Radaelli sono riusciti a unire queste due città, e le loro realtà, in un progetto fotografico e in un libro. 

Come ci racconteranno, Toni e Federico si sono conosciuti per caso e hanno scoperto di avere molto in comune: entrambi fotografi ed entrambi innamorati del tuning di auto e moto. Questo mondo di ricambi, modifiche e accessori è diventato l’oggetto di ricerca della loro arte e da qui è nata l’idea di dar vita a un progetto che legasse l’ambiente della periferia milanese a quello dei Bosozoku dei quartieri giapponesi. 

Così è nato anche il libro F.R.T.B. che racchiude scatti realizzati negli ultimi cinque anni dai due giovani fotografi. Noi abbiamo avuto la possibilità di fare qualche domanda a Toni e Federico quindi continua a leggere per non perderti la nostra intervista doppia e visita il sito ufficiale di F.R.T.B. dove puoi acquistare il libro, e non solo! 

F.R.T.B. Federico Radaelli Toni Brugnoli
Federico Radaelli

Perché hai scelto la fotografia come mezzo di comunicazione ed espressione?

Toni Brugnoli: Difficile rispondere a questa domanda.
Penso sia stato tutto molto naturale.
Il primo ricordo legato alla fotografia è quello di mia madre che mi regala una piccola compatta digitale per la mia promozione scolastica, da quel giorno la fotografia è stata una costante.
Cerco di spiegarmi meglio perché non vorrei essere frainteso, non mi è mai interessato fare una “bella foto” o essere considerato un fotografo, ma amavo la possibilità di catalogare tutto quello che trovavo interessante.
Poi si sono diffusi i cellulari con le fotocamere, in quel momento mi è completamente esplosa la testa.

Federico Radaelli: Il motivo principale per cui ho scelto la fotografia è prima di tutto per il senso di libertà che mi dà e mi trasmette. 
Tramite questa passione/lavoro ho avuto modo di viaggiare in posti molto remoti e inusuali, espandendo il mio campo visivo e di conoscenze verso realtà che altrimenti difficilmente avrei incontrato.
Tutto questo alimenta e spinge la mia curiosità che è la benzina per il mio lavoro.
La fotografia, inoltre, ha il potere di replicare all’infinito qualcosa che accade solo in un determinato istante, rende concretezza tutto quello che noi viviamo e che ci circonda.

Raccontaci come vi siete conosciuti.

Toni Brugnoli: Per caso.
Completamente per caso.
Un giorno stavo perdendo tempo su un Forum di Honda Dio (scooter di cui tutti e due siamo fan e possessori) e ho visto un annuncio di Federico che cercava alcuni pezzi per il suo scooter. Io li avevo fermi in box e decisi di regalarglieli.
Ci siamo incontranti e abbiamo scoperto di avere tante passioni in comune oltre a quella degli scooter.
Subito è nata una bellissima amicizia.

Federico Radaelli: Ho conosciuto Toni l’estate scorsa, mi serviva un ricambio per lo scooter che stavo elaborando al mare e lo cercavo online su un Forum; lui gentilmente si è offerto di regalarmelo e da lì ci siamo conosciuti. Abbiamo scoperto di essere entrambi fotografi, di avere le stesse passioni, lo stesso kit fotografico e di scattare in maniera molto simile. Se decontestualizziamo le foto è molto difficile dire se una foto l’ha scattata lui o io. 
Ci siamo incontrati una volta sola ma ci sentiamo spesso ed è come se fossimo amici di vecchia data, questo perché abbiamo frequentato gli stessi ambienti da ragazzi.

Entrambi avete focalizzato il vostro lavoro su realtà urbane e sul tuning automobilistico. Cosa cattura il tuo sguardo e ti fa dire “questo devo fotografarlo”?

Toni Brugnoli: Sinceramente è un processo naturale, non saprei spiegartelo.
Ma è molto semplice, mi piace qualcosa? La fotografo.
Tutto il resto conta poco.
L’importante è fermare quell’immagine.
La cosa che mi ha lasciato piacevolmente sorpreso è stato vedere che Federico fosse focalizzato sulle mie stesse ricerche e sopratutto con la mia stessa attitudine nel metodo di lavoro.

Federico Radaelli: Mi piace fotografare cose “banali”, nella quotidianità si possono trovare molti aspetti particolari che il più delle volte tralasciamo, nella fretta o avvolti dai pensieri, avere una macchina fotografica davanti a me filtra queste cose e riesce a farmi vedere quello che mi sta attorno in maniera differente, più semplice.
Principalmente scatto d’ impulso, autofocus, point and shoot bang bang flash, dopo aver sviluppato i rullini e aver lasciato passare un po’ di tempo riesco a focalizzarmi su quello che ho scattato.

Questa passione comune ha fatto nascere “F.R.T.B.” un progetto fotografico che confronta e connette Milano con Tokyo. In quale città hai lavorato e su che aspetti ti sei concentrato?

Toni Brugnoli: Il mio lavoro si sviluppa principalmente su Milano e provincia, semplicemente perché ho moltissima paura dell’aereo. Ne sono completamente terrorizzato.
Nonostante questo non mi sono mai sentito limitato nella mia ricerca, basta solo cercare di guardare la città con gli occhi di un turista.
Milano è una città stupenda, ma sopratutto è in continuo movimento, non può annoiarti… poi se socchiudi gli occhi riesci anche a vederci il mare.

«…basta solo cercare di guardare la città con gli occhi di un turista.»

Federico Radaelli: Ho lavorato in Giappone, dove ho vissuto parte del 2019 e 2020, viaggiando in lungo e in largo.
Tramite i social sono diventato amico dei ragazzi giapponesi che vivono nella parte più rurale appena fuori Tokyo; Ibaraki e Chiba. Vista questa mia passione per le auto e moto, ma anche per il mondo automobilistico giapponese, dopo un po’ di tempo mi hanno invitato a partecipare ai loro raduni.
Bosozoku è una realtà prettamente giapponese e negli ultimi anni attraverso internet è diventato un po’ più conosciuto. Non ha più lo stigma violento degli anni ’80/90 dove le gang si contendevano interi territori urbani, ma adesso si riuniscono per passione e nostalgia i membri più anziani o i giovani per rivivere quelle emozioni pure.

La vostra collaborazione ha portato all’autoproduzione di un libro. Com’è stato vedere il vostro lavoro diventare qualcosa di concreto e palpabile?

Toni Brugnoli: Mentre sto rispondendo a queste domande i libri sono dispersi non so dove in non so quale container… Ti dirò che è concreto e palpabile solo quando li avrò in mano.
Scherzi a parte sono molto felice di essere riuscito a concretizzare questo progetto con Federico perché vedo il mio lavoro esaltato accanto al suo.
La mia ricerca prende una dimensione completa insomma, lo sguardo del lavoro di Federico completa perfettamente il cerchio.

Federico Radaelli: Stampare è sempre un piacere, come fotografo ho sempre lavorato in pellicola e ho sempre stampato, avendo qui a Londra una camera oscura in cui stampare.
Toccare le immagini con mano è totalmente diverso da avere solo file, concretizza e appaga molto i nostri sacrifici.

Siamo curiosi. La vostra collaborazione continuerà? Quali sono i tuoi progetti futuri?

Toni Brugnoli: Sicuramente continueremo a collaborare, in questi giorni stiamo parlando di un viaggio con tantissime ore di aereo, sono già in ansia sinceramente. 

Federico Radaelli: Certo! Abbiamo giusto due cose interessanti che bollono in pentola. Personalmente il futuro adesso è un po’ in stand by, come penso sia per tutti. Virus, lockdown, precarietà, tutto ciò fa paura, però dobbiamo avere sempre un focus su qualcosa o qualche progetto, fare ricerca sempre ed essere curiosi tenendo la mente attiva.
Per me è fondamentale viaggiare, appena sarà possibile passerò un po’ di tempo in America e da lì probabilmente mi trasferirò a vivere per qualche anno in Giappone.

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Toni Brugnoli
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Scritto da Giulia Guido
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