La conservazione dell’acqua, risorsa essenziale per ogni forma di vita, è una sfida che accomuna persone in tutto il mondo. Il libro Water Worlds di Micheal Dunn Caceres celebra questa causa raccontando le storie di 12 individui impegnati nella protezione di questo bene vitale. Tra questi spicca la storia di María Eugenia Millares, una rispettata leader indigena della regione dell’altopiano andino, raccontata attraverso gli scatti del fotografo boliviano.

María Eugenia Millares è a capo dell’organizzazione Mujeres Unidas en Defensa del Agua (Donne Unite in Difesa dell’Acqua), un collettivo composto da donne provenienti dalla Bolivia e dal Perù che si battono per la conservazione del Lago Titicaca, uno dei bacini di acqua dolce più importanti e sacri del Sud America. Il lago, situato al confine tra i due Paesi, è minacciato da inquinamento, cambiamenti climatici e sfruttamento eccessivo delle risorse naturali. Di fronte a questa realtà, il gruppo guidato da Millares lavora con determinazione per proteggerlo, facendo leva su saperi ancestrali, pratiche comunitarie e un profondo rispetto per la natura.



Gli scatti di Michael Dunn Caceres
Le fotografie pubblicate nel libro sono state scattate a Santa Rosa de Taraco, una comunità situata nei pressi del comune di Desaguadero, luogo simbolico per la sua vicinanza al lago e la sua importanza culturale. Attraverso queste immagini, i lettori possono immergersi nell’ambiente, nelle persone e nella vita quotidiana di chi è in prima linea in questa battaglia ambientale.

Il testo che racconta la storia di Millares all’interno del volume è stato scritto dalla giornalista Rachel Taylor, che con sensibilità ed efficacia trasmette il valore del lavoro di queste donne. La narrazione aiuta a comprendere l’importanza delle iniziative locali nella difesa delle risorse idriche e il ruolo fondamentale delle comunità indigene nella protezione dell’ambiente.

L’inclusione di questo progetto in Water Worlds non solo dà visibilità a una causa cruciale, ma rende omaggio alla leadership femminile e al ruolo delle popolazioni indigene come custodi dell’acqua. Un riconoscimento meritato e un invito urgente a rispettare, proteggere e preservare l’acqua, elemento essenziale per la vita.

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