Art Anche la spazzatura delle bodegas di New York diventa desiderabile
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Anche la spazzatura delle bodegas di New York diventa desiderabile

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Anna Frattini

I Trash Cubes dell’artista newyorkese Justin Gignac trasformano la spazzatura in un oggetto da collezionare e persino desiderare. Il nuovo capitolo di questo progetto, sviluppato insieme a New York City Garbage, ora prende forma nella Bodega Edition: 100 cubi trasparenti, numerati e riempiti a mano con rifiuti raccolti fuori dalle bodegas di New York.

Ogni cubo è una traccia sigillata, una piccolo racconto fatto di resti anonimi che diventano tracce tangibili della città che non dorme mai.

L’idea nasce nel 2001 da una provocazione: dimostrare che il packaging può cambiare completamente la percezione del valore di qualcosa. Per farlo, Justin Gignac sceglie deliberatamente l’oggetto meno desiderabile possibile: la spazzatura. Dai marciapiedi di Times Square inizia a raccogliere detriti, li compone e li sigilla in cubi trasparenti firmati e numerati. E il risultato è un oggetto che nessuno dovrebbe voler comprare, ma che finisce per essere venduto in tutto il mondo.

Con il tempo, il progetto supera la provocazione iniziale e diventa un sistema complesso di significati. Più di 1.400 cubi sono stati distribuiti in oltre 30 paesi, trasformando un gesto prettamente ironico in un qualcosa che vuole essere percepito in modo diverso: ciò che nasce come gag diventa souvenir, e poi arte, semplicemente attraverso il modo in cui viene presentato e raccontato.

La Bodega Edition aggiunge un ulteriore livello: il contesto sociale. Le bodegas sono punti nevralgici della vita quotidiana newyorkese, spazi di passaggio dove si accumulano storie invisibili. Raccogliere ciò che rimane fuori da questi luoghi significa catturare una dimensione ancora più intima e locale della città.

Ma il punto non è, e non è mai stato all’interno di questo progetto, la spazzatura in sé. Come ha spiegato lo stesso Justin Gignac, l’opera sta nel gesto e nella percezione: nel convincere qualcuno a comprare qualcosa che normalmente eviterebbe.

Ed è proprio qui che il progetto si fa interessante oggi. I Trash Cubes delle bodegas non creano nulla di nuovo, ma cambiano il modo in cui guardiamo ciò che già esiste. Trasformano lo scarto in documento, il rifiuto in archivio, l’invisibile in qualcosa che finalmente merita attenzione.

 
 
 
 
 
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La collezione include anche una T-shirt e uno sticker sheet, mentre i primi cubi sono disponibili in quantità limitata sia online che nello store fisico su Stanton Street. E questa nuova iterazione del progetto ci fa riflettere sul concetto di valore, soprattutto oggi.

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Scritto da Anna Frattini

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