Dopo il primo di nove mesi fa, siamo pronti ad accogliere il secondo capitolo della risignificazione della maison Valentino ad opera del direttore creativo Pierpaolo Piccioli.

Il progetto, curato da Mariuccia Casadio e Jacopo Bedussi e realizzato negli spazi del T-10 di SKP South di Pechino, è stato aperto al pubblico il 17 ottobre e lo resterà fino al 7 novembre 2021.
La Couture, l’Atelier, Stud e VLogo Signature sono al centro della narrazione di questo secondo capitolo.
Nel piano espositivo troviamo anche l’interpretazione contemporanea e inclusiva del make up immaginata da Piccioli con Valentino Beauty.

Le opere degli artisti e il processo creativo di Piccioli creano tensione, mentre i percorsi e i molteplici linguaggi utilizzati risultano incoerenti perché poeticamente personali.
Si indaga sulla luce, sul buio e sulle ombre e sul modo in cui interagiscono con i materiali e le superfici, così come sui fenomeni di riflesso e rifrazione. Ma anche sul corpo umano e quello statuario dalla rappresentazione classica fino a quella digitale e algoritmica. Ogni corpo qui presente è il risultato della mediazione tra idea e abilità artigianale, tecnica o tecnologica.

Il tema della città che tiene insieme ordine e caos, tradizioni e rivoluzioni, in cui le comunità si ridefiniscono costantemente alimentandosi delle proprie suggestioni, producendo codici nuovi decostruendo e ri-assemblando ciò che già esiste.

Gli abiti in mostra, che arrivano direttamente dall’archivio della Maison e dall’Haute Couture recente e contemporanea, producono relazioni ed equilibri con le opere esposte. Ma questo rapporto non è univoco né analitico ma percettibile e facilmente intuibile.

La struttura della mostra risulta razionalmente aperta e non prevede la classica fruizione unidirezionale, ma spinge il fruitore a perdersi ed esplorare facendosi guidare semplicemente dalla forza dell’attrazione.
