Vinilica vol. 104 – Freddie Long

Vinilica vol. 104 – Freddie Long

Cristiano Di Capua · 3 settimane fa · Music

L’Inghilterra è da sempre stata la culla di moltissimi talenti in qualsiasi campo artistico, dalla pittura, alla musica.
Non a caso il nuovo nome da segnarsi e da tenere ben a mente è quello del londinese Freddie Long, artista eclettico che con la sua voce è riuscito a conquistare milioni di persone accumulando altrettanti streaming con i suoi due primi EP “These Darker Days” e “Blessed Or Cursed” oltre ad una serie di altri singoli.

Da oggi 24 settembre è disponibile il suo nuovo singolo “Hide and Seek”, un brano sicuramente personale e intimo che ci fa scoprire la persona che si cela dietro l’artista.
Questo brano risulta dunque come una vera e propria ballad da dedicare alle persone più importanti della nostra vita, con la finalità di ricordarci di dare sempre il 100% nelle nostre relazioni interpersonali senza mai mollare la presa. Un dolce monito autoimposto che ci spinge a dare sempre il meglio di noi, ricordandoci che riuscire ad ammettere i propri errori è un segno di forza e mai di debolezza.

Proprio per questo motivo abbiamo deciso di chiedere a Freddie una playlist per il format Vinilica in esclusiva per Collater.al, in cui il songwriter ci rivela i pezzi che maggiormente influenzano la sua musica e la sua scrittura.

Date un ascolto (o anche più di uno) ad “Hide and Seek” e subito dopo correte a dare un’occhiata alla playlist, disponibile da ora sul canale Spotify di Collater.al.

Vinilica vol. 104 – Freddie Long
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La nuova residenza artistica di Jazz:Re:Found

La nuova residenza artistica di Jazz:Re:Found

Tommaso Berra · 3 settimane fa · Music

Apre oggi, 28 settembre, la call per far parte della band all’interno della nuova residenza d’artisti di Jazz:Re:Found. Dopo i precedenti progetti Re:Earth e La Leggenda del Molleggiato, sempre a Cittadellarte – Fondazione Pistoletto partirà infatti “Match. Imparare il Jazz con il Rap, imparare il Rap con il Jazz”.

La residenza aprirà dal 21 ottobre al 13 novembre e il programma sarà diviso in tre momenti: Team Building, Laboratorio Artistico, Registrazione in Studio.
L’obiettivo è quello di far danzare insieme linguaggi diversi come quello della musica jazz e il rap, accomunati dalle origini nelle strade e dall’improvvisazione come elogio della tecnica. Riunire artisti diversi in un’unica residenza significa per Jazz:Re:Found creare un legame artistico, per valorizzare una scena che all’estero vede già artisti di livello mondiale.
Partendo dall’esempio del concerto di fine mandato di Barak Obama, che ha portato alla Casa Bianca le sonorità jazz e rap, durante l’evento si ragionerà sul futuro italiano del genere. Ad aiutare gli artisti ci saranno partner e musicisti di primo livello come Denis Longhi, Bassi Maestro, Raffaele Costantino, Sarathy Korwar, Filippo Palazzo, Josie Cipolletta e Orsola “Otta” Capretti.

I musicisti saranno selezionati attraverso un contest che parte il 28 settembre e si concluderà il 13 ottobre, dedicato ai giovani performer e producer. Qui il link per partecipare.

Jazz:Re:Found | Collater.al
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La nuova residenza artistica di Jazz:Re:Found
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La nostra intervista a Tropico per l’uscita di “Non Esiste Amore A Napoli”

La nostra intervista a Tropico per l’uscita di “Non Esiste Amore A Napoli”

Cristiano Di Capua · 3 settimane fa · Music

È disponibile da venerdì 24 settembre “Non Esiste Amore A Napoli”, il nuovo album di Tropico, targato Island Records. 

Partenopeo e classe ’85, Davide Petrella ci ha regalato un album delicato, sensibile e colorato come il mare di Napoli; si scompone in 14 tracce tutte legate da un unico filo rosso che, “come un incrocio irripetibile di cose”, diventa un vero e proprio inno all’amore. L’artista nel suo nuovo album, accompagnato da alcuni featuring (pochi ma buoni), ci ha raccontato il mondo con gli occhi di chi vede l’amore come unico motore del pianeta, il tutto ambientato in una romantica Napoli.

Presi dal suo lavoro quindi, sembrava doveroso fargli qualche domanda a riguardo.

“Non Esiste Amore A Napoli” è un lavoro molto intimo. Quanto della tua vita privata è nell’album?

Allora, io dico sempre che la musica è della gente. E ci credo davvero.
Credo che una canzone per essere compiuta deve provare a parlare a tutti.
Per me partire da fatti personali, specifici della mia vita è solo una scintilla per scrivere una canzone… c’è la mia vita nelle mie canzoni, ma c’è anche ogni persona che tiene le antenne dritte. Credo che chi scrive canzoni, abbia una sensibilità più spiccata verso le cose preziose della vita, che magari le altre persone non sanno spiegare o raccontare, ma sono loro come mie, sono già lì. Chi scrive canzoni le va solo a cercare, per tutti, perché è nella sua indole.

Napoli è sicuramente una città romantica, dal doppio volto. La tua città natale quanto ha pesato nella fase di scrittura dell’album?

Napoli per me è il centro del mondo.
Amo molto viaggiare e scoprire posti nuovi nel mondo e fino ad ora, per me non esiste niente di paragonabile a Napoli. È un incrocio irripetibile di cose, di contaminazioni, di capitale umano, ombre e luci, assolutamente irripetibile. Napoli viene vista e raccontata in tanti modi, io ne sono profondamente innamorato. Ciclicamente Napoli perde il filo del racconto, poi, le sue persone, le sue anime, i suoi pianeti si riallineano e il racconto ritorna incredibile. Napoli è sempre sveglia, anche quando sembra che dorme, è sempre viva.
La sensazione è che sta per succedere qualcosa di potentissimo. Non so cos’è, ma sono qui. 

Nell’album sono presenti dei featuring interessantissimi, tra cui Elisa Toffoli. Com’è stato lavorare con lei?

Quando ho scritto “C’eravamo tanto amati” ho capito subito che per rendere il racconto più compiuto, certe cose era giusto che le cantasse una voce femminile. Ho pensato subito ad Elisa, perché sentivo che il pezzo era speciale, era sincero, intimo, era proprio vivo. Eli mi conosce bene, abbastanza per riuscire ad entrare con sincerità nel racconto della canzone. Che chiedeva solo di essere capita. Elisa l’ha capita subito, quando ho ascoltato le sue take di voce mi ha spaccato in due, era un gioiello. La ringrazierò sempre per tutti i consigli e per essere così com’è, un gioiello.

Per il futuro invece con quale artista ti piacerebbe avere modo di collaborare?

Non riuscirei a pensarci adesso, non sono un amante del featuring fine a sé stesso, deve esserci una stima sincera e la possibilità di fare realmente una collaborazione che arricchisca il pezzo, sennò non serve a nulla collaborare.

Vista l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo, sicuramente non è stata una release “normale”. Come hai vissuto/stai vivendo questo periodo? 

Stiamo andando a tremila, sempre. C’abbiamo voglia di vita, di musica, di arte, di cose belle. Io lavoro con un team che provo a scegliere sempre in maniera accurata.
Voglio gente libera, che vuole salire più in alto, che va per la musica e per l’arte, quando la trovo, gli presto pure l’anima. Sento che con questa squadra posso fare davvero la differenza. Ho lavorato tantissimo per potermi permettere il privilegio di affermare una cosa del genere: qui siamo liberi e siamo pazzi di sta roba. L’installazione della barca nel golfo di Napoli è solo una delle cose che stiamo facendo, facendoci un cuore così, per provare a cercare una strada nuova. La release, come i video, le grafiche, le canzoni, il suono, i testi, la voce… sono tutti modi per provare a rendersi più visibili, per provare a dire alla musica che siamo qui. E che non capita tutti i giorni di avere una mina vagante innamorato pazzo di lei come me. Accendi la luce.

Adesso parliamo un po’ di live show. Ultimamente ci sono stati moltissimi problemi legati a quest’aspetto visto che i locali ancora non hanno il 100% della capienza, eppure si spera di star andando incontro ad una soluzione definitiva. A breve vedremo Tropico sul palco?

Prima di trovare il progetto Tropico sono passato per almeno 3 o 4 vite artistiche, chi mi conosce da prima lo sa. Abbiamo suonato ovunque in Italia, in qualunque condizione, in qualunque posto… sono stato in una band, sono stato da solo, non mi sono mai fatto molte domande, anche quando suonare non era facile come oggi. L’importante era suonare.
I concerti sono la prima cosa, perché c’è la gente che ti crede davvero. Sinceramente non mi pare che sia ancora arrivato il momento dei concerti come prima, c’è molta confusione e per il governo di idioti che ci ritroviamo la cultura in generale non esiste.  Non vedo l’ora di poter tirare su il delirio che vorrei portare come show ai live… è cambiato tutto per me e voglio che anche i live siano un’esperienza. Ma non ci sono ancora i presupposti in giro purtroppo e io non voglio mezze libertà per i miei prossimi concerti, credo che mi inventerò tanti deliri in questo periodo per coinvolgere le persone, farò uscire tanti progetti e canzoni e spero di annunciare le date dei live così come li sto sognando il prima possibile.

PH Enrico Rassu, Vittoria Piscitelli, Biagio Munciguerra

La nostra intervista a Tropico per l’uscita di “Non Esiste Amore A Napoli”
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La nostra intervista a Tropico per l’uscita di “Non Esiste Amore A Napoli”
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La nostra intervista a LA NIÑA: uno dei volti della Napoli che canta

La nostra intervista a LA NIÑA: uno dei volti della Napoli che canta

Cristiano Di Capua · 2 settimane fa · Music

LA NIÑA è uno dei volti più freschi della scena napoletana, guidata da una forte passione per la musica, riesce a farsi strada tra gli altri artisti grazie anche alla sua contaminazione sonora internazionale. Infatti sono proprio queste le capacità che le permettono di girare tutto lo stivale e portare la sua musica in ogni suo angolo, tra cui al Line Up! Rassegna del Romaeuropa il 3 ottobre 2021, in occasione di un concerto all’insegna dei nuovi linguaggi del pop femminile. 

Proprio a questo proposito ne abbiamo approfittato e le abbiamo fatto qualche domanda per conoscere i suoi prossimi passi:

Napoli è una città dai mille volti e piena di romanticismo. Da dove prendi la tua ispirazione musicale e quanto pesa Napoli nel tuo essere artista?

Napoli è sicuramente una città molto romantica. Per me essere nata a Napoli vuol dire aver imparato anche da subito le contraddizioni dell’amore, perché è impossibile a mio modesto parere non amare Napoli se ci sei nato e cresciuto. Chiaramente il rapporto che ho con la città è anche molto conflittuale perché è come una madre, e non ti puoi sottrarre al suo amore. Però è una madre che molto spesso ti abbandona a te stesso, quindi è un rapporto di odio ed amore. Direi che pesa enormemente sul mio essere artista considerando anche che, piccolo spoiler, molti dei brani che usciranno in futuro sono anche dedicati a questo mio rapporto con la vita e con la mia città.
Tutto mi ispira non ho mai scritto un’opera tematica, per temi, mi lascio ispirare da tutto ciò che mi circonda, a volte sono i libri perché sono una grande lettrice e quindi mi ispiro a dei mondi che vorrei, che desidererei per uscire dalla realtà, a volte mi ispiro invece alla cruda realtà: Salomé è il primo caso, mentre Fortuna è il secondo, si ispira a una storia vera che ho potuto sentire e ascoltare in prima persona.

Dopo il singolo in collaborazione con Franco Ricciardi stai diventando una portabandiera della musica made in Naples. Quali saranno i tuoi prossimi passi? Dobbiamo aspettarci un album?

Grazie per avermi considerato una portabandiera della musica made in Naples! I prossimi passi sono veramente tanti, ho molte cose in cantiere molto belle, ci saranno collaborazioni, non tantissime ma poche, sempre di cuore come quella che ho fatto con Franco Ricciardi, e ho in mente ovviamente di fare un album, sto scrivendo tanto e voglio prendermi il tempo di decidere che forma dargli. Però sì, l’idea è quella di fare finalmente un’opera prima.

Il periodo di emergenza sanitaria ha messo a dura prova la nostra salute mentale. Come hai reagito a questa cosa? Sei riuscita a trarre qualcosa di positivo per la tua musica in questo caos generale?

ll periodo di emergenza sanitaria ha messo a dura prova la mia salute mentale, e lo descrivo secondo me abbastanza bene in Lassame sta’, che poi corrisponde al primo stadio di questa pandemia, l’ho scritto durante la prima fase nella quale mi ero veramente chiusa a riccio. Io sono abituata a sentirmi vulnerabile, penso che l’essere umano se si ferma a riflettere arrivi a sentirsi vulnerabile, però questa pandemia ci ha fatto sentire veramente tanto, tanto vulnerabili, forse troppo, quindi è stato molto complicato.
Però posso dire con convinzione che dei lati positivi li ho visti, mi ha insegnato ad assaporare di più il presente e banalmente ad apprezzare cose che si danno per scontate, come anche soltanto avere una casa, un tetto sotto il quale rifugiarsi, per scampare al nemico invisibile. Ho sicuramente fatto un passo verso il vivere nel presente che è molto difficile da compiere se fai un lavoro come il mio, se sei un’artista: ci sono tante tante cose da fare, il tempo è sempre poco. Secondo me il tempo va creato, è un concetto anche molto umano, dipende tutto da come lo si plasma, può essere tuo amico se hai pazienza, e tuo nemico se invece sei proiettato solo e unicamente nel futuro. Come diceva De Crescenzo, la vita non va allungata, va allargata. Anche la musica va allargata secondo me, quindi in questo senso direi che ne ha beneficiato.

Il 3 ottobre, al ROMAEUROPA FESTIVAL, ti esibirai durante la prima edizione di LineUp! e salirai sul palco con una serie di talenti. Come ci si sente a portare la propria musica dal vivo e a condividere il palco con questi artisti?

Sono molto contenta di avere la possibilità di salire sullo stesso palco su cui saliranno e sono saliti artisti che stimo tantissimo. Mi sento molto fortunata nonostante creda che si possa fare ancora di più per la musica, in ogni caso per adesso la gratitudine è la cosa che preferisco esercitare. 
Il motivo per cui lo show si chiamerà “Corde e sonagli”, quindi una versione totalmente acustica di tutti i miei brani, con il mio violinista Marco Benz Gentile, è motivata proprio dal fatto che dopo questo momento di pandemia avevo bisogno di prossimità, di creare vicinanza con le persone e mi sembrava che stare in piedi sul palco a performare brani adrenalinici come i miei, elettronici, full band, molto spinti, potesse anche allontanarmi dal pubblico, quindi ho pensato che ridimensionare il tutto sarebbe stato un bell’atto nei confronti delle persone che devono stare sedute e mascherate e quindi ho pensato: perché non abbassiamo i toni e invece di creare un momento di adrenalina creiamo un momento di intimità? Sul palco voglio portare casa, la NIÑA-casa, non La NIÑA che sta fuori. Voglio provare a farmi conoscere davvero dal mio pubblico, perché mi rendo conto che  i social non danno abbastanza, nulla può sostituire il momento in cui nella stessa stanza si condivide la stessa energia e si diventa ‘na cosa sola, in un certo senso.

La nostra intervista a LA NIÑA: uno dei volti della Napoli che canta
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Vinilica vol.105 – Tanca

Vinilica vol.105 – Tanca

Cristiano Di Capua · 2 settimane fa · Music

POV: è il 2010, hai appena litigato con i tuoi genitori, non ti senti compreso dal mondo e di punto in bianco decidi di chiuderti a chiave in camera tua e ascoltare musica arrabbiata, che ti faccia sfogare dalle “pene” della vita quotidiana.
Questo è “WORDS OF DOGTOWN”, l’album di debutto di Tanca disponibile da venerdì 24 settembre per peermusic Italy: arrabbiato, frenetico e scomodo, con le sue basi distorte e con un enorme muro ritmico, è la colonna sonora perfetta per quando ce l’hai col genere umano.

Riuscendo a spaziare da sonorità urban a quelle più violente come hardcore e metal, Stefano Tancredi, è riuscito a dare vita ad un disco che prima non c’era e di cui avevamo bisogno. Sicuramente tutto ciò è merito del suo passato come militante nella scena hardcore italiana, aspetto che ha sicuramente dato una direzione ben precisa all’intero lavoro.

La visceralità e la “realness” di questo album sono i due aspetti dominanti, non mancano però le influenze hip-hop, che riescono senza problemi ad alleggerire l’album ponendolo in una nuova sezione di mercato, grazie anche ad un ottimo liricismo che rende ogni brano sicuramente più fluido all’ascolto.

Ecco perché si è sentito il bisogno di realizzare una playlist in esclusiva per Collater.al, oltre che per capire ancora meglio da quale panorama musicale proviene Tanca.

Quindi, se hai avuto una brutta giornata (ma anche se ne hai avuta una bella), corri subito ad ascoltare la nostra Vinilica e subito dopo “WORDS OF DOGTOWN”, così avrai qualcuno che urlerà al posto tuo.

Tanca
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