Vinilica vol. 113 – Assurditè

Vinilica vol. 113 – Assurditè

Cristiano Di Capua · 2 settimane fa · Music

E proprio mentre la scena musicale italiana continua ad affaticarsi per decretare chi è il più forte e cattivo, ecco che compare Chiara Balzan. Una ragazza classe ’99 cresciuta a pane e Mina, pronta a diventare la nostra supereroina, ricordandoci che la delicatezza e l’eleganza nella musica esistono ancora. Conosciuta come Assurditè, da qualche tempo sta facendo parlare di sé stessa grazie ai suoi pezzi cantautoriali e dall’appeal spiccatamente pop e R&B.
Probabilmente l’avrete vista quest’estate sui palchi dei principali festival italiani, ma a prescindere dalla risposta, è iper-consigliato dare un ascolto al suo nuovo EP self-titled uscito il 16 settembre per Believe.
Rimasti affascinati dal mondo sognante e colorato in cui Assurditè ci invita, Collater.al ha deciso di realizzare in collaborazione con lei una playlist esclusiva dei brani che più l’hanno segnata nel corso della sua vita.

All’interno dell’EP  credo che si trovino tutte le caratteristiche della mia personalità. “Flora” è sicuramente la parte più romantica di me. “Vorrei che fosse odio” è a tratti romantica ma allo stesso tempo molto ironica.Pubblicità” è il mio autoritratto musicale, lì si percepisce la mia insicurezza che a volte mi fa abbandonare delle situazioni appena nate. In “Perdo tempo” subentra la voglia di lasciarsi andare senza dover aspettare. “1000 parole” è quella sensazione che mi sento addosso quando ho la percezione di non essere ascoltata, o capita.Al terzo sbadiglio” rispecchia la relatività della vita, non si sa mai cosa potrà accadere, ed è per questo che a volte è meglio pensare ‘va bene così’,  nella vita a mio parere bisogna sposare la spontaneità, a costo di fare brutte figure.Al terzo sbadiglio” rappresenta la speranza, il fatto che nonostante tutto, anche nei periodi più blu il mondo continua a girare. Assurditè sono io, una romantica, ironica, spontanea e speranzosa.”

Arrivati a questo punto quindi, sedetevi, prendete le vostre cuffie migliori e fate un viaggio nella mente musicale di Assurditè, partendo dalla nostra Vinilica fino ad arrivare al suo EP. Buon viaggio.

Vinilica vol. 113 – Assurditè
Music
Vinilica vol. 113 – Assurditè
Vinilica vol. 113 – Assurditè
1 · 1
Essere un “Jazz Drummer” secondo Roberto Polillo

Essere un “Jazz Drummer” secondo Roberto Polillo

Tommaso Berra · 2 settimane fa · Music

Dal 29 settembre e fino al 9 ottobre a Milano andrà in scena JAZZMI, il festival dedicato alla musica jazz, che risuonerà negli spazi di oltre 80 location. Tra queste uno dei templi del genere è certamente il Blue Note, locale leggendario in cui hanno suonato alcuni dei più grandi nomi internazionali. Oltre ai concerti, il noto locale del quartiere Isola ospiterà anche un’interessante mostra fotografica, frutto del lavoro lungo più di mezzo secolo di Roberto Polillo.
Nato a Milano, Polillo è figlio del noto critico del jazz in Italia, nonché uno dei principali promotori del genere e amico personale di giganti come Louis Armstrong, Miles Davis e Duke Ellington, per i quali organizzava concerti lungo la Penisola.

Jazz Drummers | Collater.al

Al Blue Note Roberto Polillo esporrà la sua serie intitolata “Jazz Drummers“, che raccoglie scatti che partono dagli anni ’60, quando seguendo i primi concerti ha iniziato ad appassionarsi al ruolo e alla figura dei batteristi, spesso nascosti e in secondo piano, ballerini con le bacchette, nascosti dall’ombra e da montagne di piatti percossi o accarezzati.
La mostra è curata da Roberto Mutti e rimarrà allestita fino al 31 dicembre 2022. I 16 scatti in bianco e nero confermano l’approccio curioso di un vero appassionato e conoscitore del genere, che ha ritratto alcuni grandi nomi come Max Roach; Elvin Jones; Art Blakey; Tony Williams; Roy Haynes; Shelly Manne; Jack Dejohnette; Kenny Clarke; Dannie Richmond; Art Taylor; Louis Bellson; Sunny Murray e Billy Cobham.

Jazz Drummers | Collater.al
Jazz Drummers | Collater.al
Jazz Drummers | Collater.al
Jazz Drummers | Collater.al
Essere un “Jazz Drummer” secondo Roberto Polillo
Music
Essere un “Jazz Drummer” secondo Roberto Polillo
Essere un “Jazz Drummer” secondo Roberto Polillo
1 · 5
2 · 5
3 · 5
4 · 5
5 · 5
Vinilica vol. 112 – Sethu

Vinilica vol. 112 – Sethu

Cristiano Di Capua · 3 settimane fa · Music

Il nuovo singolo di Sethu “Giro Di Notte”, da poco entrato a far parte della famiglia Carosello, è disponibile ovunque da venerdì 9 settembre.
Il pezzo si apre con un synth dreamy e delle metriche melodiche, ben strutturate e malinconiche, che ci fanno già capire che un ritornello sta per entrare a gamba tesa sui nostri stinchi ricordandoci che stiamo ascoltando una hit. Impossibile non notare che il singolo prodotto da Jiz, gemello e producer dell’artista, suona come un bellissimo urlo di un ragazzo di provincia che ci offre uno spaccato sincero e reale della sua realtà: una generazione di esseri umani che vive in balìa delle incertezze per il futuro, ansie e noia, il tutto esorcizzato però da un ritornello caldo, energico e con una batteria uptempo e rinvigorente.

Inutile dire che c’è già la forte curiosità di ascoltare i singoli successivi, visto che stiamo parlando di un artista eclettico e che ha sempre spaziato tra numerosi generi musicali (anche opposti tra loro).
Dalle 14:00 di oggi 13 settembre è disponibile anche il videoclip ufficiale, che va ad aggiungere un grande valore visivo ad un singolo che già era più che convincente.
Così, dopo il suo grande ritorno nella scena italiana, l’artista savonese ha realizzato in esclusiva per noi una playlist con 15 brani che lo hanno musicalmente segnato.

Vinilica vol. 112 – Sethu
Music
Vinilica vol. 112 – Sethu
Vinilica vol. 112 – Sethu
1 · 2
2 · 2
Vinilica vol. 111 – Ditonellapiaga

Vinilica vol. 111 – Ditonellapiaga

Cristiano Di Capua · 1 mese fa · Music

Ditonellapiaga è Margherita Carducci, classe ’97.
Sicuramente si tratta di uno dei nomi più citati nel panorama musicale italiano degli ultimi mesi, soprattutto dalla fine del Festival di Sanremo 2022. Dopo che ha fatto breccia nel cuore del grande pubblico con “Chimica”, pezzo(ne) cantato con Donatella Rettore, non si è fermata un secondo, iniziando un tour che sta riscontrando un grande successo vista anche la partecipazione a numerosi festival su scala nazionale.
La sua musica è un cocktail di mood diversi ma complementari, con una penna che spazia dal romanticismo all’ironia, dal pop alla cassa dritta. A dimostrare quanto appena detto c’è il suo primo album in studio “Camouflage”, che già nel titolo ci fa capire parte della sua essenza artistica in grado di adattarsi e sperimentare, esattamente come ha fatto nella sua vita in bilico tra teatro e musica. Quindi se la fine dell’estate sta minando il tuo livello di dopamina, consigliamo vivamente di partecipare al suo prossimo live show il 2 settembre a Cella Monte (AL) in occasione del festival Jazz:Re:Found.
Per provare a delineare meglio una figura poliedrica e mai banale come la sua, Collater.al le ha chiesto di realizzare una playlist in esclusiva sulla musica che da sempre la influenza anticipata però da qualche domanda.

Ciao Margherita! Nel tuo percorso di studi hai conseguito la laurea al DAMS a indirizzo teatrale. Quanto e in che modo l’influenza di un mondo unico come quello del teatro si fa “sentire” nella tua musica?

Il teatro mi ha regalato tanto, soprattutto se penso all’immaginazione, la capacità di immaginare va allenata come un qualsiasi muscolo del nostro corpo, il teatro ne fa una priorità. Inoltre credo si senta molto nel mio modo di scrivere, sono canzoni scritte per essere interpretate “fisicamente”, mimicamente insomma, e nei concerti prende tutto ancora più senso.

In tantissimi ti hanno conosciuto con la tua cover di “Per un’ora di amore” dei Matia Bazar, delicata e incredibilmente nelle tue corde vista l’interpretazione che le hai dato. Che legame hai con quel pezzo?

L’ho riscoperto in pieno lockdown e l’ho trovato perfetto per il momento storico che stavamo vivendo. Il testo sembrava parlare a nome di tutti, ho voluto renderlo più contemporaneo arrangiandolo in modo più personale. 

Il 12 luglio hai vinto la Targa Tenco per il tuo album Camouflage come Miglior Opera Prima, vale sicuramente come una forte conferma del tuo talento artistico. Ti saresti mai aspettata, nel 2019, di arrivare ad ottenere un premio del genere?

No macché, non me lo sarei aspettato neanche lontanamente. Questo non vuol dire che io non sia orgogliosa o contenta del mio lavoro, anzi, ci sono molto affezionata. Però onestamente non mi aspettavo di ricevere un riconoscimento così importante.

La tua musica è bella perché è varia. Elenca 3 artisti che ti hanno cresciuto musicalmente parlando e che rappresentano ancora oggi un punto fermo per te.

Eh, non saprei da dove partire onestamente. Diciamo che mi piace esplorare tante sonorità e tante attitudini, nel disco ci sono brani reggaeton (Repito) e ballad strappalacrime che strizzano l’occhio all’r’n’b (Come fai, Non ti perdo mai), per non dimenticare i momenti da strobo sotto cassa (Morphina, Prozac). Insomma, ce n’è per tutti i gusti! È difficile sceglierne solo tre ma ci provo: Black Eyed Peas, Hiatus Kaiyote, Rosalia.

Vinilica vol. 111 – Ditonellapiaga
Music
Vinilica vol. 111 – Ditonellapiaga
Vinilica vol. 111 – Ditonellapiaga
1 · 3
2 · 3
3 · 3
La storia dell’hip-hop attraverso i suoi gioielli

La storia dell’hip-hop attraverso i suoi gioielli

Tommaso Berra · 1 mese fa · Music

L’hip-hop, specialmente negli anni ’90, è stato un fenomeno di rivendicazione di presenza sulla scena, un modo per non passare inosservati trasmettendo uno spirito eccentrico che si manifestava anche attraverso i vestiti, oltre che nelle rime. Tanti i trend nati e lanciati dagli artisti americani di quegli anni, tra i quali l’abitudine a portare grandi, vistose e accecanti collane, con pendagli che riprendevano i simboli dei collettivi o solo come manifestazione di ricchezza.
In un volume di prossima uscita intitolato “Ice Cold: A Hip-Hop Jewelry History, la casa editrice TASCHEN racconterà attraverso foto d’epoca il legame e la storia dell’hip-hop attraverso i gioielli indossati da nomi come Run-DMC, Notorius BIG e Tupac, arrivando fino ai giorni nostri, con collane e grillz di Travis Scott, Cardi B, Tyler, the Creator e Pharrell.

L’autrice Vikki Tobak percorre 40 anni di storia, raccontando una della più grandi sottoculture della musica del ‘900, definendone l’evoluzione e le ragioni sociali che hanno portato i gioielli ad essere un elemento imprescindibile per raccontare il rap e l’hip-hop.
Ad aprire Ice Cold anche alcuni contributi diretti di chi ha vissuto da vicino la scena, tra i quali i saggi di Slick Rick e A$AP Ferg.

È possibile preordinare il libro sul sito ufficiale di TASCHEN al costo di 80€.

Hip-hop | Collater.al
Hip-hop | Collater.al
Hip-hop | Collater.al
Hip-hop | Collater.al
Hip-hop | Collater.al
Hip-hop | Collater.al
Hip-hop | Collater.al
Hip-hop | Collater.al
Hip-hop | Collater.al
Hip-hop | Collater.al
Hip-hop | Collater.al
Hip-hop | Collater.al
Hip-hop | Collater.al
Hip-hop | Collater.al
Hip-hop | Collater.al
La storia dell’hip-hop attraverso i suoi gioielli
Music
La storia dell’hip-hop attraverso i suoi gioielli
La storia dell’hip-hop attraverso i suoi gioielli
1 · 16
2 · 16
3 · 16
4 · 16
5 · 16
6 · 16
7 · 16
8 · 16
9 · 16
10 · 16
11 · 16
12 · 16
13 · 16
14 · 16
15 · 16
16 · 16