Classe 1996, Willem de Haan è uno di quegli artisti che entrano nei nostri spazi quotidiani come una brezza inattesa: trasformano una panchina, una metro – o persino un canale intero – in qualcosa di surreale. Studente prodigio diplomatosi ad Arnhem nel 2017, de Haan oggi crea interventi pubblici che giocano con logica, spazialità e soprattutto con un’ironia sottile e intelligente.
Di tutte le sue opere, Motor Home è una delle più poetiche e particolari. Si tratta di una piccola casa con tetto rosso, quasi totalmente sommersa dall’acqua, ma con un motore che la trasforma in un mezzo di trasporto. Un’immagine paradossale, è come se vedessimo il ricordo di un’alluvione trasformarsi in emblema di resistenza.
Willem de Haan ha presentato per la prima volta la sua Motor Home l’anno scorso, pensata per il Watersnoodmuseum di Ouwerkerk, un museo locale che racconta la terribile alluvione avvenuta nel 1953 nei Paesi Bassi.
Il genio di de Haan sta proprio nella forma: prende un oggetto familiare, lo decontamina, lo sposta, lo inserisce in contesti inattesi. Come quando ha trapiantato una fermata della metro in un prato o ha ricostruito interi studi artistici dentro gallerie.


Ora torniamo a parlare di Motor Home perché è riapparsa tra i canali di parte della cittadina di Alkmaar in occasione della Triënnale Alkmaar che quest’anno ha come tema “The Future is Now”. Facendo una passeggiata seguendo il corso del canale principale, si potrà vedere questa casetta quasi totalmente sommersa, che sta lì, pronta ad affondare del tutto o a partire verso la prossima meta, nella speranza che Motor Home sia sempre l’unica casa sotto il livello dell’acqua.



