Art 2026: breviario per una crisi imminente
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2026: breviario per una crisi imminente

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Collater.al Contributors

Per il 2026, abbiamo pensato a un breviario sulla fine del mondo per come lo conosciamo. Secondo noi, quello che verrà, sarà un anno che immaginiamo in bilico tra profezia e overthinking, osservato con un certo fatalismo lucido. Non tanto per prevedere il futuro, quanto per prendere atto di ciò che stiamo già diventando. E lo abbiamo fatto con l’aiuto delle illustrazioni di Nina Dzyvulska.

L’AI smetterà di essere una promessa distante e diventerà un assistente quotidiano, invasivo quanto basta da risultare indispensabile. Non la volevamo davvero, ma ora è qui per restare: organizza, suggerisce, decide con noi.

Ci siamo anche immaginati le Prime Colonie Spaziali Commerciali. Una sorta di negozi Pop-Up di brand di lusso.

Nel frattempo, sulla Terra, privacy e diritto all’oblio digitale diventeranno il nuovo Santo Graal. Non più follower, ma sparizioni strategiche. Non più esposizione totale, ma la possibilità di cancellarsi, almeno un po’.

E forse, il Sustainability Score conterà più del follower count (o almeno ci piace sperarlo) come se l’etica potesse finalmente diventare metrica.

I robot umanoidi, invece, non faranno il caffè. Faranno le consegne, guideranno le auto, riordineranno le nostre camere. Renderanno tutto più efficiente, più veloce, più silenzioso. Poi, forse, si ribelleranno per fondare una società utopica, lasciandoci qui a chiederci quando abbiamo delegato anche l’immaginazione.

In questo scenario, l’unica vera moneta che vorremmo spendere rimane così la curatela. La capacità di selezionare, filtrare, scegliere. Dire “no” al rumore, rallentare, creare contenuti che abbiano ancora un’anima. Se il 2026 ha un valore da difendere, è proprio questo.

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Scritto da Collater.al Contributors

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