7 Moncler Fragment, la nostra intervista a Hiroshi Fujiwara

7 Moncler Fragment, la nostra intervista a Hiroshi Fujiwara

Giulia Pacciardi · 6 mesi fa · Style

One house, different voices.
La missione di Moncler Genius è chiara e non accenna a volersi fermare, con Moncler Genius World Tour, infatti, il progetto assume le sembianze di un tour mondiale in cui ogni collezione è supportata da un lancio dedicato, ognuno in una città diversa, ognuno atto a portare la genialità dei designer coinvolti il più lontano possibile.

In questo contesto di inarrestabile creatività si inserisce per la terza volta anche Hiroshi Fujiwara, uno dei più influenti streetwear designer esistenti, la cui visione ha influenzato più di una generazione di appassionati e addetti ai lavori.

7 Moncler Fragment Hiroshi Fujiwara, la collezione in uscita oggi 3 ottobre, è caratterizzata da un appeal metropolitano con riferimenti all’aviazione, omaggi alla cultura americana, allusioni allo stile MOD e al mondo dei Pokémon.
Una collezione che declina in modo innovativo capi come il parka e il bomber, conciliando alla perfezione nuove tecnologie e l’iconico savoir-faire di Moncler.
In collezione anche capi come la camicia country a quadri, la giacca in teddy fleece o la felpa rivisitata in chiave piumino e, per la prima volta nella storia del brand, i jeans unwashed con cimosa.

Per capire cosa si cela dietro la collaborazione fra Moncler e Hiroshi Fujiwara, abbiamo scambiato con lui qualche battuta che ci ha aperto gli occhi sulla sua visione e sul suo lavoro.

Grazie al tuo percorso iniziato più di 30 anni fa sei considerato il padrino dello streetwear, come credi sia cambiato questo mondo negli anni e quali pensi siano le dinamiche che hanno portato alla sua affermazione?

A dire il vero, non mi sento davvero il padre dello streetwear. Penso che l’età d’oro dello streetwear sia stata qualche anno fa, ma sono sicuro che questo trend continuerà a influenzare gli appassionati. Non vedo l’ora di vedere come le prossime generazioni interagiranno con lo streetwear e come riusciranno a innovarlo.

Negli anni hai collaborato con moltissimi brand e designer, quando accetti di mettere la tua creatività a servizio di un brand o un progetto che non è il tuo, quali sono i motivi che ti spingono a farlo?

Non lo so spiegare, credo di non saperlo nemmeno io. Mi piace collaborare con persone di cui condivido l’etica e il processo creativo. Ho avuto l’opportunità di incontrare Remo Ruffini e parlare con lui del progetto Moncler Genius e l’idea mi è piaciuta molto, per questo mi sono unito al primo team di creativi che ne ha preso parte.
Non si tratta solo di progettare abiti, è l’atmosfera che Moncler crea, la presentazione a Milano ne è esempio.
Le esperienze creano qualcosa di veramente esclusivo che la gente sente.

La tua collaborazione con Moncler Genius è iniziata nel 2018, quali sono gli elementi che ti affascinano di più di questo progetto? Com’è cambiato il tuo approccio alla creazione delle collezioni, dalla prima alla terza?

Mi piace lavorare con brand che si muovono alla mia stessa velocità. L’innovazione di Moncler e del progetto Moncler Genius è qualcosa in cui mi rispecchio ed è stato uno dei motivi per cui ho voluto lavorare con loro. 
Il team Moncler mi dà la libertà di creare ciò che voglio e crede nel mio approccio creative che rimane lo stesso, ma naturalmente le ispirazioni sono diverse e possono provenire da tutto, da un luogo che frequento o da una persona che incontro.

Raccontaci quest’ultima collaborazione, a cosa ti sei ispirato e come sei riuscito a far convivere differenti riferimenti in una collezione sola?

Ho mixato alcuni degli aspetti dell’archivio Moncler con il mio archivio per creare un ibrido di entrambi. Moncler ha una collezione molto ampia di pezzi vintage e un archivio molto grande caratterizzato da dettagli di design davvero interessanti, non è stato difficile trovare qualcosa su cui lavorare. Mi sono concentrato sul piumino. Si tratta di un classico Moncler, quindi è stato bello reinterpretarlo mettendoci il mio tocco personale.

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InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

Giulia Guido · 5 giorni fa · Photography

Ogni giorno, sul nostro profilo Instagram, vi chiediamo di condividere con noi le vostre immagini e fotografie più belle. 
Per la raccolta InstHunt di questa settimana abbiamo selezionato le vostre 10 migliori proposte: @valeriaroscini, @saniko_photo, @francescaersilia1, @setteventitre, @iostomario, @emanuele_manco, @lollo_169, @carla_suerta_sardo, @luc.lattanzi, @elitamontini.

Tagga @collateral.photo per essere selezionato e pubblicato nel prossimo numero di InstHunt.

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💭💭💭

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In un periodo di reclusione, di quarantena; in un periodo di paura e stress; in un periodo in cui la maggior parte della popolazione vorrebbe una vacanza per staccare dalla situazione che stiamo vivendo in questi mesi a causa del COVID-19, meglio conosciuto come Coronavirus, mi sono impegnato per regalare alla gente ciò di cui avrebbe bisogno. Il sole primaverile, che in questi giorni vediamo dalla finestra, il mare che vediamo dai terrazzi e che molti non possono vedere. Il profumo dei fiori, delle campagne, i colori dei nostri paesi, che per ora non possiamo vivere e che soprattutto medici e infermieri, impegnati nella lotta contro il virus e per la salvaguardia della salute degli italiani, non possono godersi. In soccorso arriva l’arte, a disposizione di tutti. “Viaggio in Sicilia (al tempo del Coronavirus)” è un progetto che sto realizzando e che mi impegnerò a fare crescere durante tutta questa quarantena, per portare sugli smartphone di milioni di Italiani ciò che fortunatamente abbiamo in Sicilia, ma che per il momento non possiamo goderci. Il mio lavoro si occupa di girare la Sicilia tramite le riprese di Google Street View, rinquadrare la scena come se avessi una macchina fotografica in mano e fare un viaggio collettivo in questi magnifici paesaggi, che fanno sicuramente bene all’animo di ognuno di noi in questo periodo, ma ognuno comodamente da casa propria. Ad ognuno di voi, buon viaggio e buona quarantena! . . . #tropicalvibes #islandgirl #bucketlist #dirtybootsmessyhair #gltlove #ilovetravel #globelletravels #palermo #sicilia #beachesnresorts #mytinyatlas #postcardplaces #cefalù #darlingescapes #all_sunsets #blondesandcookies #luxuryworldtraveler #koloramag #summer #tagsta_nature #TFLers #coronavirusitaly #35mmphotograhy #somewheremagazine #magneticisland #4x5film #fapiacere #pocketminimal #abandonedgallery #taormina

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Sicilia Fantasma, la serie fotografica di Pietro Motisi

Sicilia Fantasma, la serie fotografica di Pietro Motisi

Giulia Guido · 2 giorni fa · Photography

Classe 1982, Pietro Motisi nasce a Palermo e, dopo essersi avvicinato alla fotografia da autodidatta, ha deciso di seguire un corso per specializzarsi, precisamente studiando Documentary Photography presso l’University of Wales di Newport. Anche durante gli studi non ha mai smesso di scattare, lavorando a progetti personali o su commissione, mettendo a punto un suo stile e un proprio taglio. 

Attraverso le sue fotografie, Pietro Motisi analizza il profondo legame che unisce l’uomo con l’ambiente che lo circonda, lo spazio in cui vive. Per questo motivo in molti dei sui scatti il paesaggio naturale si fonde con elementi di architettura o oggetti, tracce della presenza dell’uomo. 

Tra i suoi progetti quello che ci ha colpito maggiormente e quello dal quale traspare questa sua ricerca è Sicilia Fantasma. Si tratta di una serie di scatti realizzati tra il 2012 e il 2018 che ci mostrano una visione unica e personale del territorio, in questo caso di un territorio a lui molto caro. 

Pietro Motisi ci accompagna in un viaggio che ci obbliga a riflettere sull’importanza delle nostre azioni, della nostra presenza e sulle responsabilità che ognuno di noi ha nei confronti di ciò che ci circonda. 

Qui sotto puoi trovare una selezione di scatti di Sicilia Fantasma, per scoprirne di più vai sul sito di Pietro Motisi. 

Sicilia Fantasma, la serie fotografica di Pietro Motisi
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Luci e ombre negli scatti di Cristina Altieri

Luci e ombre negli scatti di Cristina Altieri

Giulia Guido · 1 giorno fa · Photography

Luci e ombre, i contrasti nascondono i volti e rivelano le emozioni, i sentimenti più intimi. È questa l’essenza degli scatti di Cristina Altieri, originaria di Policoro, una piccola città lucana che si affaccia sul Mar Ionio, e che oggi vive e lavora a Milano. 

In lei convivono diverse personalità, diverse sfaccettature che possiamo ritrovare nel suo lavoro. Quelle di Cristina Altieri sono fotografie sospese nel tempo e nello spazio, che ci mostrano corpi i cui volti ci sono celati, i cui sguardi non incroceremo mai, ma non è importante sapere chi sono. Loro sono un mezzo. Attraverso le loro forme, le linee delle schiene e delle gambe, attraverso i punti più illuminati e quelli rimasti nell’ombra Cristina ci rivela qualcosa di più importante. 

Dobbiamo andare oltre l’apparenza e scoprire nuove emozioni e nuovi sentimenti che durerebbero solo un secondo se Cristina non li imprimesse per sempre su pellicola. Da non sottovalutare, infatti, l’effetto donato dall’analogico al risultato finale: scatti perfetti nella loro imperfezione. 

Qui sotto potete trovare una selezione di lavori di Cristina Altieri, per scoprirne di più andate sul suo sito e sul suo profilo Instagram

Luci e ombre negli scatti di Cristina Altieri
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Luci e ombre negli scatti di Cristina Altieri
Luci e ombre negli scatti di Cristina Altieri
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West of Here, il progetto fotografico di Leonardo Magrelli

West of Here, il progetto fotografico di Leonardo Magrelli

Giulia Guido · 11 ore fa · Photography

È possibile fotografare un luogo virtuale? E se sì, si potrebbe definire fotografia di paesaggio? Se siete scettici sull’argomento, il progetto di Leonardo Magrelli vi farà cambiare idea, se invece eravate già convinti troverete negli scatti di West of Here ulteriori conferme. 

Classe 1989, Leonardo Magrelli nasce a Roma dove, mentre si laurea in Design e Architettura, fa i suoi primi passi nel mondo della fotografia sia collaborando nell’organizzazione del Festival Internazionale della Fotografia di Roma, sia lavorando con la casa editrice Punctum Press. Da più di cinque anni si focalizza tanto sui lavori commissionati quanto su quelli personali. Tra questi, l’ultimo ribalta completamente l’idea tradizionale di fotografia di paesaggio.  

West of Here sembra presentarci degli scorci in bianco e nero della città di Los Angeles, da Downtown ai quartieri più periferici, dalle spiagge alle strade a tre corsie limitate da lunghe file di palme. Sembra tutto così vero che scoprire di trovarsi davanti ad un’illusione non può che lasciare senza parole. In effetti, West of Here è una collezione di rielaborazioni di wallpapers e screenshot di Grand Theft Auto V, popolare videogame ambientato nella città immaginaria di Los Santos, parodia, se non il ricordo, di Los Angeles. 

Così, la capitale dell’intrattenimento, del cinema, degli studios e della televisione diventa a sua volta nient’altro che un set, l’ambientazione per qualcosa di più grande. Ma West of Here non nasce solo per analizzare il tema del confine tra virtuale e reale, e Leonardo Magrelli ci tiene a sottolinearlo:

“Questo lavoro è stato pensato come un omaggio a una lunga serie di grandi fotografi che hanno lavorato a Los Angeles per tutta la seconda metà del secolo scorso. Anche se è soprattutto attraverso il cinema che la città di Los Angeles è entrata a far parte dell’immaginario collettivo, non si può tuttavia sottovalutare l’influenza di questi artisti. Con la loro prospettiva, tutti loro hanno contribuito a creare un’idea e un’immagine della città ancora vivida e duratura.”

West of Here, il progetto fotografico di Leonardo Magrelli
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