7 Moncler Fragment, la nostra intervista a Hiroshi Fujiwara

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3 Ottobre 2019

La nostra intervista al designer Hiroshi Fujiwara in occasione del lancio della collezione 7 Moncler Fragment.

One house, different voices.
La missione di Moncler Genius è chiara e non accenna a volersi fermare, con Moncler Genius World Tour, infatti, il progetto assume le sembianze di un tour mondiale in cui ogni collezione è supportata da un lancio dedicato, ognuno in una città diversa, ognuno atto a portare la genialità dei designer coinvolti il più lontano possibile.

In questo contesto di inarrestabile creatività si inserisce per la terza volta anche Hiroshi Fujiwara, uno dei più influenti streetwear designer esistenti, la cui visione ha influenzato più di una generazione di appassionati e addetti ai lavori.

7 Moncler Fragment Hiroshi Fujiwara, la collezione in uscita oggi 3 ottobre, è caratterizzata da un appeal metropolitano con riferimenti all’aviazione, omaggi alla cultura americana, allusioni allo stile MOD e al mondo dei Pokémon.
Una collezione che declina in modo innovativo capi come il parka e il bomber, conciliando alla perfezione nuove tecnologie e l’iconico savoir-faire di Moncler.
In collezione anche capi come la camicia country a quadri, la giacca in teddy fleece o la felpa rivisitata in chiave piumino e, per la prima volta nella storia del brand, i jeans unwashed con cimosa.

Per capire cosa si cela dietro la collaborazione fra Moncler e Hiroshi Fujiwara, abbiamo scambiato con lui qualche battuta che ci ha aperto gli occhi sulla sua visione e sul suo lavoro.

Grazie al tuo percorso iniziato più di 30 anni fa sei considerato il padrino dello streetwear, come credi sia cambiato questo mondo negli anni e quali pensi siano le dinamiche che hanno portato alla sua affermazione?

A dire il vero, non mi sento davvero il padre dello streetwear. Penso che l’età d’oro dello streetwear sia stata qualche anno fa, ma sono sicuro che questo trend continuerà a influenzare gli appassionati. Non vedo l’ora di vedere come le prossime generazioni interagiranno con lo streetwear e come riusciranno a innovarlo.

Negli anni hai collaborato con moltissimi brand e designer, quando accetti di mettere la tua creatività a servizio di un brand o un progetto che non è il tuo, quali sono i motivi che ti spingono a farlo?

Non lo so spiegare, credo di non saperlo nemmeno io. Mi piace collaborare con persone di cui condivido l’etica e il processo creativo. Ho avuto l’opportunità di incontrare Remo Ruffini e parlare con lui del progetto Moncler Genius e l’idea mi è piaciuta molto, per questo mi sono unito al primo team di creativi che ne ha preso parte.
Non si tratta solo di progettare abiti, è l’atmosfera che Moncler crea, la presentazione a Milano ne è esempio.
Le esperienze creano qualcosa di veramente esclusivo che la gente sente.

La tua collaborazione con Moncler Genius è iniziata nel 2018, quali sono gli elementi che ti affascinano di più di questo progetto? Com’è cambiato il tuo approccio alla creazione delle collezioni, dalla prima alla terza?

Mi piace lavorare con brand che si muovono alla mia stessa velocità. L’innovazione di Moncler e del progetto Moncler Genius è qualcosa in cui mi rispecchio ed è stato uno dei motivi per cui ho voluto lavorare con loro. 
Il team Moncler mi dà la libertà di creare ciò che voglio e crede nel mio approccio creative che rimane lo stesso, ma naturalmente le ispirazioni sono diverse e possono provenire da tutto, da un luogo che frequento o da una persona che incontro.

Raccontaci quest’ultima collaborazione, a cosa ti sei ispirato e come sei riuscito a far convivere differenti riferimenti in una collezione sola?

Ho mixato alcuni degli aspetti dell’archivio Moncler con il mio archivio per creare un ibrido di entrambi. Moncler ha una collezione molto ampia di pezzi vintage e un archivio molto grande caratterizzato da dettagli di design davvero interessanti, non è stato difficile trovare qualcosa su cui lavorare. Mi sono concentrato sul piumino. Si tratta di un classico Moncler, quindi è stato bello reinterpretarlo mettendoci il mio tocco personale.

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