Roy McCarthy era un bambino con la fissa per i mezzi di trasporto e da grande è diventato un noioso appassionato di auto (ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale, ndr) e uno dei direttori creativi del Küla Studio a Liverpool.
Le sue illustrazioni d’auto classiche, stampate in serie limitata e collezionate dai fan della pop-culture, hanno consentito alla sua passione di trovare un ragionevole modo di farsi apprezzare.
In “A is for Allegro” l’autore raccoglie, in una sorta di alfabeto visuale corredato da una parte scritta tagliente, tutte le auto che hanno popolato la sua infanzia o hanno destato la sua curiosità.
Racconta Roy che, una mattina del 1975, il padre uscì di casa per andare al lavoro con la propria Escort Mk1 GT cui era molto affezionato e tornò indietro con una Austin Allegro color oro antico. Da quel giorno – ci ricorda l’autore – al padre non interessò più che aspetto avesse la vettura di famiglia o quanto andasse veloce: “gli importava solo che lo portasse dal punto A al punto B” e ciò turbò non poco l’infanzia dell’autore.
Tra le auto inserite troviamo la BMW 2002, la Citroën DS o la Fiat X1/9; ma anche Opel Kadett e Renault 5 o la Yugo 45, da molti additata come peggior vettura della storia.
Le semplici ma evocative illustrazioni contribuiscono a creare una sorta di galleria visiva del mondo automobilistico civile sul finale del ventesimo secolo: dalla lettera A dell’obsoleta Allegro, alla Z della Ford Zephyr, auto che vedeva ogni giorno parcheggiata lungo la strada che lo portava a scuola.

