Photography Aboakyer, la festa ghanese raccontata dall’obiettivo di Max Andoh
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Aboakyer, la festa ghanese raccontata dall’obiettivo di Max Andoh

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Collater.al Contributors

Ogni prima sabato di maggio, a Winneba, in Ghana, due compagnie Asafo si lanciano a mani nude nella foresta per catturare un’antilope viva. È l’Aboakyer, il rito che il popolo Effutu tramanda da secoli per onorare il dio Penkye Otu. A raccontarlo con l’obiettivo è il fotografo Max Andoh, che con il suo progetto “Aboakyer” trasforma la festa in un racconto per immagini: la processione, i corpi dipinti, i volti di chi porta il festival letteralmente sulla pelle.

Non è reportage puro, e non è nemmeno antropologia da manuale, è più vicino a un diario di bordo visivo, qualcosa che ora è passato di moda, lasciando spazio a scarni carousel di Instagram. 

Andoh sceglie il colore acceso o la sua totale assenza, la luce diretta, l’inquadratura ravvicinata, tutte decisioni che restituiscono l’energia collettiva del rito senza scadere nell’esotismo da cartolina.

L’Aboakyer, va ricordato, non è solo caccia, ma è memoria della migrazione degli Effutu dal Sudan occidentale, è competizione tra le compagnie Tuafo e Dentsifo, è comunità che si riconosce in un gesto identico ripetuto ogni anno. Il progetto di Max Andoh coglie proprio questo aspetto, riuscendo ad andare oltre l’evento in sé e raccontare il corpo collettivo che lo sostiene.

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Scritto da Collater.al Contributors

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