Photography Eleonora D’Angelo fotografa a Capri il peso del turismo di massa
Photographyreportage

Eleonora D’Angelo fotografa a Capri il peso del turismo di massa

-
Giulia Guido

Un solo cambio di lettera basta a ribaltare un’intera visione del mondo. Da Mare Nostrum a Mare Vostrum il passo è minimo sulla carta, ma segna uno slittamento profondo, quello di un Mediterraneo che smette di appartenere a chi lo abita per diventare terreno di consumo per chi lo attraversa. È da questa torsione linguistica che parte Mare Vostrum. Mare, turismo e paesaggio, la nuova mostra fotografica di Eleonora D’Angelo che dal 4 settembre all’11 ottobre 2026 occupa gli spazi dei Magazzini di Levante al Forte Santa Tecla di Sanremo.

Eleonora D’Angelo arriva alla fotografia da una strada laterale. Napoletana, si forma prima in Medicina e poi in Radiologia, e per anni la macchina fotografica resta uno strumento privato, quasi una via di fuga dalla disciplina clinica. È solo dopo la specializzazione e i primi anni da medico che decide di rovesciare le priorità e dedicarsi interamente al percorso artistico. Quello sguardo clinico, abituato a leggere ciò che sta sotto la superficie visibile, sembra non averla mai abbandonata del tutto, e riaffiora oggi in un immaginario che custodisce il mito della bellezza decadente e della gioventù sospesa in un istante, restituito attraverso toni delicati e colori decisi, debitori dell’estetica cinematografica neorealista. 

La mostra, a cura di Laura Tota e Alessandra Villa e promossa dalla Direzione regionale Musei nazionali Liguria del Ministero della Cultura, nasce da una ricerca condotta dalla fotografa a Capri. L’isola diventa osservatorio privilegiato su una questione che riguarda ormai gran parte delle coste e delle isole del Mediterraneo, quanto un territorio possa accogliere prima che la pressione turistica ne trasformi il paesaggio, la percezione, l’esperienza stessa del luogo. 

Nelle fotografie di D’Angelo il mare perde la sua identità di spazio infinito e accogliente per rivelarsi ambiente fragile, attraversato da tensioni che la superficie patinata dell’immaginario turistico tende a nascondere. Alla promessa di bellezza e libertà che alimenta le cartoline si sovrappongono la congestione degli spazi, l’antropizzazione progressiva delle coste, la difficoltà crescente di mantenere un equilibrio con gli ecosistemi. Il lavoro non insegue la cronaca dell’overtourism né cerca l’immagine choc, ma procede per osservazione e sospensione, invitando lo sguardo a soffermarsi su ciò che resta ai margini dell’immagine turistica classica, le tracce quasi invisibili della presenza umana, i tempi lenti della natura, la dimensione intima del rapporto con l’acqua. Ne emerge un Mediterraneo che chiede di essere riguardato daccapo, sottratto all’idea di riserva inesauribile da consumare.

La sede scelta per la mostra aggiunge un ulteriore livello al racconto. Affacciato sul Mediterraneo e radicato nel tessuto urbano di Sanremo, il Forte Santa Tecla è di per sé un punto di osservazione storico sulla relazione fra città e mare, e nella propria stratificazione racconta le trasformazioni del paesaggio costiero nel tempo.

Photographyreportage
Scritto da Giulia Guido

Editor's Picks

x
Ascolta su