Inaugurata il 22 febbraio scorso, la mostra Acqua Alta di Fabio Viale alla Galleria Poggiali di Firenze è rimasta aperta pochi giorni prima di venire chiusa a causa delle direttiva dello Stato per affrontare l’emergenza sanitaria. Ora, però, la riapertura è sempre più vicina e Acqua Alta è una di quelle esposizioni che vale la pena vedere.
La mostra si compone di due installazioni distinte, una in via della Scala e l’altra nello spazio di via Benedetta, che sottolineano in modi diversi la maestria dell’artista nell’utilizzare la pietra, nel modellarla e farla diventare qualsiasi cosa.
La prima delle due installazioni si intitola The bricole (dolphins) ed è stata presentata al pubblico di tutto il mondo durante l’ultima Biennale di Venezia. Si tratta di una serie di sculture, circa una dozzina di monoliti in pietra che simulano a grandezza naturale i famosi pali della città lagunare dove piccole barche, traghetti e gondole attraccano e che servono anche da percorso e da segnaletica per il traffico marittimo tra i canali. La somiglianza con quelli veri è talmente impressionante che, se non si sapesse, nessuno penserebbe alla pietra guardandoli.
L’intento di Fabio Viale è quella di far riflettere sul dramma dell’alta marea, che dà appunto il nome alla mostra intera, collegandosi sul problema climatico che stiamo vivendo e cercando di stimolare nello spettatore un pensiero sul rapporto tra l’uomo e la natura.
La seconda installazione, Root’la, nome che unisce la parola inglese “root” e il verbo italiano “rotolare”. In questo caso vi troverete di fronte alla riproduzione di una tipica discesa presente nelle cave di Colonnata. Questa volta però, tra i pezzi grezzi di roccia fanno capolino pezzi di sculture, vasi, statue, opere venute male e gettate via. Questa installazione parte dalla smodata passione di Fabio per le cave, cosa che lo accomuna ad alcuni dei più grandi artisti della storia dell’arte come Michelangelo o Arturo Martini.
Segnatevi Acqua Alta di Fabio Viale tra me mostre da visitare quando sarà possibile farlo!










