Style Il nuovo Away kit dell’Italia (che speriamo di vedere ai Mondiali)
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Il nuovo Away kit dell’Italia (che speriamo di vedere ai Mondiali)

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Anna Frattini

Da oggetto tecnico a simbolo culturale, la maglia da calcio continua a evolversi ben oltre il campo da gioco. E adidas lo sta dimostrando con Circle of Nations, il progetto che nei Brand Center di Milano e Roma trasforma il lancio degli Away kit della FIFA World Cup di quest’anno in un racconto che intreccia sport, design e identità. Tra tutte, però, è la maglia dell’Italia a catturare subito l’attenzione, perché riesce a tradurre uno dei codici più riconoscibili del nostro immaginario in un linguaggio nuovo, sospeso tra moda e calcio: una visione che, in attesa della qualificazione, speriamo di vedere presto indossata anche in campo dai giocatori.

Per questa nuova jersey away, adidas guarda infatti alla sartoria tradizionale italiana, prendendo ispirazione dalle eleganti giacche da completo che la Nazionale ha indossato in alcuni dei suoi momenti celebrativi più iconici. Il risultato è una maglia che abbandona l’idea di semplice uniforme sportiva per avvicinarsi a un’estetica più raffinata, costruita attraverso un motivo all-over azzurro e bianco che richiama le trame dei tessuti sartoriali.

A rafforzare questa impressione ci pensano i dettagli: le maniche, i loghi e la numerazione sono definiti da accenti blu marino e oro, mentre sul collo compare il monogramma “Italia”, pensato come se fosse un ricamo personalizzato. Un elemento piccolo ma decisivo, che restituisce alla maglia un senso di appartenenza quasi intimo, trasformandola in qualcosa che parla non solo di performance, ma anche di identità e memoria collettiva.

È proprio da questa dimensione simbolica che parte anche l’intervento di RESSENTIA, la startup italiana coinvolta da adidas per reinterpretare gli Away kit attraverso la sua tecnica proprietaria di cristallizzazione del tessuto. Nel caso della maglia dell’Italia, il passaggio da jersey a scultura amplifica ancora di più il suo legame con l’eleganza formale: il tessuto viene modellato a mano e fissato in una forma tridimensionale leggera, capace di trattenere pieghe, tensione e movimento come se il gesto atletico fosse stato congelato nel tempo.

All’interno dell’installazione, la maglia italiana diventa così molto più di un capo da indossare. Si trasforma in un oggetto che mette insieme due tradizioni solo apparentemente distanti: da una parte quella del calcio, con tutto il suo carico emotivo e popolare, dall’altra quella del vestire bene all’italiana, fatto di misura, dettagli e costruzione. È in questa sovrapposizione che il progetto trova il suo punto più interessante.

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Circle of Nations mette in dialogo sei identità nazionali diverse, ma la jersey dell’Italia sembra avere una capacità particolare di stare sul confine tra heritage sportivo e linguaggio fashion. Non punta su un immaginario aggressivo o su una narrazione puramente tecnica: sceglie invece la via della composizione, della texture, del riferimento culturale. E così facendo, restituisce al calcio un’immagine inaspettatamente sofisticata.

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Dopo l’esperienza installativa, le maglie tornano nella loro forma originaria e diventano acquistabili all’interno dei Brand Center. Ma nel caso dell’Italia il passaggio funziona ancora meglio, perché tutta l’operazione sembra costruita per rafforzare il valore estetico del prodotto stesso. Non solo una maglia da tifare, quindi, ma un pezzo che lavora sull’immaginario nazionale attraverso codici visivi precisi e immediatamente riconoscibili.

Con questa nuova away jersey, adidas prova quindi a riscrivere l’idea di divisa calcistica italiana, spostandola verso un territorio più ricercato, dove il richiamo alla sartoria diventa una dichiarazione di stile. E in mezzo a pattern, ricami e riferimenti storici, la maglia dell’Italia finisce per raccontare qualcosa che va oltre il torneo: un modo tutto nostro di trasformare anche lo sport in cultura visiva.

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Scritto da Anna Frattini

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