Il SISTEMA CLIMAWARM è stato ideato e realizzato da adidas per un momento molto importante: quello che precede la gara, una ventina di minuti fondamentali per gli atleti, soprattutto in previsione di queste Olimpiadi Invernali. La giacca e i pantaloni che incarnano l’applicazione di questa tecnologia sono realizzati con un tessuto a basso ingombro e il loro funzionamento ha subito attirato la nostra curiosità.

Per capire cosa significa progettare una tecnologia che non si limita a proteggere dal freddo ma entra nel vivo della performance, abbiamo parlato con Margherita Raccuglia, Director of Athlete Performance di adidas. Con lei abbiamo approfondito la genesi del SISTEMA CLIMAWARM, il dialogo costante con gli atleti di discipline come sci di fondo, bob e skeleton e il modo in cui l’innovazione può trasformare un momento di attesa in un vantaggio competitivo concreto.

Raccuglia dirige tutte le iniziative di ricerca e sviluppo legate alla performance in adidas. Con un background in fisiologia sportiva e un forte focus sul design applicato, il suo lavoro consiste nel tradurre dati scientifici in soluzioni concrete, collaborando direttamente con gli atleti per comprendere limiti, necessità e condizioni specifiche di gara.
«Il mio lavoro è applicare la ricerca scientifica allo sviluppo di prodotti di performance, ma soprattutto lavorare con gli atleti che mettono a disposizione tempo e mente per spingere i loro limiti e migliorare la loro performance», spiega.
Il processo parte dall’ascolto e dall’osservazione: test di laboratorio e sul campo, misurazioni fisiologiche e biomeccaniche, studio della risposta del corpo in ambienti estremi. «Cerchiamo di capire quali sono i loro problemi, i loro limiti e i loro bisogni relativi al loro sport e alle condizioni in cui si ritrovano».
Il primo sviluppo di una tecnologia pensata per intervenire nel momento che precede la gara risale alle Olimpiadi di Londra 2012. Furono i ciclisti su pista a segnalare un problema preciso: tra la fine del warm-up e l’inizio della competizione potevano trascorrere anche 20 o 30 minuti in ambienti climatizzati. Da lì, la genesi del SISTEMA CLIMAWARM.

«Quel gap di tempo andava praticamente a cancellare l’aspetto termogenico, soprattutto a livello della temperatura muscolare, che è strumentale per la performance di velocità, forza esplosiva e potenza.» In vista delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina, quella stessa intuizione è stata ripresa e perfezionata lavorando con gli atleti di bob e skeleton del team britannico. In discipline che si svolgono tra zero e meno dieci gradi, il mantenimento della temperatura muscolare diventa ancora più critico.
«Avevano questo tipo di problematica perché si ritrovano in condizioni sotto lo zero. Dopo il warm-up, il rischio di perdere il beneficio era ancora più accentuato». La sfida non era soltanto riscaldare, ma farlo senza interferire con la mobilità. I cuscinetti riscaldanti sviluppati per il SISTEMA CLIMAWARM sono estremamente sottili e integrati all’interno di giacche e pantaloni in modo quasi invisibile. «La tecnologia doveva essere lì, ma non doveva bloccare o inficiare la mobilità», racconta. E il riscontro degli atleti è stato immediato: «Sento che la temperatura è ottimale, ma riesco comunque ad avere un range di movimento completo. Non mi sento bloccato».

Il sistema è attivabile tramite un semplice tap che consente di passare dalla modalità boost, alla massima potenza, a un livello di calore più moderato. «Vogliamo dare agli atleti un range di possibilità e la libertà di poter modificare, accendere e spegnere in base alle loro esigenze».
Sensori interni monitorano costantemente il microclima tra tessuto e pelle, intervenendo automaticamente qualora la temperatura si avvicini a livelli critici. La sicurezza è stata un passaggio fondamentale del progetto.
«Abbiamo studiato qual era la temperatura massima che potevamo fornire al corpo per dare un beneficio muscolare senza surriscaldare», spiega. Attraverso ricerche condotte con università partner è stato definito un limite massimo sicuro di 45°C. «Se i sensori percepiscono che il microclima vicino alla pelle sta andando al limite, il sistema si spegne e si ricalibra automaticamente.»
Nato per l’alta performance, il SISTEMA CLIMAWARM potrebbe però avere applicazioni più ampie anche per atleti che utilizzerebbero questa tecnologia fuori dal contesto di gara. «Ha senso che una tecnologia del genere venga resa pubblica», conclude. «È qualcosa a cui stiamo lavorando con l’obiettivo di commercializzarlo». Insomma, adidas è già pronta a portare questo sistema al pubblico, fuori dalle gare e dalle logiche della performance competitiva.
