Art Le complessità del post-umanesimo
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Le complessità del post-umanesimo

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Collater.al Contributors

In un’epoca in cui la tecnologia ridefinisce la nostra esistenza, la mostra collettiva AfterHumans a cura di Alice Zucca offre una piattaforma per esplorare le complessità etiche e filosofiche del post-umanesimo, invitandoci a considerare il nostro ruolo e le nostre responsabilità in un mondo in continua evoluzione. In un viaggio di auto-scoperta, la curatrice coinvolge cinque artisti che dialogano negli spazi della galleria STEINHAUSER a Bratislava, fino al 31 agosto. Le opere di Andreas Senoner (di cui abbiamo già parlato qui), Chino Moya, Daniel Maczynski, Genevieve Capitanio e Rony Plesl ci sfidano a immaginare un futuro in cui la distinzione tra umano e non umano, naturale e artificiale, diventa irrilevante. Questa esposizione esplora l’era trasformativa del post-umanesimo, invitando i visitatori a riflettere sulle implicazioni di un mondo in cui i confini tra uomo e macchina si dissolvono. Scopriamo qualcosa di più sulle opere in mostra.

afterhuman
Andreas Senoner, Installation View

La metamorfosi dei materiali

Le sculture di Andreas Senoner riflettono sull’interconnessione tra umanità e natura attraverso l’uso di materiali organici come legno, piume, licheni e cera d’api. Le sue opere esplorano la metamorfosi e l’eredità, evocando una riflessione sulle trasformazioni esistenziali. Nel contesto del post-umanesimo, Senoner pone l’accento su come la nostra identità sia plasmata dall’ambiente in cui viviamo e dalle forze che ne determinano l’evoluzione.

Chino moya – Unitive Knowledge of the System’s Dynamic 2024

Un futuro senza umanità

C’è poi Chino Moya che nella sua serie Deemona, dipinge un futuro distopico in cui un’entità IA ha ricostruito il mondo dopo la scomparsa dell’umanità. Questo scenario invita gli spettatori a confrontarsi con le implicazioni etiche di un progresso tecnologico incontrollato e con le conseguenze di un’umanità che ha sacrificato la propria essenza biologica per inseguire l’ottimizzazione e la produttività. Sempre riflettendo sulle dinamiche di potere tra umano e tecnologico, i dipinti di Daniel Maczynski, ispirati al cubismo e al surrealismo, esplorano l’identità umana in un mondo dominato dalla tecnologia. Attraverso tele multilayered e l’uso di collage, Maczynski crea composizioni che riflettono la frammentazione dell’esistenza moderna, sollevando domande sull’autenticità e sull’isolamento. Le sue opere ci spingono a riconsiderare la nostra identità in un contesto sempre più artificiale.

Il progresso tecnologico, un dubbio esistenziale

L’equilibrio delicato tra passato e futuro è esplorato da Genevieve Capitanio, con il suo approccio psico-archeologico. Le sue serie Hauteville e Villa Karma evocano paesaggi immaginari e scenari di scarsità di risorse, combinando estetiche delicate con un senso di dubbio esistenziale. Capitanio ci invita a riflettere sulla nostra simbiosi con la natura e sulle conseguenze del progresso tecnologico. Rony Plesl aggiunge un’ulteriore strato addentrandosi nell’intersezione tra mitologia, religione e condizione post-umana, qui esplorata con le sue sculture in vetro. Utilizzando tecniche innovative e materiali come il vetro infuso di uranio, Plesl crea opere che brillano nel buio che simboleggiano la duplice natura del progresso tecnologico, salvezza e pericolo.

Rony Plesl, Thorns
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Scritto da Collater.al Contributors
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