Nel giorno dell’Air Max Day, Nike svela due nuove collaborazioni.

Nel giorno dell’Air Max Day, Nike svela due nuove collaborazioni.

Giulia Pacciardi · 5 anni fa · Style

Nonostante Nike avesse annunciato che l’Air Max Day 2019 sarebbe stato diverso da quello degli ultimi anni, senza release e grandi eventi, ha comunque colto l’occasione per annunciare due nuove collaborazioni che vedono la silhouette lanciata da Tinker Hatfield, ormai 32 anni fa, l’unico protagonista.
La prima, quella con il brand Cactus Plant Flea Market, è una versione nuova e intrigante della Air Vapor Max 2019 che vede la parte superiore caratterizzata dal claim “Just Do It” e uno swoosh di design color turchese su uno dei lati.

Per averla dovrete aspettare il prossimo 14 maggio, quando vi dovrete affidare solo ed unicamente al Dover Street Market.

La seconda collaborazione invece, vede un mix delle caratteristiche delle Air Max 720 e le Air Max 95 voluta da Heron Preston.
La sneaker ibrida è caratterizzata da una tomaia arancione, messa in contrapposizione alla linguetta e ai lacci bianchi e da tanti, piccoli e grandi, swoosh.
Per la Nike Air Max 720/95 di Heron Preston dovrete invece aspettare un po’ meno, solo il 15 aprile, e potrete anche decidere di personalizzarla con il programma Nike by you.

Ma, come sempre, non finisce qui.
Nike, infatti, ha deciso di rilasciare a sopresa anche le Atmos x Nike Air Max 2 Light 95 e le Clot x Nike Air Max 97/Haven, quindi non prendete impegni né il 4 Aprile né l’8 maggio, sono queste sono le release date ufficiali!

Nel giorno dell’Air Max Day, Nike svela due nuove collaborazioni.
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Julie Poly racconta l’Ucraina di oggi con le sue immagini

Julie Poly racconta l’Ucraina di oggi con le sue immagini

Claudia Fuggetti · 2 giorni fa · Photography

Julie Poly, alias Yulia Polyashchenko, è nata a Stakhanov, nella zona di Lugansk, e ora risiede a Kiev. Il suo stile è stato fortemente influenzato dai progetti dal documentarista sociale Boris Mikhailov e dalla sua formazione alla Kharkiv School of Photography. Unendo la forte impronta reportistica alla sua passione per la fotografia in studio, Julie è riuscita a trovare uno stile narrativo personale, che propone immagini forti e ben curate. Le sue scene interpretano i codici culturali e visivi della tipica vita di tutti i giorni in Ucraina; in particolare vengono proposti i temi dell’erotismo, della moda e dei nuovi modelli di bellezza.

L’artista ha affermato più volte di sentirsi costantemente ispirata da “cose banali, eventi quotidiani, storie di vita di amici e la propria esperienza”. Attravreso un immaginario quasi grottesco, Julie riesce a comunicare lo stile di vita del suo Paese in chiave contemporanea ed innovativa.

Julie Poly racconta l'Ucraina di oggi con le sue immagini | Collater.al
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Dai un’occhiata al sito dell’artista qui.
Courtesy & credits Julie Poly

Julie Poly racconta l’Ucraina di oggi con le sue immagini
Photography
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Jack Kenyon trova sempre l’elemento bizzarro

Jack Kenyon trova sempre l’elemento bizzarro

Collater.al Contributors · 22 ore fa · Photography

Con gli occhi ben puntati sul lavoro di Martin Parr, il giovane fotografo inglese Jack Kenyon documenta gli aspetti più bizzarri della società. Dalle mostre di bellezza feline alle verdure giganti, ma anche il prom e la villeggiatura, entrambi in versione british. I colori saturi e la luce da set che Kenyon utilizza, sottolineano con ironia l’eccentricità inglese, sempre dietro l’angolo. Ciò che differenzia Kenyon dal maestro Parr è una attenta costruzione dell’immagine, dai ritratti posati alla composizione meno istintiva. Ma scopriamo qualcosa di più sul progetto Cat Worship, che documenta tutte le stranezze del Supreme Cat Show, una mostra felina organizzata dal Governing Council of the Cat Fancy e che ha dato origine a tutta la sua produzione futura.

Gli inglesi amano i gatti

Nelle mostre feline, ma in generale in tutte quelle animali, la stravaganza non può mancare. Il progetto fotografico Cat Worship di Jack Kenyon esplora il rapporto peculiare che l’uomo intrattiene con gli animali domestici, in questo caso i gatti, tutto con una nota rigorosamente british. «Nel 2019, ho fatto il mio primo viaggio al Supreme Cat Show. Ci sono andato d’impulso e mi sono divertito a catturare le gabbie stravaganti e i gatti perfettamente pettinati. L’uso di luci forti ha conferito alle immagini una nota di umorismo, che ha contribuito a definire la traiettoria di molti dei miei progetti successivi», ci racconta Kenyon che nel 2023 decide di tornare per una seconda sessione di scatti.

«La mostra era esattamente come la ricordavo», ci spiega «solo che questa volta il luogo era pieno di sagome di cartone del nostro nuovo Re e dei suoi gioielli di famiglia, fissati a molte delle gabbie dei gatti. La situazione era surreale, una vera e propria testimonianza della nostra duratura fascinazione per queste creature regali». Con questo progetto è evidente lo sguardo unico di Kenyon, sempre improntato all’assurdità della vita quotidiana.

Courtesy Jack Kenyon

Jack Kenyon trova sempre l’elemento bizzarro
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ROMA GHETTO CHIC

ROMA GHETTO CHIC

Giorgia Massari · 6 giorni fa · Photography

Roma è un sentimento «che nun se pò descrive a parole», così dicono gli abitanti della capitale. La fotografa Valentina De Santis prova a descriverla con le immagini. Roma Ghetto Chic è il suo progetto fotografico in bianco e nero che immortala i volti, i tatuaggi, i luoghi della Roma più sentimentale, più vera, più stereotipata, più innamorata di sé stessa. «Quando i romani parlano di Roma, i loro occhi si accendono, la voce si spezza tra le labbra che sorridono», ci spiega Valentina, che da romana capisce molto bene il rapporto viscerale dei romani per la loro città. «Per alcuni di loro è stato indispensabile segnare sulla propria pelle questo sentimento», per questo il focus del progetto sono i tatuaggi che celebrano Roma. Da frasi in romanesco all’iconico Colosseo, i tatuaggi che De Santis scatta traducono in modo chiaro il senso di appartenenza e il legame intimo e viscerale dei romani per Roma. «Le motivazioni per cui oggi ci si tatua sono un po’ cambiate da quelle storiche: l’individuo usava il tatuaggio per rappresentare la sua appartenenza a una determinata tribù oppure come espressione per celebrare il legame intimo con la religione, con la spiritualità. Eppure questa pratica non è poi così lontana», per questo De Santis approfondisce questo tema e va alla ricerca dei tatuaggi più emblematici. «Sentirsi parte di un luogo e appartenere a esso è come avere sempre un punto di riferimento dove ci si può sempre sentire a casa. Roma non è solo una città, Roma è ogni persona che la abita

Courtesy & credits Valentina De Santis

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Margins Of Excess, l’America vista da Max Pinckers

Margins Of Excess, l’America vista da Max Pinckers

Claudia Fuggetti · 1 settimana fa · Photography

Il fotografo belga Max Pinckers nel suo progetto documentaristico Margins Of Excess presenta una serie di fotografie in cui la verità non sempre corrisponde alla realtà. Il lavoro racconta le vite di sei individui diventati famosi e noti alla stampa americana, per varie circostanze sconcertanti.

Tra i personaggi troviamo Rachel Dolezal, che si è finta una donna afroamericana per poter usufruire di agevolazioni economiche e Herman Rosenblat che aveva inventato di essere sopravvissuto all’Olocausto, con annessa una commovente storia d’amore con una ragazza incontrata ai lati opposti del recinto del campo di concentramento.

Quello che i protagonisti del fotolibro Pinckers condividono è un innegabile talento per l’arte dell’inganno e una passione per il sovvertimento della verità. Pinckers ha subito il fascino di questi personaggi, tanto da renderli i soggetti prediletti del suo libro fotografico, la verità è davvero quella che ci sentiamo dire? Il fotografo afferma che:

“A more intricate view of our world, which takes into account the subjective and fictitious nature of the categories we use to perceive and define it”.

In un’epoca in cui la verità è, apparentemente, una merce flessibile Pinckers mira ad abbracciarla in tutta la sua complessità.

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