Design Alcova torna a Varedo fra natura e architettura decadente
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Alcova torna a Varedo fra natura e architettura decadente

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Alcova torna a Varedo per il secondo anno con la nona edizione, riaffermando il suo ruolo di catalizzatore creativo durante la Milano Design Week. Alcova rimane un’esperienza immersiva che trasforma luoghi dimenticati in scenografie vive, dove il design dialoga con l’architettura decadente, la natura ribelle e le visioni contemporanee di Villa Bagatti Valsecchi, Villa Borsani e la ex fabbrica SNIA insieme alle Pasino Glasshouses. Ma vediamo alcuni dei dettagli salienti.

Quattro location, un solo fil rouge: il design che si reinventa

Quest’anno Alcova si espande e si fa in quattro, letteralmente: oltre alle già conosciute Villa Borsani e Villa Bagatti Valsecchi, si aggiungono due nuove mete da esplorare — la ex fabbrica SNIA e le affascinanti Pasino Glasshouses. Ogni spazio è un mondo a sé, con la propria identità e un preciso racconto visivo, dove installazioni site-specific e collettive creano un itinerario eclettico e quasi cinematografico.

Le Pasino Glasshouses, un tempo dimora di un’enorme coltivazione di orchidee bianche, ospitano ora realtà come AVAU, Greek Marble x Objects of Common Interest, Terraformæ e Terzofoco Ceramics. La natura qui entra in scena come co-protagonista, tra vetri rotti, piante spontanee e design che respira in questa costruzione.

Alla ex SNIA, invece, architettura razionalista e rovine industriali diventano palcoscenico per l’inedito dialogo tra decadenza e rigenerazione. Spiccano le presenze di Burg Giebichenstein University, Decibel x Vizcom e SPREAD.

La poetica neoclassica della suggestiva Villa Bagatti Valsecchi, punto focale di questa edizione di Alcova, si anima grazie a oltre 60 espositori internazionali: da Bohinc Studio a Guatemala Diseña, da Forma Rosa Studio a The New Raw, ogni stanza è un piccolo universo curato nel dettaglio.

Alla fine del percorso troviamo poi la modernità elegante di Villa Borsani, dimora temporanea di progetti cutting-edge come quelli di Atelier dell’Errore, Estudio Material, Ryuichi Kozeki e Supaform — in un dialogo potente con l’architettura razionalista anni ’40.

Il programma pubblico è curato quest’anno dalla Design Academy Eindhoven in collaborazione con KALDEWEI e si intitola “Are We Going in Circles?” — una riflessione profonda e provocatoria sulla circolarità nel design contemporaneo.

Installation view ph. cortesy Lorenzo Capelli | DSL Studio

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Scritto da Collater.al Contributors

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