Ero indecisa se scrivere o meno su Alex Andreyev. Devo ammettere che mentre facevo ricerca su di lui, ogni sua illustrazione che mi scorreva davanti agli occhi minquietava sempre più della precedente.

Andreyev è russo, da ventanni si occupa di arte e predilige il formato digitale perché gli consente di preoccuparsi più dei concetti da rappresentare e meno degli strumenti di lavoro.
Illustratore del surreale, del post-apocalittico, del post-invasione, del post-mutazione, del post-qualunquecosa, ci fa attraversare il corridoio buio del tempo, alla cieca, per poi aprirci la porta sullabisso dellultra modernità. Un abisso percorso da imbarcazioni che fluttuano nellaria come astronavi e insieme ad astronavi, isole di terra e palloncini. Un nuovo universo con animali nuovi come esperimenti e vecchi come dinosauri.
Questuomo sè inventato una diversa umanità, un mondo parallelo e futuristico, risultato di grandi stravolgimenti solo impliciti ma che, sinceramente, a me hanno fatto venire la pelle doca.























