Garage Inferno è il nuovo progetto ideato e curato da Straight To Hell, il laboratorio romano che da oltre vent’anni è un punto di riferimento per la stampa serigrafica su carta e tessuto in Italia. In occasione del lancio abbiamo intervistato Alice Pasquini, protagonista del primo appuntamento. Da aprile a dicembre 2026, il progetto apre al pubblico uno spazio solitamente invisibile: quello della trasformazione di un’opera in serigrafia. Si tratta di un’esperienza immersiva che attraversa il processo artistico nella sua dimensione più concreta e imperfetta.

Illustratori, pittori e street artist – tra cui Alice Pasquini, Hitnes, Sten & Lex, Valeria Carrieri, Trota, Sofia Bonelli, Ludovica Anzaldi, Daniele Tozzi, Elia900, Deep Masito e Scarfull – sono chiamati a confrontarsi con un linguaggio che non è mai neutro, ma che modifica, traduce e a volte tradisce l’immagine originaria. È proprio in questo scarto che la serigrafia torna a essere una pratica viva, irripetibile e profondamente contemporanea.
Alice Pasquini, figura centrale della street art italiana a livello internazionale, da anni costruisce una ricerca visiva radicata nello spazio pubblico. «Mi interessa soprattutto raccontare le persone, i gesti quotidiani, le relazioni, le emozioni, però creando connessioni tra le immagini e i luoghi», ci racconta. Una pratica che oggi definisce “arte contestuale”, fatta non di immagini isolate ma di opere che nascono dalla risonanza con lo spazio e con chi lo attraversa.


È proprio questo approccio che rende la serigrafia un terreno naturale di sperimentazione. «È molto vicina al mio modo di lavorare, fatta di corpo, di ritmo, di imprevisti e soprattutto di livelli, di stratificazioni», spiega. Un linguaggio che, come il suo lavoro nello spazio urbano, accetta e ricerca l’errore: «non è un problema, anzi lo ricerco perché è lì che succedono le cose più interessanti e imprevedibili».

Durante il workshop, Pasquini lavora a stretto contatto con i partecipanti, condividendo ogni fase del processo: dal gesto pittorico iniziale alle scelte cromatiche, fino agli adattamenti necessari per tradurre un’opera in stampa. È proprio in questo passaggio che l’immagine cambia natura. «Quando un’immagine passa dalla strada alla serigrafia cambia pelle: perde scala, ma guadagna in stratificazione, diventa più lenta, più costruita».


A differenza del lavoro in strada, dove il processo è spesso visibile, il laboratorio introduce una dimensione nuova, più intima ma allo stesso tempo condivisa. «Sono abituata a mostrare il processo nello spazio pubblico, mentre lo studio è uno spazio molto privato. In questo caso è stato fondamentale mostrarlo come parte del lavoro, non come backstage». Rendere visibili errori, prove e passaggi tecnici significa infatti «mostrare il pensiero e non solo il risultato».

La parte tecnica del laboratorio è curata da Arturo Amitrano, figura di riferimento nella stampa d’arte, che accompagna i partecipanti lungo tutto il processo: dalla preparazione del file all’incisione del telaio, fino alla stampa finale su carta. Ogni partecipante lavora su un’immagine personale, costruendo le basi per proseguire in autonomia.
In questo contesto, la serigrafia si allontana definitivamente dall’idea di riproduzione seriale per tornare a essere gesto, mestiere, materia. Una presa di posizione che oggi assume anche un valore più ampio. «In un mondo digitale lavorare manualmente è quasi una scelta politica: significa accettare il tempo, la materia, l’imperfezione e dare valore a qualcosa che esiste davvero», conclude Pasquini.

Fondato a Roma nel 2003, Straight To Hell ha costruito negli anni un approccio radicale alla stampa: nessuna standardizzazione, nessuna replica automatica, ma un processo ogni volta unico, costruito insieme all’artista. È proprio da questa filosofia che nasce Garage Inferno, aprendo per la prima volta al pubblico un sapere che rischiava di restare confinato dietro le porte del laboratorio.
Qui si possono trovare tutte le date dei workshop di Garage Inferno.
