Ode alla sedia da regista 

È una delle sedute più diffuse al mondo, tanto semplice quanto comoda e funzionale. Stiamo parlando della cosiddetta sedia da regista, famosa per essere utilizzata sui set cinematografici, ma che oggi sta vivendo un periodo di riscoperta, finendo per essere quasi sempre la prima scelta per arredare interni ed esterni. 

Una storia che parte da lontano

Per ricercare l’antenata della sedia da regista dobbiamo andare molto indietro nel tempo – ma proprio tanto -, tra il 3000 e il 2000 a.C. in Egitto. Risalgono a questo periodo le testimonianze delle prime sedie pieghevoli utilizzate dagli ufficiali dell’esercito. Per avere invece dei veri e propri esempi sopravvissuti fino ai giorni nostri bisogna andare un po’ più avanti sulla linea del tempo, arrivando alla Roma Imperiale, è di quel periodo la sedia curule, una sorta di sgabello pieghevole destinato all’utilizzo esclusivo di dignitari romani e considerato simbolo del potere. Un altro esempio che possiamo trovare nel corso della storia è la sedia Savonarola risalente al XV secolo e usata dalla Chiesa.
Una cosa è certa, come minimo comune denominatore di tutte queste sedie troviamo il fatto di essere leggere, pieghevoli e facilmente trasportabili. 

La moderna sedia da regista

Per parlare della sedia da regista che conosciamo tutti oggi dobbiamo aspettare il 1893, quando la Gold Medal Camp Furniture Company, un’azienda del Wisconsin – ancora esistente e in attività -, la presentò per la prima volta a Chicago alla World’s Fair di quell’anno, descrivendola come sedia da veranda e da campeggio. 

Si trattava di una sedia leggera, con una struttura fatta in legno, in grado di piegarsi e chiudersi lateralmente grazie a una “struttura a X” (o struttura a forbice). La seduta e lo schienale, posto leggermente più basso delle altre sedie, sono realizzate in tela o in tessuto resistente in grado di sostenere tutto il peso. Fin dall’inizio erano previsti dei braccioli, mentre il poggiapiedi è stato aggiunto in un secondo momento, soprattutto quando sono hanno cominciato ad essere prodotti anche modelli più alti. 

Hollywood e il legame con il cinema

Il suo essere leggera, richiudibile e facilmente trasportabile l’ha resa, da lì a pochi anni, la sedia perfetta per la nascente industria cinematografica, consacrandola a parte immancabile dei set e destinata in special modo al regista del film, da qui il nome sedia da regista, o director’s chair in inglese. 

L’iconicità della sedia da regista si è consolidata attraverso numerose rappresentazioni cinematografiche, in cui registi e star del cinema venivano immortalati sulle loro sedie personalizzate con i propri nomi: da Fellini a Orson Wells, da Francis Ford Coppola e Steven Spielberg

La sua immagine è così legata al mondo del cinema che è spesso utilizzata nei set di film che raccontano la realizzazione di altri film come The Artist, Once Upon a Time in… Hollywood di Tarantino, La La Land, La Ricotta di Pasolini e tanti altri.

Ma siamo anche abituati a vederla nei video e nelle foto che raccontato i dietro le quinte dei film, diventando un luogo dove gli attori abbandonano il personaggio e tornano a essere loro stessi. 

La sedia da regista e il design contemporaneo 

Oggi, la sedia da regista non è più relegata solo ai set cinematografici. Il suo design essenziale la rende perfetta per gli spazi moderni e multifunzionali. È diventata popolare in ambienti domestici come il soggiorno, gli uffici casalinghi, o anche per gli spazi all’aperto come terrazze e giardini. La sua facilità di trasporto e la capacità di essere personalizzata con loghi o nomi la rendono anche una scelta ideale per eventi o attività commerciali. 
Negli ultimi anni sono stati tanti i designer che hanno deciso di confrontarsi con questo pezzo di design

La Stanley di Philippe Starck x Magis presenta una struttura in polipropilene caricato di fibra di vetro, mentre Talenti oltre alla Riviera Sedia regista ha progettato anche la versione più bassa e larga, chiamandola Riviera Poltrona Regista Lounge.

Qualche anno fa Ethimo ha presentato la sua versione pensata per l’outdoor con una struttura completamente in alluminio e anche il designer Stefano Diez ha optato per l’alluminio per la sua sedia Ciak progettata per EMU.

Sul classico abbinamento legno tessuto, invece, è rimasto RODA con la sua collezione Orson, senza rinunciare però a un tocco pop con del colore. 

sedia da regista
Orson di RODA

Ovviamente la sedia da regista non è passata inosservata agli occhi di IKEA che, sebbene ora non sia più in produzione, per tanti anni ha avuto in catalogo la sua versione chiamata SIARÖ, ma non è passata inosservata neanche ai fashion brand che a volte hanno deciso di abbattere il confine tra moda e design producendo la propria director’s chair, come ha fatto Supreme

Forse è un ritorno di popolarità, o forse la verità è che la sedia da regista non è mai passata di moda e il suo stile, la sua storia e la sua funzionalità continuano a piacerci un sacco!

sedia da regista
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