Quando su Instagram non c’era altro che Chiara Ferragni con i suoi primi selfie, nel 2012 stava nascendo @fontanesi. Si parla di un profilo che oggi vanta +50k follower, omonimo del pittore romantico ottocentesco.
Foto realizzate con la semplice app Instagram Layout, Fontanesi offre una nuova interpretazione della realtà: una visione dirompente, a volte disturbante, capace di creare un parallelismo tra ciò che solitamente non crediamo possa essere messo in relazione.

I soggetti di questi collage sono anonimi, così come l’identità che si cela dietro la pagina. Non si sa se si tratti di un collettivo o di una singola persona, ma chiunque sia l’artefice è stato capace di far sì che questa nuova concezione della fotografia diventasse virale. Persone, strade, animali, oggetti di qualsiasi tipo senza una specifica peculiarità sono i soggetti di quella che potrebbe essere identificata come arte povera.
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“Fontanesi it’s a place in fontanesi where you can meet fontanesi and take pics of fontanesi. There you can get a walk and then have a fontanesi, drive a fontanesi or enter in a fontanesi.” È il manifesto riportato sul sito. Fontanesi è un luogo, una persona, uno stile e al tempo stesso non è nulla: forse è questa la realtà. La casa editrice Skinnerboox ha dato concretezza a questo progetto dedicandogli un volume di quattrocentoventi pagine e un posto assicurato nella Grande Selezione.
Autentico ma privo di eccentricità, questo profilo, oltre a farci sorridere per gli assurdi accostamenti, ci spinge a osservare ciò che abbiamo attorno con un occhio più critico, più interrogativo.
Che sia o meno il suo intento, @fontanesi è uno stimolo creativo, un’ispirazione intrigante capace di caratterizzare il nostro feed e divertirci una distorsione alla volta.



Articolo di Cobie
