Le spettacolari immagini dell’Amsterdam Light Festival 2019-20

Le spettacolari immagini dell’Amsterdam Light Festival 2019-20

Claudia Fuggetti · 1 mese fa · Art

Anche quest’anno è tornato l’Amsterdam Light Festival, dal 28 novembre 2019 al 19 gennaio 2020. Il festival, giunto all’ottava edizione, attira turisti e coinvolge la gente del posto riuscendo a ravvivare una parte dell’anno molto particolare in cui sulla città calano le tenebre per circa sedici ore al giorno. La manifestazione artistica è intelligentemente riuscita a trarre vantaggio da una condizione svantaggiosa, valorizzando Amsterdam con splendide installazioni artistiche luminose.

È possibile monitorare i propri spostamenti per la città grazie ad un’applicazione telefonica, in modo da poter orientarsi facilmente per il centro di Amsterdam. Il tour prevede venti opere luminose di artisti provenienti da tutto il mondo. Il tema della mostra di quest’anno era “DISRUPT”: gli artisti hanno prodotto delle opere che si concentrano prevalentemente sui cambiamenti climatici, la storia nazionale, la tecnologia e altro ancora.

Esplora la programmazione delle mostre sul sito web dell’Amsterdam Light Festival e non perderti la nostra gallery qui sotto con alcune delle migliori opere.

Le spettacolari immagini dell’Amsterdam Light Festival 2019-20
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Vapor Dreams 97, gli anni ’90 illustrati da Aaron Campbell

Vapor Dreams 97, gli anni ’90 illustrati da Aaron Campbell

Anna Cardaci · 1 mese fa · Art

La nostalgia dei nineties continua a infestare l’immaginario pop. Sarà perché siamo degli eterni malinconici o perché quello che stiamo vivendo ora non è poi un periodo così bello come lo era il passato. Rimane comunque il fatto che ogni volta che pensiamo agli anni ’90 ci vengono in mente tutti i bei momenti trascorsi in compagnia del Super Tele o di altri elementi che hanno per sempre segnato la storia. Diciamocelo, il primi dieci anni del 2000 non sono stati niente di che in quanto non hanno avuto lo stesso impatto culturale del decennio precedente.

Aaron Campbell | Collater.al 2

Per questo motivo, per ricordare il passato, il graphic designer americano – originario di Vancouver – Aaron Campbell ha realizzato Vapor Dreams 97, una serie di illustrazioni che rappresentano la vita di un adolescente degli anni ’90.
Ciascun artwork si ispira all’estetica dei videogiochi e alla cultura presente di quel periodo e, più in generale, alla nascita dell’era digitale.

L’artista definisce il suo lavoro come una visione eccessivamente romanzata degli anni ’90. In Vapor Dreams 97 Aaron fa riferimento a diversi scenari tipici come la cameretta classica di un bambino americano con i televisori giganti e le casse posizionate dietro – che oggi sono ormai pezzi d’antiquariato-, i videogiochi di corse d’auto per la Playstation, il Game Boy, il Tamagotchi, le Tartarughe Ninja, i poster dei film più amati di quel decennio come Pulp Fiction fino al Commodore 64 e Window 95.

Per sviluppare il progetto, l’artista ha svolto una grande ricerca iconografica e stilistica per poter realizzare delle illustrazioni che in tutto e per tutto potessero essere affini quegli anni. I dettagli inseriti come i colori, i LED e i font contribuiscono ancor più a rendere il lavoro totalmente veritiero e bello.

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Vapor Dreams 97, gli anni ’90 illustrati da Aaron Campbell
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Best of 2019 – Street Art

Best of 2019 – Street Art

Giulia Guido · 1 mese fa · Art

Mancano due settimane alla fine di questo 2019, un anno in cui le strade del mondo si sono colorate con le opere di artisti e creativi. Oltre ai classici murales realizzati con bombolette spray, siamo stati testimoni di un’evoluzione delle tecniche e dei materiali usati, arrivando anche a creare tag sul fondo del mare. 

Rivediamo le opere di street art più emblematiche dell’anno, sperando di stupirci ancora di più nel 2020. 

Banksy si autoinvita alla Biennale con la sua opera Venice in Oil

Tra le varie opere di Banksy apparse quest’anno quella che ha riscosso maggiore successo e che ha stupito maggiormente amanti dell’arte, ma non solo è Venice in Oil. Apparsa a Venezia in concomitanza con la Biennale, l’artista di Bristol – con l’aiuto di un misterioso pittore – ha deciso di esporre una sua nuova opera a piazza San Marco, in mezzo a quelle di tanti altri artisti di strada.

L’artwork rappresenta una gigantesca nave da crociera attraversare il Canal Grande, sfiorando palazzi e gondolieri. La critica non troppo sottile è stata apprezzata da tutti.   

JR entra in una prigione e la trasforma in opera d’arte

JR, il poliedrico artista francese, anche quest’anno ha dato vita a un capolavoro. Scegliendo come tela il cortile esterno del  carcere di massima sicurezza di Tehachapi e come aiutanti i detenuti, JR ha realizzato un gigantesco murales visibile dall’alto rappresentante i detenuti stessi. L’opera è stata il pretesto per raccontare le loro storie e porre al suo pubblico un solo quesito: “Un uomo può cambiare?

Floating World il murales che si rivela specchiandosi nell’acqua

Lo street artist Ray Bartkus, nato a Vilnius, è conosciuto mondialmente soprattutto per un’opera, Floating World. Si tratta di un lavoro che occupa tutta la superficie esterna di una casa che si affaccia sul fiume Šešupė e che a prima vista potrebbe non sorprendere. Ma facendo attenzione si può notare che il vero risultato finale si rivela nel suo riflesso nell’acqua. 

Le tre grazie, TVBOY celebra l’amore tra PD e M5S

TVBOY, l’artista italiano più volte accostato alla figura di Banksy, ormai specializzato in murales a sfondo politico, quest’anno ci ha deliziato con Le Tre Grazie che rappresenta Conte, Di Maio e Zingaretti e un Renzi nei panni di un cupido pronto a scoccare la sua freccia.
Per questo lavoro lo street artist si è ispirato a due dei grandi pittori del Rinascimento italiano, Raffaello e al suo quadro omonimo, e a Botticelli a cui ha rubato la figura di cupido.

Il murale di Utrecht che sembra lo scaffale di una biblioteca

Grazie agli street artist olandesi Jan Is De Man e Deef Feed hanno trasformato un condominio di Utrecht in un’enorme libreria. Infatti, la parete dell’edificio a tre piani è diventata la tela perfetta per dipingere una libreria composta da diversi scaffali, che comprendono una selezione dei libri preferiti dei due artisti, oltre ad alcuni titoli inventati.

Il grigiore degli edifici si trasforma in qualcosa di nuovo: è così che la città diventa colorata e divertente.

Empire, il nuovo progetto dello street artist Rone

Quest’anno l’artista Rone ci ha stupito con un progetto che ha trasformato un palazzo in stile Art Déco del 1930 rimasto disabitato per oltre 20 anni, in qualcosa di nuovo e bellissimo.Rone ha più volte dichiarato che la sua intenzione è quella di far entrare le persone nella casa disabitata per potersi chiedere cosa sia accaduto prima nello stesso posto e perché sia stato lasciato cadere in rovina.

Sirante, lo street artist senza volto tutto italiano

Oltre a TVBOY, anche per lo street artist italiano Sirante la politica italiana è un’infinita fonte di ispirazione. Esattamente come Banksy, Sirante utilizza la sua arte come mezzo di denuncia, e i suoi murales sono talmente d’impatto che non hanno bisogno di una grande pubblicità sui social perché bastano le decine di quotidiani che puntualmente testimoniano la cosa e le foto che immortalano polizia o carabinieri levare le sue opere dai muri.

1UP, la crew tedesca ha realizzato il primo murales subacqueo

Sull’isola di Nusa Penida, a largo di Bali, la crew tedesca di street artist 1UP ha realizzato il primo murales subacqueo. Ebbene sì, grazie all’aiuto di diversi enti tra cui PangeaSeed Foundation, Sea Walls: Artists for Oceans e il Coral Guardian, 1UP è riuscita a progettare e poi creare concretamente il loro tag perfetto per sopravvivere sott’acqua. L’atto della crew 1UP è un perfetto esempio di come l’arte possa essere un mezzo di denuncia e di sensibilizzazione, unico e originale.

Hizkunta, il murale che si rivela di notte

A Baiona, una piccola città sulla costa sud-occidentale della Francia, in Pasta Plaza, i due artisti barcellonesi María López e Javier de Riba hanno dato sfogo a tutta la loro creatività realizzando Hizkunta. Si tratta di un murales che a prima vista, o meglio, alla luce del sole sembra essere una semplice sagoma di una balena. Bisogna aspettare che il sole sia calato del tutto per ammirare l’opera nel suo reale splendore, che con il buio rivela un disegno luminoso. 

CŎR, il murales che palpita in mezzo alla città

Ultimo, ma non per importanza è CŎR, l’immenso lavoro dello street artist Jorge Rodriguez-Gerada che ha portato un cuore palpitante al centro della città spagnola di Santa Coloma de Gramanet.

L’ispirazione per questo artwork è venuta all’artista pensando proprio alla piccola cittadina, che ospita una comunità di 114 nazionalità differenti. È un CŎR, un cuore, in cui convivono storie diverse, persone diverse e culture diverse rendendo la città estremamente viva.

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Twin Peaks VR, il videogioco ideato da David Lynch

Twin Peaks VR, il videogioco ideato da David Lynch

Anna Cardaci · 1 mese fa · Art

Il regista americano David Lynch, padre del capolavoro televisivo Twin Peaks, una delle serie TV più iconiche di tutti i tempi, sta per lanciare sul mercato Twin Peaks VR, un videogioco – realizzato con la realtà virtuale – basato sulla serie TV cult. È uscito ufficialmente il 13 dicembre 2019 ed è stato progettato in collaborazione con Showtime e Collider Games.

Le prime due serie di Twin Peaks sono state trasmesse per la prima volta rispettivamente nel 1990 e 1991 e, successivamente, Lynch ha riproposto una terza stagione composta da 18 episodi lanciata nel 2017. Molti degli attori originali, come Kyle MacLachlan, Sherilyn Fenn e ‘Log Lady’ Catherine E. Coulson tornarono per la realizzazione, che fu molto apprezzata dalla critica e dai fan, con altre star come Laura Dern e Naomi Watts che si unirono al cast come personaggi nuovi o inediti. Per annunciare l’uscita del videogioco, è stato pubblicato il trailer ufficiale.

Ovviamente l’intera trama si rifà a quella del telefilm tanto che i giocatori sono invitati ad esplorare alcuni dei luoghi chiave e – provare – a risolvere e svelare i tanti enigmi e misteri di Twin Peaks. Lynch ha rivisitato ambienti ben noti presenti nella serie, come l’iconica Red Room, il Twin Peaks Sheriff’s Department e la foresta di pini intorno alla fittizia città nei dintorni di Washington.
La struttura del videogame invita chi ci gioca a scoprire i diversi ambienti per sbloccare ciascun livello. Risolvendo enigmi per aiutare Copper e Gordon Cole (l’agente dell’FBI tra l’altro interpretato dallo stesso David Lynch), i giocatori, lungo il loro percorso, incontreranno anche alcuni dei personaggi strani e terrificanti della serie TV. Twin Peaks VR sarà disponibile su Steam, Oculus Rift, Vive e Valve Index questo mese, e su Oculus Quest e PlayStation VR prossimamente.

Twin Peaks VR, il videogioco ideato da David Lynch
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Twin Peaks VR, il videogioco ideato da David Lynch
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Edoardo Tresoldi presenta Gharfa

Edoardo Tresoldi presenta Gharfa

Giulia Guido · 1 mese fa · Art

Qualche settimana vi avevamo presentato Studio Studio Studio, la nuova realtà interdisciplinare di Edoardo Tresoldi e, proprio in quell’occasione, avevamo iniziato a parlare del primo progetto “Gharfa”, realizzato insieme ad Alberonero, Max Magaldi e Matteo Foschi in occasione del festival Diriyah Oasis. 

Oggi, dopo settimane di attesa, il padiglione esperienzale è stato finalmente svelato.  

Studio Studio Studio Gharfa | Collater.al

Gharfa si presenta come un’immensa scultura attraversabile che riproduce le forme delle rovine locali, raggiungendo un’altezza di 26 metri.

L’opera è la perfetta fusione delle abilità dei quattro artisti italiani: Tresoldi dà forma a questa vera e propria fortezza che da fuori lascia soltanto intravedere ciò che si trova all’interno; 

Alberonero con l’installazione Duna, realizzata con del tessuto semitrasparente, trasporta lo spettatore alla scoperta dell’opera, immergendolo in uno spazio in cui il confine tra visibile e invisibile sfuma. 

Poi, al centro di Gharfa trova spazio l’installazione green di Tresoldi e Matteo Foschi in cui la vegetazione crea un contrasto originale e inedito con i materiali industriali, mentre il racconto sonoro curato da Max Magaldi che fa risaltare ogni singolo elemento. 

Il padiglione riesce brillantemente a fondere digitale e analogico, antropico e naturale, organico e geometrico, presentando opere che possono essere vissute singolarmente o come parte di un tutto più grande, ma ha anche la forza di unire quattro differenti capacità artistiche. 

Il racconto di Gharfa è stato diviso in due capitoli, il primo è “Chapter 1_Light up” che mostra l’anima dell’opera di notte. 

La seconda parte si chiama “Chapter 2_Shine through”, che propone Gharfa vista di giorno.

PH: Roberto Conte

Edoardo Tresoldi presenta Gharfa
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Edoardo Tresoldi presenta Gharfa
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