È anche attraverso il linguaggio dell’arte che prende forma il nuovo viaggio della Global Sumud Flotilla verso Gaza, una missione umanitaria e politica che torna in mare dopo la prima spedizione del settembre 2025, conclusasi con l’arresto degli attivisti da parte dell’esercito israeliano. La nuova partenza, avvenuta il 26 aprile dal porto di Augusta, in Sicilia, vede coinvolte decine di imbarcazioni italiane e spagnole, pronte a unirsi ad altre flotte tra Grecia e Turchia con l’obiettivo di raggiungere la Striscia, consegnare aiuti e riportare l’attenzione internazionale su una crisi ancora in corso: 44 vele, 22 barche e 21 artisti a sostegno della missione.
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Gli artisti sono coinvolti nel progetto Vele d’Arte, che trasforma le imbarcazioni in un manifesto visivo itinerante. Le vele diventano superfici narrative, “ali di libertà cariche di storie, colori e speranza”, capaci di portare in mare un immaginario condiviso fatto di solidarietà e resistenza. Tra i nomi coinvolti, anche Okuda San Miguel e Millo, insieme a una rete più ampia di creativi italiani e spagnoli.


All’interno della Global Sumud Flotilla, questi linguaggi si incontrano e si rafforzano, costruendo un racconto corale. Le forme frammentate e vibranti di Okuda San Miguel si affiancano all’immaginario monocromatico e delicato di Millo, dialogando con gli interventi di artisti come Elia Novecento, Matteo Todeschini e Andrea Sposari, insieme alle pratiche di Igor Scalisi Palmiteri e Antonella Santonocito. Le vele dipinte — così come gli interventi su scafi e superfici delle imbarcazioni, realizzati anche da collettivi come MaleTinte e artisti come Escif, Lydia Giordano e Glenda Costa — trasformano la flotta in un dispositivo visivo in movimento, dove ogni segno diventa dichiarazione politica e gesto simbolico.
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Il progetto si sviluppa anche attraverso contenuti digitali, animazioni, musica, documentazione visiva, ampliando il raggio d’azione ben oltre la dimensione fisica delle imbarcazioni. Una strategia coerente con la pratica di molti degli artisti coinvolti, da Okuda San Miguel a Millo, fino a figure come MP5, abituati a muoversi tra spazio urbano e diffusione online, ma che qui trova una dimensione ancora più urgente.



