Gli Architects of Air progettano strutture che giocano con l’aria e con la luce

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1 Luglio 2019

L’ architetto dell’ aria crea un labirinto gonfiabile per generare stupore in chi lo attraversa fatto di luci colorate ed elementi psichedelici.

Il suo nome è Daedalum – il nome viene da Dedalo, l’uomo che costruì il labirinto di Minosse nel mito greco – ed è composto da 19 cupole a forma di uovo interconnesse e realizzate in materiale traslucido. La struttura è stata installata al Royal Albert Dock, a Londra, dal 21 al 23 giugno, in occasione del Greenwich + Docklands International Festival. Il labirinto degli “Architetti dell’Aria” – Alan Parkinson e Meko – è costruito con una varietà di materiali traslucidi di diversi colori per creare un gioco tra pieni di luce e vuoti di buio davvero sensazionale.

“Progetto le strutture per creare un incontro particolare con il fenomeno della luce, progetto un’architettura per incoraggiare il senso di meraviglia”

Ogni opera è connessa all’altra, in quella precedente viene lasciato un indizio legato a quella successiva, come in questo caso. Alan Parkinson ha una predilezione per l’architettura islamica e ai solidi geometrici.

I visitatori si tolgono le scarpe e si affacciano alla struttura tramite una camera d’aria. Lungo 47 metri e largo 31 metri, si apre con due strutture più grandi rispetto a quelle successive, poi si arriva a una serie di cupole e gallerie di varie dimensioni ma più piccole. The Tree appare come una pila di bolle che si intersecano sopra le teste dei visitatori.

La cupola principale è sormontata da un disegno di 600 pezzi di tessuto. Progettato per creare giochi di colori all’interno di essere mentre il sole si sposta durante la giornata. C’è una forte ispirazione al Pantheon di Roma e al disegno degli angeli di Gustave Doré nel paradiso di Dante.

Alan Parkinson ritiene che la costruzione di strutture gonfiabili temporanee gli permetta di esplorare ciò che l’architettura vuole essere, pur dovendo affrontare questioni pratiche che i progetti puramente teorici non hanno, per questo numerosi progettisti di tutto il mondo stanno esplorando il potenziale dell’architettura gonfiabile.

Testo di Elisa Scotti

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