Dalle luci di Giacarta a quelle di Las Vegas, il viaggio creativo di Ardhira Putra è un’immersione totale nel mondo della nostalgia, del colore e della cultura pop asiatica. Nato in Indonesia nel 1988, Ardhira si è laureato in Animazione presso la Multimedia University in Malesia e ha presto iniziato a distinguersi come uno degli illustratori e motion designer più riconoscibili e originali della scena globale.
Il suo stile è un tuffo visivo negli anni ‘80 e ‘90, periodo che definisce il suo immaginario e che oggi si traduce in opere piene di colori saturi, estetica vaporwave e un’irresistibile vena nostalgica. Le sue illustrazioni e animazioni combinano sapientemente tecniche 2D e 3D, dando vita a paesaggi immersivi e mondi in cui fluttuano cartoni animati giapponesi, console vintage e pubblicità retrò. Attraverso oggetti semplici e familiari, da televisori a tubo catodico a snack dimenticati, da copertine di album a cieli pastello, Ardhira non crea solo immagini, ma evoca emozioni.

Dal 2017, Ardhira Putra lavora come artista indipendente e da allora ha collaborato con alcuni dei nomi più importanti della scena musicale internazionale: Epik High (Corea del Sud), Macross 82-99 (Messico), Engelwood, Yung Bae e MNDSGN (Stones Throw Records, USA), Niagara Triangle (Giappone), oltre a brand come Apple, MTV, Samsung e Spotify. Non è raro, infatti, trovare le sue opere sulle copertine degli album, nei videoclip animati o persino in formato NFT su SuperRare. In ognuno di questi progetti, mantiene la sua firma visiva: personaggi da sentai show, atmosfere da sala giochi e pixel art.
Oltre i progetti commerciali, nel 2024, l’artista ha presentato la sua prima mostra personale in Giappone dal titolo Mixtape Paradise. Una vera e propria installazione immersiva che ricreava uno spazio fatto di luci al neon, poster di vecchie riviste, scaffali pieni di giocattoli vintage e suoni che sembravano usciti da un walkman.
Poche settimane fa è successo che l’artista indonesiano abbia conquistato Las Vegas e lo ha fatto utilizzando quella che da un po’ di tempo a questa parte è diventata la più grande tela del mondo: The Sphere. In occasione dell’Adobe Summit, Ardhira Putra è stato chiamato a realizzare un’animazione che è finita sui 53 mila metri quadri della sfera, portando un po’ di cultura asiatica nel cuore dell’America.



