La tecnica sembra ricalcare quella di Méliès e soci, quando a inizi 900 – per dare maggiore verve alle proprie opere si dilettavano a colorare frame by frame decine di metri di pellicola.

Idea ripresa oltre 100 anni dopo dal fisico olandese Arie Van’t Riet, che adoperando elementi floreali e carcasse di animali morti, riproduce composizioni naturali che, una volta sottoposte a differenti esposizioni di raggi X, dipinge digitalmente in photoshop. Una nota di colore in grado di conferire nuova profondità al già sublime volto della natura.



















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Arie Van’t Riet
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