Art L’arte come terapia: Gary Bunt e il suo cane Bert
Artpainting

L’arte come terapia: Gary Bunt e il suo cane Bert

-
Federica Cimorelli
cover-gary-bunt-dipinti-cane-bert-collateral

Un uomo, il suo cane, una visione solitaria e malinconica della vita e la campagna inglese: sono queste le quattro costanti presenti nei dipinti di Gary Bunt.

Influenzato dalla pittura britannica, Gary Bunt inizia a dipingere all’età di 44 anni quando scopre di avere un cancro. Così, per vincere ansie e paure, decide di avvicinarsi alla pittura, si licenzia dal suo precedente lavoro e fa dell’arte la sua terapia.

I suoi dipinti raccontano una vita tormentata e nostalgica, a stretto contatto con la natura, silenziosa e poetica. 

Sempre accompagnato dal cane Bert, Gary Bunt si dipinge di spalle, nella campagna, vicino al mare, tra le strade deserte della città, in bici, in macchina o sul trattore. Quella che racconta è una vita tranquilla, fatta di riti e lunghe pause. Ogni tanto compare una donna, poi qualche animale: gatti, papere, pecore e maiali. 

Nei suoi dipinti passano le stagioni, cambia la direzione del vento, cala il sole, poi risorge e Gary è sempre lì, nella natura inglese in compagnia del suo cane.

Oggi Gary Bunt è guarito, ma il racconto del suo legame con Bert continua. Il suo stile è ormai maturo e la sua arte ha iniziato a emergere e a distinguersi. 
Le sue opere, quiete e romantiche, vanno ammirate e comprese.

Supportate la sua arte e seguitelo su Instagram.

Articolo di Federica Cimorelli

Artpainting
Scritto da Federica Cimorelli
x
Ascolta su