Art Opere d’arte in 700 gigapixel
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Opere d’arte in 700 gigapixel

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Tommaso Berra
gigapixel | Collater.al

Ci sono alcune opere che vanno guardate da qualche metro di distanza per poterne apprezzare lo schema compositivo e l’equilibrio dei colori, altre invece dalle quali si viene attirati come una calamita, fino al punto di scoprire dettagli piccolissimi, come la direzione di una pennellata.
La bellezza di scoprire questi particolari nelle opere ha portato, con lo sviluppo di tecnologie digitali, a scansionare quadri e affreschi in alta definizione, con una risoluzione fino a 700 gigapixel. Ci sono siti e studi che hanno raccolto vere e proprie banche dati di opere in gigapixel, che includono più di cinquecento opere, uno di questi è Haltadefinizione Image Bank. Dal Medioevo all’età moderna, navigando sul sito è possibile accedere alle più grandi opere della storia dell’arte, con la possibilità di zoommare fino a scoprire la più piccola variazione di tono o lo stato di conservazione delle opere, tra crepe e segni del tempo.

La straordinarietà dell’archivio di Haltadefinizione sta nella fedeltà con la quale sono riprodotti i colori, e nella scoperta di particolari sconosciuti di opere che gli appassionati dell’arte in molti casi hanno bene a mente. Si scoprono così opere nuove, tra tele e pale d’altare. Su quello che è l’archivio di arte in gigapixel più importante al mondo di può riscoprire “La nascita di Venere” e la “Primavera” di Botticelli, gli incredibili colori delle Ninfee” di Monet o di uno dei più famosi autoritratti di Vincent van Gogh. La delicatezza delle sfumature di Hayez e la brillantezza di una xilografia come La grande onda di Kanagawa” di Hokusai sono altri dettagli da poter ingrandire.
Del Cenacolo” di Leonardo da Vinci si riesce a cogliere perfettamente lo stato di conservazione e la bellezza precaria di un’opera simbolo del Rinascimento

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Scritto da Tommaso Berra
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