Esattamente 6 anni fa, due giorni dopo aver compiuto 69 anni, si spegneva “il più grande entertainer del ventesimo secolo” secondo un sondaggio della BBC e sicuramente uno dei più influenti, David Bowie.
Provare a raccontare The Thin White Duke (Lo Snello Duca Bianco) potrebbe risuonare ridondante e pieno di riferimenti che bene o male tutti conosciamo.
Noi di Collater.al siamo un magazine photography focused, tra le altre cose, quindi ho scelto di raccontare Bowie attraverso il suo rapporto con il fotografo giapponese Masayoshi Sukita e i meravigliosi scatti che i due hanno accumulato nel corso di questa intensa e prolifica amicizia lunga 40 anni.

Si incontrano per la prima volta nel 1972 quando Sukita arrivò a Londra per scattare Marc Bolan e i T-Rex. Mentre passeggiava per la città rimase colpito in maniera quasi morbosa dal cartellone di “The Man Who Sold the World” che pubblicizzava un suo concerto proprio in quei giorni. Sukita non sapeva minimamente chi fosse David Bowie ai tempi: “All’epoca, c’erano pochissime informazioni su David Bowie in Giappone. E non avevo mai nemmeno sentito il suo nome fino a quando non ho visitato Londra. Ma nel momento in cui l’ho visto, sono diventato estremamente curioso su di lui”.
Il fotografo giapponese decise quindi di andare a quel concerto e una volta dentro Sukita ne rimase estasiato: “Vedere David Bowie sul palco mi ha aperto gli occhi sul suo genio creativo. Ho visto Bowie esibirsi con Lou Reed ed era così potente, Bowie era diverso dagli altri rock and rollers, aveva qualcosa di speciale che sapevo di dover fotografare”.
Grazie all’amica e stylist Yasuko Takahashi – la quale non solo fu una vera e propria precorritrice del lavoro di stylist in giappone ma fu anche un elemento fondamentale dietro le prime sfilate in terra londinese di Kansai Yamamoto, stilista giapponese di cui abbiamo parlato qui, che creò molti dei costumi più celebri indossati da David Bowie durante il periodo nel quale lo stesso Bowie interpretava il suo alter ego Ziggy Stardust e durante il tour di Aladdin Sane – Sukita riuscì a incontrare Bowie.

La Takahashi propose il portfolio con i lavori di Sukita a quello che all’epoca era il manager di Bowie che, senza esitare, gli concesse la possibilità di realizzare uno shooting.
Nonostante non parlasse inglese, Sukita strinse immediatamente una fortissima amicizia con Bowie e già dal 1973 divenne figura onnipresente durante i viaggi del Duca Bianco in terra nipponica.
Molto probabilmente la fotografia più famosa che Sukita ha scattato a Bowie è quella che poi è diventata la cover di “Heros”. Scattata durante uno shooting in uno studio ad Harajuku insieme a Iggy Pop nel 1977, i due si alternavano davanti l’obiettivo scambiandosi e provando delle giacche di pelle, la foto venne fuori da sola in modo naturale e istintivo, l’intero shooting durò soltanto due ore. Una volta che Iggy Pop scelse le sue preferite, Bowie, dopo svariati mesi da quello shooting, in accordo con Sukita, scelse lo scatto che finì su uno degli album più belli di sempre.

L’incredibile archivio messo insieme da Sakita lungo i 40 anni di amicizia con Bowie è forse il più rilevante tra tutti.
Una storia di amicizia, arte e visioni condivise che grazie alla curiosità di uno e alla disponibilità dell’altro, si è trasformata in un lascito artistico fondamentale e iconico per tutte le generazioni future di artisti e fotografi.








