Art Cinque booth che ci sono piaciuti da Artissima
Artart fairemergingtorino art week

Cinque booth che ci sono piaciuti da Artissima

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Giorgia Massari

Protagonista indiscussa della Torino Art Week, Artissima torna anche quest’anno con una selezione ampissima. Dalle classiche gallerie “fisse” della Main Section – come Lia Rumma, Raffaella Cortese e Galleria Continua -, alle New Entries, tra le quali si distinguono L.U.P.O. Lorenzelli Projects (Milano) con la giovanissima artista Giuditta Branconi e Fuocherello (Volvera) con Andrea Di Lorenzo e Giulia Poppi. Giunta alla trentesima edizione, quest’anno Artissima – nella sua classica location dell’Oval Lingotto Fiere e diretta per il secondo anno da Luigi Fassi  – ospita ben 181 gallerie italiane e internazionali con un ricco scenario di novità. Come spesso accade quando si visita una fiera, è impossibile prestare attenzione ad ogni booth presente. In particolare, quest’anno gli allestimenti sono curati con grande attenzione e molte gallerie puntano all’effetto wow ricoprendo interamente le pareti o servendosi di pavimenti alternativi. Ecco i cinque booth che ci hanno colpito di più.

© Photo Credits: Perottino-Piva-Peirone / Artissima 2023

#1 viasaterna con l’artista Ramak Fazel 

Al booth 18 red, nella sezione monologue/dialogue, viasaterna (Milano) presenta il progetto Milan Unit dell’artista iraniano-americano Ramak Fazel (Abadan, Iran, 1965). L’artista ha creato un vasto archivio che copre il periodo dal 1994 al 2009, documentando la sua esperienza a Milano. Questo archivio include fotografie, appunti e documenti personali e storici. L’opera mostra al pubblico la sua vita e il contesto storico in cui è vissuta, con particolare attenzione al mondo del design, includendo figure di spicco come Achille Castiglioni, Enzo Mari, Lea Vergine, Ettore Sottsass e Bruno Munari, tra molti altri. L’opera di Fazel, è una testimonianza tangibile del passato, che, nonostante sia recente, sembra ora così lontano.

Ph Credits Riccardo Giancola
Ph Credits Riccardo Giancola, viasaterna

#2 Colli Gallery con l’artista Francesco Cavaliere

Proseguendo il percorso, al booth 12 fuxia, sempre nella sezione monologue/dialogue, ci colpisce l’allestimento di Colli Gallery (Roma) con il progetto personale di Francesco Cavaliere (1980, Italia). Il booth, pulito e minimale, pone in collegamento una nuova produzione dell’artista con opere meno recenti. La pratica artistica di Cavaliere è diversificata e comprende la combinazione di scrittura, suono, voce, disegno e scultura. Questi elementi convergono per ispirare la creatività e dar vita a viaggi artistici ricchi di fugaci presenze. L’artista crea racconti sonori e composizioni musicali che spesso si integrano con elementi installativi e scenografici, aggiungendo dimensione e profondità alle sue opere.

Ph Credits Sebastiano Luciano, Colli Gallery

#3 Matèria Gallery con l’artista Bekhbaatar Enkhtur

Nella sezione Present Future, al booth PF 5, si trova Matèria Gallery (Roma) con uno degli stand più interessanti di questa edizione. Si tratta si un’installazione site-specific di Bekhbaatar Enkhtur che presenta al pubblico un lavoro inedito. L’approccio artistico di Enkhtur si basa sulla scultura, esplorando la materia, lo spazio e l’interazione con il pubblico. Utilizzando cera d’api e alluminio, l’artista crea opere che riflettono il concetto di cambiamento e vitalità dei materiali. La sua esplorazione tra realtà e immaginazione sfida i limiti della rappresentazione artistica, offrendo un’esperienza profonda e coinvolgente per gli spettatori.

Courtesy Matèria Gallery
Courtesy Matèria Gallery

#4 The Address Gallery con l’artista Giuliana Rosso curato da Treti Galaxie

Al booth 9 fuxia, la galleria bresciana The Address presenta un’installazione di Giuliana Rosso (1992, Italia) a cura di Treti Galaxie. Il booth ospita due disegni inediti e site-specific, accompagnati da una sezione di dipinti e una scultura in cartapesta. Con la sua particolare tecnica che si serve della carta e della pittura entro una dimensione installativa, Giuliana Rosso trasporta i visitatori della fiera nel passato, conducendoli in quel lasso di tempo tra l’infanzia e l’adolescenza. I suoi soggetti infatti, sono sempre ragazzini in balia dei drammi tipici di quell’età.

Courtesy The Address

#5 Galerie Alberta Pane con l’artista Romina de Novellis 

Nella Main Section, non troppo distante dall’ingresso, la galleria Alberta Pane (Parigi, Venezia) presenta un booth “spaccato” a metà. A colpirci è la parte sinistra, dedicata interamente all’artista Romina de Novellis (1982) che ricopre il pavimento di paglia. Una vasca è posta al centro e una piccola fontanella sgorga dell’acqua. Alle sue spalle un video mostra l’artista prendersi cura di una gallina, posizionandola sulle ginocchia e proteggendole le orecchie dal rumore, in un atto di empatia e protezione. L’artista è solita utilizzare il proprio corpo come un potente mezzo per denunciare le restrizioni e gli abusi imposti dalla società contemporanea. Le sue performance lunghe e intense si basano sulla resistenza e la ripetizione, sfidando i confini del corpo e della mente attraverso gesti ripetitivi che portano gli spettatori in una dimensione diversa.

Courtesy Galerie Alberta Pane

Foto in cover: Galleria Umberto Benappi, Studio Azzurro © Photo Credits: Perottino-Piva-Peirone / Artissima 2023

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Scritto da Giorgia Massari
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