Gli autoritratti ricamati dell’artista Juana Gòmez

Gli autoritratti ricamati dell’artista Juana Gòmez

Nastasia Felici · 2 anni fa · Art

Quando andavo a scuola c’era un professore che mi diceva sempre “Tu guardi questo 5 nella versione come se fosse la tragedia più grande della tua vita, un giorno sarai lontana da qui e ti sembrerà tutta una sciocchezza”. Non gli credevo.

Ci sono tanti modi per ridimensionare le cose e i principali sono due: allontanarsi tanto e avvicinarsi molto.

No, non vi sto per fare un discorso su quanto siamo piccoli in questa galassia, su quanto le nostre vite possano sembrare insignificanti agli occhi della storia del mondo. No, dai, è banale. Un 5 in greco è meno importante se ormai ti sei diplomata dieci anni fa, fin qui ci siamo tutti; nemmeno sta volta ho scoperto una cosa nuova, accidenti!

Ma se quel giorno di 10 anni fa io quel 5 lo avessi scandagliato davvero. Lo avessi preso per quello che era: un 5 segnato su un foglio. Un numero sopra un cazzo di foglio. Un segno di inchiostro marcato da una penna a sfera sopra un pezzo di cellulosa compressa. Così piccolo e così importante. Così insignificante e così significativo.

L’artista Juana Gòmez prende il suo corpo e lo analizza fino in fondo. Ne ritrae le vene, le ossa, i nervi. Lo prende e lo guarda per quello che è davvero. Ne fa quello che io avrei dovuto fare con quel 5 in greco.
Te lo sbatte in faccia e ti dice di ricordarti che tu sei quella roba lì, che hai qualcosa in comune con le foglie, gli alberi, il traffico, internet e altre cose che hai costruito o che c’erano prima di te. Che sei linee punti, cerchi, segni, strisce, sei piccolo e bellissimo e somigli a tutto il mondo.

Che poi alla fine un 5… basta che prendi un 7 e lo recuperi anche.

Gli autoritratti ricamati dell’artista Juana Gòmez
Art
Gli autoritratti ricamati dell’artista Juana Gòmez
Gli autoritratti ricamati dell’artista Juana Gòmez
1 · 11
2 · 11
3 · 11
4 · 11
5 · 11
6 · 11
7 · 11
8 · 11
9 · 11
10 · 11
11 · 11
Short video for Breakfast – One Point Perspective, le inquadrature di Stanley Kubrick

Short video for Breakfast – One Point Perspective, le inquadrature di Stanley Kubrick

Giulia Pacciardi · 2 anni fa · Art

Abbiamo conosciuto Kogonada per un bellissimo supercut che ha creato per raccontare, in pochissimi minuti, la passione del regista americano Wes Anderson per la simmetria.

Spulciando poi sul suo canale ci siamo accorti della presenza di altri video, tutti belli dal punto di vista dell’immagine e interessanti da quello della forma, che girano attorno alla stesso tema: l’inquadratura.
Dopo Anderson, quindi, abbiamo deciso di farvi vedere quello su Stanley Kubrick che mette in evidenza la sua ricerca del punto di fuga prospettica e quella della composizione dell’inquadratura, centrata e simmetrica.

Ecco a voi un supercut di frame che conoscete benissimo, visti però da un altro punto di vista.

 

Short video for Breakfast – One Point Perspective, le inquadrature di Stanley Kubrick
Art
Short video for Breakfast – One Point Perspective, le inquadrature di Stanley Kubrick
Short video for Breakfast – One Point Perspective, le inquadrature di Stanley Kubrick
1 · 1
Un sogno chiamato Florida, il nuovo film di Sean Baker

Un sogno chiamato Florida, il nuovo film di Sean Baker

Andrea Jean Varraud · 2 anni fa · Art

Proprio accanto al magico mondo di DisneyWorld, in uno motel rosa vivono 3 bambini con le loro mamme, che armati di fantasia e intelligenza sopravvivono alla monotonia della squallida vita bordeline della provincia americana. In breve questa è la storia del nuovo film, Un sogno chiamato Florida, del regista indipendente Sean Baker, il quale precedentemente aveva già attirato l’attenzione su di se con il film Tangerine.

Come abbiamo visto già nelle prime righe la storia è molto semplice e forse anche banale, ma è proprio il taglio registico a rende questo film qualcosa di unico. Tutto il film è girato dal punto di vista dei 3 piccoli protagonisti il che rende la storia molto simile ad un romanzo di avventura solo che invece di avere la cornice della campagna del diciannovesimo secolo, ne abbiamo una fatta di pacchiane costruzioni colorate e programmi telesivi trash. Oltre alla storia molto naive ma mai esagerata o con pietismi, è importante per la riuscita del film anche l’approccio estetico. Quest’ultimo infatti sovrasta ogni frame della pellicola: i colori molto accessi fanno si a pugni con il grigiore sociale ma d’altro canto esaltano il mondo visto dagli occhi dei bambini dove tutto è esagerato, magico e molto simile ad un sogno.

Il film uscirà nelle sale il 22 Marzo ma nel frattempo abbiamo in trailer, quindi godiamocelo.

Un sogno chiamato Florida il nuovo film di Sean Baker | Collater.al 3 Un sogno chiamato Florida il nuovo film di Sean Baker | Collater.al 1 Un sogno chiamato Florida il nuovo film di Sean Baker | Collater.al 5 Un sogno chiamato Florida il nuovo film di Sean Baker | Collater.al 4

Un sogno chiamato Florida il nuovo film di Sean Baker | Collater.al 2

Un sogno chiamato Florida, il nuovo film di Sean Baker
Art
Un sogno chiamato Florida, il nuovo film di Sean Baker
Un sogno chiamato Florida, il nuovo film di Sean Baker
1 · 5
2 · 5
3 · 5
4 · 5
5 · 5
Le onde oceaniche sospese di Miguel Rothschild

Le onde oceaniche sospese di Miguel Rothschild

Giulia Pacciardi · 2 anni fa · Art

Miguel Rothschild, artista multidisciplinare nato a Buenos Aires e traferitosi poi a Berlino, riesce a lavorare con un’ampia varietà di mezzi differenti creando delle installazioni che giocano con la percezione dello spettatore mirando al suo stupore.

Le sue installazioni site-specific chiamano in campo la fotografia, la scultura ma soprattutto i tessuti, quelli che meglio si prestano a rendere le sue idee reali.
Due delle sue ultime opere, Elegy e De Profundis, se ne servono proprio per mimare il movimento dell’oceano, fermando le sue onde, sospendendole in aria oppure facendole rotolare giù come se seguissero una strada fatta di scale.

Tutto, anche i cavi di cui si serve per creare questi giochi, riesce in qualche modo ad enfatizzare quell’idea di natura salvifica che porta avanti con la sua arte, impersonando raggi di sole o gocce di pioggia.

Le onde oceaniche sospese di Miguel Rothschild | Collater.al 1 Le onde oceaniche sospese di Miguel Rothschild | Collater.al 2 Le onde oceaniche sospese di Miguel Rothschild | Collater.al 3 Le onde oceaniche sospese di Miguel Rothschild | Collater.al 4 Le onde oceaniche sospese di Miguel Rothschild | Collater.al 7 Le onde oceaniche sospese di Miguel Rothschild | Collater.al 6 Le onde oceaniche sospese di Miguel Rothschild | Collater.al 5

Le onde oceaniche sospese di Miguel Rothschild
Art
Le onde oceaniche sospese di Miguel Rothschild
Le onde oceaniche sospese di Miguel Rothschild
1 · 7
2 · 7
3 · 7
4 · 7
5 · 7
6 · 7
7 · 7
È uscito il trailer di Sorry to Bother You

È uscito il trailer di Sorry to Bother You

Andrea Jean Varraud · 2 anni fa · Art

Il 6 Luglio farà debutto nelle sale Sorry to Bother You, film diretto da Boots Riley che, recentemente è stato presentato al Sundance, dove ha riscosso notevole successo.

Il protagonista del film è un giovane impiegato di telemarketing, Lakeith Stanfield, che improvvisamente si scopre bravo nel suo lavoro solo perché riesce a parlare come un bianco. Inizia così la sua ascesa personale che lo porterà a fronteggiare il suo bizzarro boss.

Il film lascerà sicuramente un segno per l’originalità e la leggerezza con cui viene toccato un tema purtroppo ancora oggi attuale, come il razzismo.

Dato che manca ancora qualche mese all’uscita ufficiale, vediamoci il trailer.

E uscito il trailer di Sorry to Bother you | Collater.al 4 E uscito il trailer di Sorry to Bother you | Collater.al 1 E uscito il trailer di Sorry to Bother you | Collater.al 3

 

 

È uscito il trailer di Sorry to Bother You
Art
È uscito il trailer di Sorry to Bother You
È uscito il trailer di Sorry to Bother You
1 · 3
2 · 3
3 · 3