Art Barbie around the world
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Barbie around the world

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Nastasia Felici

ATTENZIONE: Questo articolo può causare scompensi emotivi alle bionde-inside e vomito a spruzzo alle femministe.

“Ehi, ho una roba da bionda da farti fare: c’è una mostra su Barbie, vuoi scriverci un pezzo?”
Slow motion di me con gli occhi a cuore che mi butto a terra, ho delle convulsioni, urlo dalla gioia, mi riprendo, accendo la radio, metto I’m a Barbie Girl in a Barbie world e la canto usando la spazzola come microfono.

Si, perché bionda o non bionda (e allontanando come la peste ogni moralismo a riguardo) Barbie significa qualcosa per ogni femmina del mondo. Questa bambola messa in mano a milioni di ragazzine, è uno strumento di crescita. Con Barbie abbiamo imparato a vestirci, a flirtare, a fare le brave signorine, abbiamo imparato che esistono triliardi di lavori e che noi possiamo farli tutti, dalla casalinga all’astronauta passando per la cavallerizza.

Barbie around the world

Ci sono oggetti che diventano simboli, tanto discussi e criticati da rimanere per sempre al centro di dibattiti, da diventare stereotipi. Barbie, il feticcio della bionda perfetta, è da sempre sotto l’occhio dei riflettori perché troppo alta, troppo magra, troppo bionda, troppo sorridente, troppo TROPPO. Ma non importa, non fa niente, potete odiarla quanto volete, ma ognuna nel mondo ha sognato di essere Barbie. Si, anche io. Si, anche tu!

E come può un artista non approfittare di un oggetto che, in un modo o nell’altro, ci ha rappresentate tutte?

Barbie Around the World, che potrete visitare fino al 20 Giugno presso la Galleria di Barbara Frigerio in Via dell’Orso 12 a Milano, è un’esposizione che raccoglie opere di molti artisti che hanno lavorato su questa bambola.
Sono andata a visitare l’esposizione con un’altra amica bionda; siamo entrate al grido di “OMMIODDIOOOOOOOOOOOOO” e uscite a quello di “AAAWWWWW” e cariche di “Barbie Magazine” con inserto di adesivi da appiccicare ovunque.
Ad accoglierci il progetto fotografico Barbie Around the World di Enrico Pescantini che rappresenta Barbie e Ken mentre si sparano dei selfie che noi ce li sogniamo.

Poi il duo Magia2000 che aggiunge sbrilluccichio allo sbrilluccichio mettendo copiosi Swarowsky su Barbie con vestiti di altissima moda che celebrano la cultura mistica e religiosa degli “orixas”. Barbie Divinità. Cioè, dai.
Maurizio Galimberti ha messo a confronto il corpo di una donna e quello di una Barbie, in un collage fotografico che dimostra che non c’è alcuna incongruenza, che si amalgamano in un tutt’uno.

E poi un sentito grazie a Paolo Schmidlin che, da buon collezionista, ci ha permesso di vedere scene ricreate ad hoc che mi sento in diritto di denominare “Barbie party hard”, “Barbie funerale” e “Barbie colazione in famiglia – Nella confezione trovi anche la schiava rigorosamente nera che cucina per tutti”.

Barbie around the world
Barbie around the world
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Grazie a “Barbie Around the World” ho avuto occasione di costatare come ogni donna abbia una storia legata a Barbie e che si possa parlare per ore di quante Barbie avevi, con quali vestiti, quali case, camper, macchine, cavalli, accessori, Ken, Shelley, ecc. Ci sono poi miliardi di racconti su come tua madre ti ha fatto sparire le Barbie, di quanto le rivorresti, anche solo per pettinarle, anche solo per mettergli a posto i vestiti.

E anche tu, ragazza brutta a cui la vita ha dato più peli in faccia che capelli e hai deciso di fondarti su questo per creare un’ideologia, stai tranquilla, sono certa che esista da qualche parte nel mondo anche Barbie Femminista, così puoi giocare anche tu.

Barbie around the world
Barbie around the world

P.S. Un sentito grazie a Barbara Frigerio e Giancarlo Pagliara, proprietari e curatori dell’esposizione, e alla mia amica Chiara, che, grazie ai discorsi trash, hanno arricchito la visita di Barbie Around the World con visioni di video di Andrea Diprè. Perché bionda si, ma trash di più.

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Scritto da Nastasia Felici

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