Scorrendo il profilo Instagram di Been Shill si ha la sensazione di entrare in un archivio visivo stratificato e anche un po’ bizzarro, dove ogni immagine sembra appartenere a una narrazione più ampia ma volutamente frammentata. Le sue opere, spesso realizzate ad airbrush o pittura, con figure sospese, volti ambigui e simboli che sembrano emergere da un immaginario a parte, non cercano mai una spiegazione diretta. C’è una tensione costante tra ironia e inquietudine, come se ogni lavoro fosse il frame isolato di una storia che non finisce di essere raccontata.

Il suo feed non segue una logica espositiva tradizionale: le immagini compaiono senza contesto, titolate in modo ellittico e lasciando spazio all’interpretazione personale. Quello di Been Shill è un linguaggio che si costruisce più per atmosfera che per messaggio, dove la ripetizione di certi soggetti e posture crea familiarità, mentre il significato resta sempre leggermente fuori fuoco.
Il suo universo visivo trova una prosecuzione anche nel merch che troviamo sul suo sito dove compaiono capi di abbigliamento e oggetti che riprendono simboli e immagini delle opere. Come in una sorta di estensione del suo stesso immaginario, frammenti da indossare o da portare con sé ma anche slogan t-shirt che mantengono intatta quella dimensione enigmatica che caratterizza tutta la pratica dell’artista.





