Bert, la casa modulare a forma di albero

Bert, la casa modulare a forma di albero

Giulia Guido · 4 mesi fa · Design

Chris Precht e sua moglie Fei sono i fondatori dello studio di architettura Precht che segue una filosofia controcorrente, tentando di proporre dei progetti alternativi alla moderna architettura che ha reso le città del mondo tutte uguali e che punta stupire con enormi grattacieli di vetro, cemento e acciaio. Il progetto che rappresenta al meglio il loro pensiero è quello di Bert, una casa modulare che più che essere una casa sull’albero è una casa a forma di albero

Ebbene sì, grazie alla collaborazione con Baumbam, una start-up specializzata nella costruzione di piccole case e case sull’albero è stato possibile realizzare una struttura in legno a pianta circolare coperta da tegole a foglia dai toni del marrone chiaro che ricorda un tronco d’albero. 

Essendo composta da diversi moduli costruiti singolarmente e assemblati solo sul posto, Bert, oltre può essere costruita in qualsiasi parte del mondo e in qualsiasi condizione, può diventare da casa unifamiliare a condominio, fino a diventare dei veri e propri complessi residenziali. 

Alla base di questo tipo di abitazione c’è un aspetto ludico che spesso manca in molti progetti e al posto di ispirarsi alle forme dell’arte classica, Chris e Fei hanno preso come punto di riferimento i cartoni animati come Sesamo apriti. 

“Sappiamo che edifici come Bert non sono la strada da percorrere per una produzione su larga scala, ma penso che come industria, dobbiamo osare di più, provare di più e sperimentare di più verso un futuro più diversificato delle nostre città”.

Precht Bert | Collater.al
Precht Bert | Collater.al
Precht Bert | Collater.al
Precht Bert | Collater.al
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Precht Bert | Collater.al
Precht Bert | Collater.al
Precht Bert | Collater.al
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Bert, la casa modulare a forma di albero
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Bert, la casa modulare a forma di albero
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Gyu Han Lee trasforma scatole da scarpe in mobili

Gyu Han Lee trasforma scatole da scarpe in mobili

Giulia Guido · 4 mesi fa · Design

Presso lo 003archive di Seoul, fino al 6 ottobre, saranno esposte le opere realizzate dall’artista Gyu Han Lee che uniscono il product design con il mondo dello streetwear. La mostra si intitola ON MY SEAT e mostrerà al pubblico una collezione di mobili formata da diversi tipi di sedute, un tavolino e una panchina, tutti interamente costruiti assemblando scatole da scarpe.

Sebbene tutti i pezzi sembrino realizzati solamente con le scatole, sotto di esse si nasconde una struttura in compensato, permettendo a questi mobili di essere realmente utilizzati.  

Ma anche l’occhio vuole la sua parte, quindi le scatole scelte da Gyu Han Lee sono di scarpe Nike. Il risultato finale potrebbe sembrare una vera e propria linea firmata dal marchio dello Swoosh, e invece è solo il frutto dell’idea di un appassionato di design di mobili. 

Scoprite i lavori di Gyu Han Lee nella nostra gallery! 

Gyu Han Lee | Collater.al
Gyu Han Lee | Collater.al
Gyu Han Lee | Collater.al
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Gyu Han Lee | Collater.al
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Gyu Han Lee | Collater.al
Gyu Han Lee | Collater.al
Gyu Han Lee | Collater.al
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Gyu Han Lee trasforma scatole da scarpe in mobili
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Gyu Han Lee trasforma scatole da scarpe in mobili
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Il nuovo design dell’Apple Store della Fifth Avenue a New York

Il nuovo design dell’Apple Store della Fifth Avenue a New York

Giulia Guido · 4 mesi fa · Design

In questi ultimi mesi il team di design di Apple ha collaborato con lo studio di architettura Foster + Partners per il rinnovamento dell’iconico Apple Store newyorkese sulla Fifth Avenue

Il nuovo aspetto dell’iconico negozio a forma di cubo parte dall’esterno, dove sono state aggiunte delle fontane lineari, nuovi alberi e due tipi nuovi di sedute. La prima consiste in lunghe sedute in pietra e la seconda, più spettacolare, è composta da una serie di sculture a specchio chiamate Skylenses, sulle quali si riflettono i grattacieli circostanti. Il materiale utilizzato per le Skylenses è l’acciaio inox che collega l’esterno con l’interno, dato che questo materiale lo ritroviamo soprattutto nel punto forte del nuovo store, ovvero l’enorme scala a chiocciola che porta al piano inferiore. 

Per quanto riguarda l’illuminazione, le luci bianche sul soffitto autoregolano la loro intensità i base alla luce del sole, creando un ambiente che si fonda alla perfezione con l’esterno. 

Scopri gli altri Apple Store di Chicago, Milano e Macao

apple store Foster Partners | Collater.al
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Il nuovo design dell’Apple Store della Fifth Avenue a New York
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Il nuovo design dell’Apple Store della Fifth Avenue a New York
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Alchemist, il ristorante dove una cena diventa uno spettacolo

Alchemist, il ristorante dove una cena diventa uno spettacolo

Giulia Guido · 4 mesi fa · Design

Se non si aggiudica il primo posto, l’Alchemist di Copenaghen rientra di sicuro nella top ten dei ristoranti più belli al mondo. Progettato dagli interior designer dello Studio Duncalf, l’Alchemist non è un semplice posto dove andare a mangiare il sabato sera, ma è un luogo che offre una vera e propria esperienza culinaria e di vita. Vi basti sapere che una cena è composta da 50 portate e dura 6 ore. 

Da fuori, ad accogliere i commensali è un edificio che, una volta, ospitava un laboratorio nautico, mentre appena entrati dalla possente porta in bronzo, si ritroveranno in un corridoio decorato con opere di differenti artisti, creano un luogo colorato e coinvolgente. 

Una volta superata questa galleria ci si ritroverà nell’area centrale e più spettacolare dell’Alchemist, ovvero la sala coperta da una cupola di 18 metri di diametro su cui vengono proiettate immagini che creano un’atmosfera calma e intima, come un cielo stellato o delle meduse che nuotano nel mare. 

Alchemist Studio Duncalf | Collater.al

Su un intero lato della sala si affaccia una cucina a vista, che permette ai clienti seduti al tavolo di ammirare gli chef all’opera. Mentre un intero lato del ristornate altro 3 piani è completamente coperto da una cantina in vetro, che collega i tre livelli della struttura. 

L’esperienza gastronomica non finisce qui, perché sopra alla cupola è stata creata una zona bar. 

Scopri la bellezza di Alchemist nella nostra gallery e nel video che trovi qui sotto.

Alchemist Studio Duncalf | Collater.al
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Alchemist, il ristorante dove una cena diventa uno spettacolo
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Alchemist, il ristorante dove una cena diventa uno spettacolo
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Twine, quando scultura e architettura si incontrano

Twine, quando scultura e architettura si incontrano

Giulia Guido · 3 mesi fa · Design

Si chiama Twine l’ultimo progetto firmato dall’architetto e progettista Antony Gibbon in cui la scultura si mette al servizio dell’architettura e viceversa. Si tratta di un tipo di abitazione i cui spazi interi ed esterni vengono creati da due immense superfici in pietra parallele che, appoggiate al suolo, si attorcigliano su loro stesse. Quando queste due strisce di pietra si toccano, inevitabilmente formano degli spazi coperti.

Due di questi sono stati chiusi con delle vetrate: uno pensato per la zona giorno che ospita un’area lounge e una cucina, il secondo adibito a zona notte con una camera da letto e un bagno. 

Il terzo, invece, rimane aperto e al centro degli altri due, e ospita una seduta circolare incassata nella roccia con al centro uno spazio pensato per un falò. 

Twine è un’enorme scultura abitabile che, nonostante il suo aspetto monumentale e solido, non rovina il paesaggio, anni ne segue le forme. 

Scopri gli altri progetti di Antony Gibbon sul suo sito e nella nostra gallery le immagini di Twine. 

antony gibbon twine | Collater.al
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Twine, quando scultura e architettura si incontrano
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Twine, quando scultura e architettura si incontrano
Twine, quando scultura e architettura si incontrano
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