Beth Hoeckel taglia e cuce la nostalgia.
Nata a Baltimora, ha frequentato dopo l’adolescenza la School of the Art Institute di Chicago. Come artista multimediale, pittrice e fotografa ha viaggiato per anni spinta dall’ispirazione che un viaggio può donare, limitandosi a fermarsi due anni a New York e quattro a Los Angeles.
Incessante ricercatrice di vecchie riviste anni ’60 nei second hand shops e del miglior materiale rimasto dei National Geographics tra gli anni ’50 e ’70, costruisce con colla e forbici mondi paradossali dove i soggetti, inaspettatamente, interagiscono con panorami irreali e sconfinati completamente a loro agio. Bagnanti e picnic vicino la luna, famiglie e crateri di vulcani, ballerine e la furia dei temporali. Nel suo progetto “Point Of View” tutto è ben amalgamato con un leggero retrogusto apocalittico. Tutto ciò che serve a Beth sono soggetti esteticamente ideali dell’inizio della seconda metà del 900 (espressioni memorabili, gesti istintivi, pose classiche) e la natura nelle sue meraviglie e nella sua forza.
Il risultato finale della costruzione di questa nuova immagine dalle ceneri di pubblicità e ricordi passati è così perfetto da ingannare i nostri occhi e la nostra mente. L’illusione di fissare un momento sacro di una scena di un film che non vediamo l’ora di vedere per intero. Un assaggio che entusiasma e smuove, e un’aspettativa che così non verrà mai delusa.
















